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Sasso dei Carbonari - 2263 m


Relazione della salita - Cima n° 724


Foto via normale Sasso dei Carbonari non disponibile Regione: Lombardia (LeccoItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Prealpi Lombarde - Gruppo Grigne

Provincia: Lecco

Punto di partenza: Cainallo (q. 1450 m)

Versante di salita: W

Dislivello di salita: 815 m - Totale: 1630 m

Tempo di salita: 4,30 h - Totale: 6,30 h

Periodo consigliato: primavera - autunno

Valle: Val di Cino - Altre cime della Val di Cino
Punti di appoggio: Rif. Bietti (q. 1719 m) - Rif. Brioschi (q. 2403 m)
Tipo di via: Via ferrata
Tipo di percorso: Via ferrata
Difficoltà:   EEA - AR - III - PD+ (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS - Lago di Como - 1:50000
Autore: Guido Caironi Profilo di Guido Caironi - Altre salite dell'autore
Data della salita: 05/08/2007
Data pubblicazione: 14/07/2008
N° di visualizzazioni: 8895

Introduzione:

Bello e paesaggistico itinerario che si svolge in parte su sentiero, molto su cresta, nell’entusiasmante palcoscenico del Grignone. Il Sasso dei Carbonari (il cui nome deriva dall´antica presenza di fucine per la "fabbricazione" del carbone a mezzo di combustione anaerobica), affiancato ad occidente dal famosissimo Sasso Cavallo, è una mole di dolomia che offre vie di roccia di difficoltà anche estrema, perdendosi la sua parete sud-ovest verso vertiginosi precipizi.
Molto più semplice ed unica è la possibilità di percorrerne per intero la cresta occidentale, grazie ad una divertente via ferrata, e di raggiungerne la vetta.
Normalmente il seguito logico dell´ascesa è il concatenamento alla salita al Grignone, costituendo così un tinerario discretamente lungo e faticoso (può all’occorrenza essere suddiviso in due giorni) che non richiede spiccate abilità alpinistiche, ma una buona forma fisica ed una valida conoscenza dell’ambiente montano (escursionisti esperti avvezzi all´utilizzo di attrezzatura di autoassicurazione). Per percorrere la via ferrata, che presenta difficoltà tecniche tutto sommato contenute, è necessario infatti disporre dell’adeguata attrezzatura.


Accesso:

Da Lecco portarsi a Lierna lungo la SP 72; appena superato il centro prendere a destra per Esino Lario, oltre il quale si procede sulla SP 65 (indicazioni per Valsassina, Cainallo) fino al bivio per il Cainallo. Svoltare a destra e raggiungere il rifugio, affacciato sulla Conca del Cainallo. La strada prosegue per altri 2 km giungendo in fondo alla Valle del Cino, ove si parcheggia su largo spiazzo sterrato sotto la Bocchetta del Cimone (o Vò di Moncodeno).


Descrizione della salita:

Prima parte: al Rifugio Bietti
Partenza: 1450 m., Cainallo
Arrivo: 1719 m., Rifugio Bietti
Profilo Altimetrico: 176 m. alla Bocchetta di Prada, poi saliscendi a cavallo dei 1700 m.
Tempo effettivo: 1 ora e 45 minuti
Difficoltà: E
Segnaletica: frecce e placche verdi n. 24, bandiere giallo-bianco-rosse n. 24.

Si inizia la breve salita verso il Vò di Moncodeno ma, anziché raggiungerlo, si svolta a destra nel bosco (frecce verdi n. 24 e n. 25 – Rif. Bietti, Brioschi, Bogani).
Con due tagli nel bosco si perviene ad un poggio roccioso affacciato sul vasto impluvio della Val dei Mulini e ad una edicola lignea (1466 m., 5’).
Contornando la testata della valle si giunge al bivio segnalato per i sentieri n. 24 e n. 25 (1590 m., 30’). Lasciando a sinistra il sentiero per il rifugio Bogani e seguendo l’indicazione della freccia verde (n. 24) e quella per il Rifugio Bietti Buzzi, si prende a destra per la traccia rocciosa rimontante verso la Bocchetta di Prada (1626 m.): è questa una sella erbosa posta tra la Costa di Prada a nord e la Cresta di Piancaformia (che si innalza sino alla vetta del Grignone) a sud.
Seguire sempre l’itinerario n. 24 (freccia verde) – Rif. Bietti, Rif. Brioschi.
Si raggiunge in pochi minuti, al di là di una dorsale, il Bivacco 89a Brigata Garibaldi (1634 m., 40’) (adiacente ad una piccola cappella). Lasciando a sinistra il sentiero n. 19 per la Cresta di Piancaformia si prosegue per la traccia più a valle portandosi alla Porta (o arco) di Prada (1692 m., 50’), uno scenografico arco di roccia calcarea alto circa 20 metri. Si supera la porta, abbassandosi e risalendo roccette sino ad una propaggine del cosiddetto Pizzo dei Nibbi. Con una breve discesa si oltrepassa un largo ghiaione sotto la Bocchetta di Piancaformia (visibile in alto a sinistra).
Ancora in piano fino ad un colletto ai piedi della bastionata rocciosa che discende dalla Piancaformia verso un ripido pendio detritico che aggira il piede delle rocce e traversa il fondo di un canalone, per poi proseguire in salita, tra faggi e larici sino ad una marcata forcella incisa nel costone roccioso dello Zucco dei Lares (1710 m., 1 h e 20’).
Oltre questo punto si entra nel bacino di Releccio, quasi privo di vegetazione arborea di ampio risalto, per doppiare una marcata dorsale da cui si avvista il rifugio Bietti, e per giungere al bivio ove si immette da destra il Sentiero Sonvico – Bietti (Freccia Blu n. 15), pochi passi prima del Rifugio Bietti (1717 m., 1h e 45’).

Seconda Parte: la via Ferrata
Partenza: 1719 m, rifugio Bietti
Quota di attacco: 1850 m.
Quota Cima – Bocchetta di Releccio: 2260 m.
Tempo medio di percorrenza dal Rif. Bietti: 30-35’
Tipo ambiente: prima parte su cresta, la seconda su placche e cresta
Difficoltà: MD con alcuni brevi passaggi D
Possibilità di uscita: nessuna
Tempo medio di percorrenza della via: 2 ore e 30’ circa
Lunghezza della via: 500 m.
Struttura degli infissi: scala metallica, catena e pioli singoli

Dal rifugio Bietti si prende il sentiero che si dirige verso Est (frecce rosse n. 15 – Caminetto, Rif. Brioschi; n. 16 – Val Cassina, Rif. Elisa; n. 26 Via Ferrata, Rif. Brioschi) attraversando in piano alcuni canalini ed infine il Canalone di Releccio, raggiungendo il solco del canalone della neve.
Il traverso prosegue tra i massi sul costone dello Zucchello della Foppa, ove si immette da destra, segnalato, il sentiero n. 16 che scende dalla Sella di Val Cassina tra i Sassi Carbonari e Cavallo (verso il rifugio Elisa). Ci si tiene a sinistra, sul pendio costellato di massi, e si taglia un canalino raggiungendo un secondo bivio (1755 m., 10’) ove il sentiero n. 15 si divide dal n. 26: prendere a destra seguendo le indicazioni a vernice per la ferrata. Seguendo i segnavia si superano le ghiaie del Gerone e, costeggiate le rocce basali del Sasso dei Carbonari, si sale per una ripida costa sino a raggiungere la cresta costellata di pini mughi.
Seguirla verso sinistra e discendere per facili roccette attrezzate sino ad un intaglio ove ha inizio la ferrata. L’insellatura è caratterizzata dalla presenza di un dente roccioso ben visibile pure dal rifugio Bietti.
Si supera una parete verticale alta circa trenta metri (scala metallica e catene con pioli – passaggio più difficoltoso della via), giungendo sull’erto pendio erboso del Prà del Sengg (ove le stelle alpine costellano i prati). Tenendosi sul versante destro della cresta (paline rosse circolari e segni a vernice) si rimonta faticosamente il pendio, zigzagando, e si perviene alla finestra di Sengg. Si vince una placca alta una ventina di metri arrampicabile (corda metallica) per riprendere il filo di cresta, a volte arrampicando, seguendolo sino ad un intaglio. Poco oltre ci si affaccia sul versante meridionale, aggirando con l’ausilio di catene la quota 2158 m., si giunge ad una forcelletta e si ritorna nuovamente sul versante di Releccio. Alternando tratti di cresta si superano infine gli ultimi gradoni, affacciandosi a volte verso sud, attrezzati con catene e, aiutati da pioli, si sbuca sulla cresta sud del Grignone, nei pressi della Bocchetta di Releccio, da cui a sinistra risale la via del Caminetto (2263 m.). Qui si confluisce con l’itinerario della traversata alta: è possibile a questo punto decidere di rientrare concludendo l´ascesa al Sasso dei Carbonari, voltando a sinistra e percorrendo in discesa la via del Caminetto sino al rifugio Bietti. Il rientro al Cainallo si svolge a questo punto come descritto in salita.
E´ invece possibile (lo consigliamo) raggiungere la vetta del Grignone, in ulteriori 20’, pervenendo al rifugio Brioschi (2403 m., altri 140 m di salita).


Discesa:

Vi sono due possibilità.
Una prima molto più semplice consiste nel discendere la via del Caminetto, dalla Bocchetta di Releccio sopra denominata, raggiungendo il Rifugio Bietti e da qui il Cainallo. Una seconda possibilità, molto più interessante, è però ovviamente più complicata, ma la consigliamo vivamente per la suggestione dei paesaggi e del percorso di cresta. Di seguito la descrizione.

Terza parte: discesa lungo la Cresta di Piancaformia
Partenza: 2403 m., Rifugio Brioschi
Arrivo: 1450 m., Cainallo
Profilo Altimetrico: discesa con dislivello complessivo di 777 m. più 176 m. tra il Vò di Moncodeno e la Bocchetta di Prada (complessivi 953 m.)
Tempo effettivo: 2 ore e 30’ circa
Difficoltà: EE
Segnaletica: frecce e placche rosse n. 19, tracce di vernice gialla, bandierine n. 25 (nel tratto sommitale).

Con l’aiuto di una catena si ridiscende la fascia rocciosa antistante alla cappella del rifugio Brioschi, per giungere alla confluenza con la Via della Ganda (2200 m. palo segnavia con frecce rosse n. 25, n. 19, n. 28), per poi proseguire verso la Bocchetta della Neve (2215 m.). Da qui, continuando sul lato orientale della Cresta e a tratti passeggiando sul filo si giunge, alti sulle desolate doline del Pianoro del Bregai, alla bocchetta del Guzzi (2095 m.). E’ anche possibile attraversare questo primo tratto (variante cresta integrale) seguendo integralmente il filo di cresta: dalla cappella del rifugio scendere una porzione del tratto attrezzato e piegare a sinistra evitando l’ingresso dei due profondi pozzi che qui si aprono come voragini sulla cresta; seguire nella prima porzione bolli gialli, spesso sul filo della sottile cresta. Poco oltre è possibile abbassarsi verso destra per confluire con l’itinerario descritto precedentemente o, se in possesso di corda e di alcune fettucce, mantenersi sul filo, assicurandosi, e scendendo e risalendo le numerose asperità della cresta (II° ed un passo di III°) su percorso non obbligato (attenzione ai ripidi e scoscesi canali a destra e sinistra ed alle profonde doline o caverne o pozzi che qui si aprono sul versante orientale). Ad ogni modo si giunge in prossimità della Bocchetta del Guzzi.
Da qui si incrocia il segnavia n. 28 che, salendo da sinistra (Via del Guzzi), collega il rifugio Bietti alla Cresta di Piancaformia.
Il sentiero si tiene sul versante est passando alla base dei Tre Sassi, o Cime di Moncodeno, tre strutture rocciose ravvicinate e separate da due incisi canalini (quote 2105, 2098, 2105): l’ultima di queste è la Cima di Piancaformia (anche qui è possibile effettuare la variante, assicurandosi, e svolgere il percorso sul filo di cresta).
Ci si porta verso un’anticima (2063 m.) che fronteggia, segnalata da due vicini ometti di pietra, la Cima di Piancaformia di cui sopra.
Discendere lungo la cresta, con brevi tratti ora a destra ora a sinistra, dapprima lungo una fascia rocciosa piuttosto ripida (bolli gialli) e poi su roccette miste ad erba, per ritornare ancora in cresta ed aggirare una serie di formazioni rocciose. Si raggiunge la Bocchetta di Piancaformia (1805 m.) ampia sella erbosa da cui transita, perpendicolarmente, una traccia che collega il sentiero n. 24 (visibile sul versante occidentale, tanto per intenderci, a sinistra) al rifugio Bogani (situato sul fondo del vallone orientale e cioè a destra).
Discendere in costa passando a monte della sella che collega la cresta al vicino Pizzo dei Nibbi, seguendo la traccia che per serpentine porta ad un tratto pianeggiante dal quale è visibile dall’alto l’arco di Prada (2 ore circa).
Lasciare a sinistra il sentiero n. 24 che porta al rifugio Bietti ed in un paio di minuti portarsi verso il Bivacco 89a Brigata Garibaldi (1634 m.), proseguendo per la Bocchetta di Prada ed il Vò di Moncodeno (30’).


Note:

Se si decide di effettuare il concatenamento con la Vetta della Grigna Settentrionale e la discesa lungo la panoramica Cresta Piancaformia sarà necessario aggiungere almeno un´altra ora al tempo di percorrenza sopra riportato.


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Via Normale Sasso dei Carbonari - Lungo la Cresta del Sasso dei Carbonari Via Normale Sasso dei Carbonari - Stella Alpina
Lungo la Cresta del Sasso dei Carbonari Stella Alpina

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