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Chiunque abbia passato almeno un pomeriggio a fissare l'orizzonte con il naso all'insù sa che certe montagne non sono semplici ammassi di roccia, ma vere e proprie calamite per l'anima. Il Monviso, con quella sua sagoma a piramide che sembra disegnata da un bambino particolarmente ispirato, domina le pianure piemontesi e ti lancia una sfida silenziosa ogni volta che il cielo è terso.
Mi capita spesso di trovarmi a preparare lo zaino la sera prima di una partenza, tra un moschettone che sembra giocare a nascondino sul fondo della borsa e quella strana euforia mista a una sana dose di preoccupazione per la sveglia che suonerà quando persino i galli staranno ancora sognando. Le vie normali e il richiamo del granito Affrontare le vie normali di giganti come il "Re di Pietra" o la maestosità glaciale dell'Adamello richiede molto più di un buon paio di scarponi e una discreta resistenza fisica. È un gioco di incastri, un ballo con il meteo e una prova di pazienza che inizia settimane prima di mettere piede sul sentiero. Sebbene non serva essere degli scalatori estremi per godersi queste ascese, non bisogna mai sottovalutare la complessità di una cresta o la lunghezza infinita di un ghiacciaio che sembra non finire mai sotto il sole di luglio. Ho sempre pensato che il segreto per una scalata di successo non risieda tanto nella forza delle gambe – anche se quella aiuta parecchio – quanto nella meticolosità con cui ci si occupa della logistica alpinismo. La pianificazione stagionale è fondamentale: per il Monviso il periodo che va da metà luglio a settembre inoltrato è solitamente il più generoso, mentre l'Adamello, con il suo Pian di Neve, richiede un occhio di riguardo per le condizioni della neve e dei crepacci. Non c'è nulla di più bello che camminare immersi nel silenzio rotto solo dal rumore dei ramponi, sapendo di aver pianificato ogni dettaglio per godersi semplicemente il viaggio verso l'alto. Riposare bene per salire meglio Per gli alpinisti che affrontano vette impegnative, la logistica del riposo è fondamentale quanto l'attrezzatura tecnica. Trovare una sistemazione che permetta di raggiungere rapidamente l'attacco del sentiero può fare la differenza tra il successo e la rinuncia. Utilizzando un comparatore trasparente come cozycozy, è possibile confrontare istantaneamente rifugi, b&b e appartamenti in tutta la regione alpina, garantendosi la soluzione più comoda e vicina alle proprie mete alpinistiche. Piccoli trucchi per grandi soddisfazioni Oltre alla scelta del letto giusto – che, ammettiamolo, dopo una giornata in quota sembra un hotel a cinque stelle anche se è solo una brandina in legno – bisogna considerare il fattore psicologico. Mangiare bene è vitale: la classica fetta di torta del rifugio mangiata al tramonto, mentre le nuvole si tingono di rosa e la valle sottostante inizia a accendere le prime luci, vale da sola tutta la fatica fatta per arrivare fin lì. In fondo, scalare queste vette è un modo per ricordarci quanto siamo piccoli ma anche quanto sia incredibile la nostra capacità di sognare in grande. Che si tratti di risalire i canaloni del Monviso o di attraversare le distese glaciali dell'Adamello, ogni passo ci insegna qualcosa di nuovo sulla montagna e, soprattutto, su noi stessi. L'importante è mantenere sempre quel sorriso un po' stropicciato dalla fatica e quella voglia matta di vedere cosa c'è oltre la prossima cresta. |
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