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Pizzo Tre Confini – Monte Gleno - 2882 m


Relazione della salita - Cima n° 3500


Foto via normale Pizzo Tre Confini – Monte Gleno   non disponibile Regione: Lombardia (BergamoItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Prealpi Lombarde - Gruppo Alpi Orobie

Provincia: Bergamo

Punto di partenza: Valbondione (BG), frazione Grumetti (q. 950 m)

Versante di salita: Vari

Dislivello di salita: 2100 m - Totale: 4200 m

Tempo di salita: 6,00 h - Totale: 10,30 h

Periodo consigliato: estate

Punti di appoggio: Rif. Curò (q. 1895 m) e Rif. Consoli (q. 1890 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EE - A - II - PD- (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 104 – Alpi Orobie Bergamasche 1:50000
Autore: Piero V.  Profilo di Piero V. - Altre salite dell'autore
Data della salita: 19/07/2021
Data pubblicazione: 23/07/2021
N° di visualizzazioni: 621
N° voti: 0

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Introduzione:

Bellissima e panoramica traversata di cresta, abbastanza frequentata. Da Grumetti si risale il frequentatissimo sentiero che conduce al Rifugio Curò (difficoltà: E). Da qui si sale in Val Cerviera e si segue il sentiero segnalato fino al Passo Bondione, da questo valico si risale il soprastante pendio erboso e per il fianco occidentale della cresta SW si arriva in vetta al Pizzo Tre Confini (EE). Poi si segue la cresta di collegamento e in circa un’ora si raggiunge il Monte Gleno (PD-). Da questa vetta si scende lungo la cresta NE fino alla base del piccolo ghiacciaietto (F). Infine, si ritorna al Rifugio Curò dalla Valle del Trobio, seguendo la traccia segnalata con bolli rossi (EE-).
Agli inizi del secolo scorso la testata della Valle del Trobio era ricoperta dal più vasto ghiacciaio delle Orobie, l’omonimo Ghiacciaio del Trobio. Tra i grandi ghiacciai italiani è purtroppo uno di quelli che ha risentito maggiormente dei cambiamenti climatici. Nel 1940 era già separato in tre distinti apparati, Trobio Est, Centrale e Ovest. Un certo incremento volumetrico si è registrato solo alla fine degli anni settanta, in concomitanza di inverni molto nevosi. Il regresso e poi stato repentino. Attualmente di quell’antico splendore sono rimaste piccole placche di ghiaccio morto annidiate sotto le creste. Una di queste placche, ricoperta da detriti, si trova sulla via normale di discesa dal Monte Gleno, ma se il ripido pendio è ancora ben innevato, non bisogna affrontare particolari difficoltà, anzi la discesa è più veloce. Piccozza e ramponi sono in ogni caso consigliabili.
Le creste tra il Tre Confini e il Geno e quella di discesa dal Gleno sono formate da scaglie spesso instabili, valutare bene la solidità della roccia prima di appoggiare piedi e mani.
Se non si è alpinisti provetti è meglio affidarsi a persone capaci, al riguardo la guida Simone Semperboni è un esperto conoscitore di tutte le Orobie e di questi luoghi in particolare (tel.: 329 664 25 76, indirizzo email: simone.semperboni@gmail.com)
Il dislivello da affrontare è considerevole, se non si dispone di una buona condizione fisica è meglio dividere l’ascesa in due giorni, pernottando al Rifugio Curò.
Le immagini delle relazioni: Pizzo Tre Confini – dal Rifugio Curò e Monte Gleno – dal Rifugio Curò, possono fornire utili indicazioni.


Accesso:

Da Bergamo e dintorni si prende la SP ex SS 671 della Valle Seriana, fino al bivio per Clusone, poi la SP 49 fino a Valbondione, località Bondione. Al bivio che c’è all’entrata di questo paese si prende a destra, si attraversa subito sopra un ponte il Fiume Serio e poco più avanti si curva a sinistra della chiesa. Dopo circa un centinaio di metri in salita, sulla sinistra c’è un grande parcheggio e il palazzetto dello sport all’interno del quale c’è l’ufficio turistico, dove si può acquistare il Pass parcheggio, valevole su tutto il territorio del comune di Valbondione. Il prezzo per un giorno è di € 5.00, per 2 o 3 giorni € 8.00. Eventualmente, il Pass parcheggio lo si può acquistare anche all’esterno dell’ufficio turistico, dove c’è una cassa automatica oppure presso alcuni esercizi pubblici.
Per salire al Rifugio Curò lungo la pista sterrata che poi diventa mulattiera (segnavia 305) abbiamo 2 varianti di partenza da Valbondione che poi convergono quasi subito. La seconda permette di risparmiare circa 15 minuti di cammino e una cinquantina di metri di dislivello. Vi è poi una terza variante che prende avvio dalla frazione Lizzola
Variante 1, dalla frazione Beltrame (q. 900 m):
dal grande parcheggio nei pressi del palazzetto dello sport ci s’incammina in salita lungo la strada asfaltata e si prende la via on.le T. Pacati. Un centinaio di metri più avanti si compie un tornante destrorso e si prosegue ancora per un altro centinaio di metri, fino ad un bivio, dove si prende, a sinistra, la via Curò che all’inizio riporta diversi cartelli indicatori per i Rifugi Curò, Consoli e Barbellino. Si segue la strada che sale con pendenza costante, inizialmente ancora asfaltata, poi sterrata e che si addentra in un fresco bosco (segnavia 305). Nel prosieguo si incrocia, a sinistra, il sentiero che sale dalla frazione Grumetti, la seconda variante di partenza.
Variante 2, dalla frazione Grumetti (q. 950 m):
dopo aver acquistato il Pass, si esce dal parcheggio del palazzetto dello sport e si sale lungo la strada. Dopo un centinaio di metri si prende la prima deviazione a sinistra (via Beltrame) e la si segue per circa 1 km o poco più. Al termine della strada c’è una grande cappella della Madonna della Montagna e un ampio parcheggio dove lasciare l’auto. S’imbocca quindi la sterrata che aggira la cappella e poi il sentiero che sale a destra. Poco sopra ci sono dei cartelli, si prende a destra il sentiero 305B e si sale nel fitto bosco con sostenuta pendenza, per circa 20 minuti, fino ad incrociare la pista sterrata della prima variante che sale da Beltrame.
Variante 3, dalla frazione Lizzola (q. 1259 m):
dopo aver acquistato il Pass, si esce dal parcheggio del palazzetto dello sport e si sale lungo la strada (via on.le T. Pacati) per circa 6 km, fino a Lizzola. Si oltrepassano in salita le case del paese fino ad un bivio, dove si devia a sinistra sulla via Manina (indicazione anche per Rifugio Curò). Dopo poche decine di metri, sulla sinistra c’è un ampio parcheggio dove lasciare l’auto. Si imbocca quindi la strada in leggera discesa e di fianco alla chiesa, seguendo le indicazioni (Rifugio Curò a h 2.45) e il segnavia 306 si prende una stradina sterrata che ben presto diventa sentiero e sale per prati. Poco più in alto si entra nel bosco e si prosegue sul sentiero che rimane sempre ben evidente e segnalato. A ripidi strappi si susseguono traversi pianeggianti con brevi saliscendi, per un lungo tratto. All’uscita del bosco si traversa una colata di detriti e poi si prosegue sul sentiero con ripide salite ma con percorso nel complesso molto più altalenante. Infine si scende per un buon tratto fino a raggiungere, all’ultimo tornante, la mulattiera del sentiero classico delle precedenti varianti. A conti fatti, ci si impiega di più che a partire da Grumetti, si perde quasi tutto il dislivello iniziale ed inoltre il percorso è più faticoso. A mio avviso la variante 2 è quindi la migliore.


Descrizione della salita:

Ad ogni modo, sia che si parta da Beltrame o da Grumetti, si segue a lungo la pista sterrata, dentro e fuori da numerosi valloncelli ma sempre in direzione NE. Oltrepassata la Valle Veggiolo la stradina si trasforma in una larga mulattiera e si compie il primo tornante che è destrorso. Poco più avanti c’è un bivio, la mulattiera prosegue comodamente a destra con qualche tornante. Se invece si vuole abbreviare un po’ il percorso, si prende, a sinistra, la variante con segnavia 305A. Questo sentiero, non riportato sulla carta della Kompass, sale ripidamente e in alcuni tratti è attrezzato con catene, ma in condizioni normali è elementare sebbene un pò umido. Ad ogni modo, dopo circa h 2.00/2.15 di cammino si arriva, prima all’Ostello Curò e 30 metri dopo al Rifugio Curò (q. 1895 m) che si trova alto, sopra la sponda meridionale del Lago artificiale di Barbellino.
Si segue ora il sentiero quasi pianeggiante che aggira il Lago di Barbellino sulla sponda meridionale, per poche centinaia di metri. In prossimità del ponte sul torrente che scende dalla Val Cerviera si prende, verso destra, il sentiero segnalato per Rifugio Tagliaferri h 4,30 - laghetti Val Cerviera h 1,30 – Itin. Nat. A. Curò. Il sentiero sale per un buon tratto ripido a destra del torrente della Val Cerviera fino a sbucare in un vasto piano allungato. Si attraversa quasi subito il torrente sopra un ponticello e poi si prosegue nella valle. Più avanti si sale a sinistra, per aggirare una fascia rocciosa che sbarra la valle.
Seguendo sempre i segnavia si arriva poi ad un bivio segnalato, dove si tralascia a sinistra la via normale per il Pizzo Recastello e si prosegue a destra con il segnavia 321. Poco più avanti c’è una breve discesa nella quale si perdono una ventina di metri di dislivello e poi si affronta la salita su pendio detritico e resti di neve, che conduce ad una sella sulla cresta SW del Pizzo Tre Confini. Da questo valico, sempre su traccia segnalata, si scende verso sinistra, perdendo circa 50 metri di dislivello e si arriva in una vasta conca, ai piedi del pendio erboso dell’anticima SW della nostra montagna.
Su traccia segnalata si traversa a destra e si va a raggiungere il Passo Bondione (q. 2680 m). Raggiunto il valico (vedi immagine principale della relazione Pizzo Tre Confini – dal Rifugio Curò) si segue l’evidente traccia che risale il ripido ma elementare pendio di erba e detriti. In prossimità di un affioramento di rocce rosse si scavalca la cresta SW e poi si prosegue lungo il facile e detritico fianco occidentale della cresta (traccia) e in breve si arriva sulla vetta del Pizzo Tre Confini (q. 2824 m), dove c’è un trespolo con una campanella.
Da qui si scende appoggiando leggermente a destra del filo di cresta e talvolta sulla stessa. Un risalto roccioso lo si aggira a sinistra, con percorso evidente e poi si prosegue fino alla massima depressione tra le 2 montagne. Si inizia poi a salire, senza particolari difficoltà (I°). In seguito si affronta un facile tratto pianeggiante, al termine del quale c’è il passaggio più esposto dell’intera ascesa, una ventina di metri di cresta abbastanza affilata (vedi 2a immagine di dettaglio).
Si arriva in questo modo alla base dell’impennata finale, alta circa 80 metri. Si arrampica sempre un poco a destra del filo di cresta, cercando il percorso migliore tra le rocce (I+ e II°) e per cenge e canaletti si raggiunge la stretta vetta del Monte Gleno (q. 2882 m), sormontata da una bella croce.


Discesa:

Dalla vetta del Gleno si scende dalla via normale della cresta NE, facile ma che comunque richiede attenzione, fino al Colletto del Gleno. Poi, se c’è un sufficiente innevamento, si può scendere direttamente il pendio in parte ancora glaciale. Probabilmente, in presenza di ghiaccio vivo questo tratto lo si può aggirare a destra su terreno morenico. Giunti nel pianoro sottostante, si divalla seguendo i bolli rossi e gli ometti di pietre, fino a raggiungere il Rifugio Curò e poi si scende a Valbondione.


Note:

NOTA 1
Il Rifugio Curò è aperto tutti i giorni da inizio giugno a fine settembre, solo nei fine settimana a maggio e da fine settembre ad inizio novembre. Tel: 0346 44 076
Il Rifugio Consoli (nell’estate 2020 chiuso per ristrutturazione) è aperto tutti i giorni i mesi di luglio e agosto e solo nei fine settimana in giugno, settembre e ottobre. Tel: 328 96 65 944
NOTA 2
L’ufficio turistico di Valbondione, molto comodo per l’acquisto del Pass parcheggio, non è sempre aperto. Il numero di telefono è: 0346 44665. Il sito internet: www.turismovalbondione.it
NOTA 3
Ulteriori informazioni o immagini di questa o di altre ascensioni da me effettuate e presenti su vienormali.it, possono essermi richieste all’indirizzo email: vardinellipiero@gmail.com


© VieNormali.it

Foto non disponibile Foto non disponibile Foto non disponibile
Lungo la cresta di collegamento tra le due cime Lungo la cresta di collegamento tra le due cime Io, a pochi metri dalla vetta del Gleno


Revisione: relazione rivista e corretta il 31/07/2021 dalla redazione di VieNormali.it

  


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