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La Cima di Gande Rosse, da E, dal Dosso Cornin |
Regione: Lombardia (Sondrio) Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Cima di Piazzi Provincia: Sondrio Punto di partenza: Carrette (q. 1813 m) Versante di salita: SE Dislivello di salita: 1050 m - Totale: 2100 m Tempo di salita: 4,15 h - Totale: 7,30 h Periodo consigliato: da luglio a ottobre |
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Il nome fa riferimento al colore rossastro dei detriti del fianco E (Cima da li Gandi Rossi sulla CNS). Si eleva rocciosa sulla cresta di confine tra la Val Poschiavo e la Valle Piana, laterale della Valle Grosina Occidentale. Le cime di questo settore della catena principale sono poco frequentate, ma sanno offrire itinerari molto interessanti, selvaggi e panorami stupendi. Ci sono quadri indimenticabili, in particolare sul Cervino di questa valle, il Dosso Cornin, che da questa prospettiva assume in misure ridotte le sembianze dell´iconica montagna. Inoltre, abbiamo incantevoli vedute sui dirupati versanti occidentali delle Cime di Sassumero e del Pizzo del Termine e ancora, su tutte le vette della Valle Grosina, sull’Ortles-Cevedale, sull’Adamello e sulle maggiori vette delle Orobie, queste ultime tutte perfettamente individuabili.
L’ascesa si svolge dalla divertente e un pò affilata cresta SE, che inizia alla Bocchetta di Valuia. Nell’estate 2025 il sentiero che dal rifugio Casina di Piana conduce a questa remota bocchetta è stato ben tracciato e interamente segnalato.
A papà Santino, alla figlia Michela e al nipotino Andrea, alla ricerca delle loro pecore, un sentito ringraziamento per la piacevolissima compagnia che mi hanno offerto fin quasi alla bocchetta.
La carrozzabile che da Grosotto sale alla località Carrette richiede prudenza. È interamente asfaltata, tranne qualche breve tratto nella parte superiore, ma è stretta e ripida e le piazzole di scambio possono essere abbastanza distanziate. Per potervi transitare bisogna acquistare il permesso in alcuni esercizi pubblici del paese.
Dalla superstrada Tirano-Bormio si esce a Grosotto-Grosio. Davanti al palazzo del municipio di Grosotto si sale la via Roma che è lunga circa 120 m e all’incrocio si prende a sinistra la via Patrioti. La si segue per circa 250 m in leggera discesa, fino alla chiesa di Sant’Eusebio che rimane sulla destra. Difronte alla chiesa s´imbocca a destra la via Roggiale e subito dopo si svolta a sinistra, contornando la chiesa, un cartello riporta “Alpe Piana”. La strada compie ora un percorso a semicerchio di circa 300 m, da sinistra verso destra. Quindi, si tralascia a sinistra la deviazione per S. Martino e Roncale e pochi metri più in alto si prende, sempre a sinistra, la strada con indicazioni per Alpe Piana e Campiano.
La carrozzabile sale stretta e asfaltata, passa sotto la chiesa di San Sebastiano (q. 764 m) e poi inizia un lungo traverso ascendente in direzione NNW. Si tralasciano alcune stradine che si staccano sulla sinistra anche se riportano Alpe Piana e più avanti si arriva a Supiani (q. 1222 m). La stradina sale poi con alcuni tornanti e al cartello che riporta la località Doèri Basi (q. 1512 m, Dovere sulle carte) si prende a sinistra. Si prosegue fino al parcheggio che si trova sotto la strada in località Carrette (q. 1813 m).
Dal parcheggio di Carrette si segue la strada che in circa 35/40 minuti conduce al Rifugio Casina di Piana (q. 1883 m) e al soprastante Alpe di Piana.
Questo alpe è collegato a quello di Piatteda (q. 2185 m) da una pista sterrata che il sentiero segnalato interseca e sfrutta più volte. Di norma si seguono i segnavia e non la pista, dapprima nella piana valliva e poi sui dossi che precedono il citato alpe Piatteda. Si sale a destra della baita di questo alpe e poco sopra si arriva nel vasto pianoro di Piatteda Alta.
Il sentiero risale il pendio erboso soprastante e conduce sotto una fascia di rocce verticali, che rappresentano lo zoccolo della cresta SE delle Cime di Sassumero. Si traversa sotto queste rocce poi si sale sui dossi successivi, fino ad arrivare su di uno spalto, sopra il vallone di Valuia che è ingombro di ganda. Inizia ora una traversata a mezzacosta sul lato sinistro orografico, su erba e detriti, fino alla Bocchetta di Valuia o Passo Valuia (q. 2678 m, Pass da Valüa sulla CNS), dove terminano i segnavia e inizia la cresta SE.
Dapprima si sale a destra del filo roccioso, poi si segue la cresta di detriti e facili rocce frantumate. Nella parte superiore la cresta si spiana ma diventa stretta e in prevalenza rocciosa (I°+). Prestando attenzione alle rocce non sempre solide e con evidenti spostamenti, si arriva all’omino sulla spaziosa vetta (q. 2833 m).
Come per la salita.
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