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Sampaoli Creazioni

Monte Gleno – dal Rifugio Curò - 2882 m


Relazione della salita - Cima n° 3499


Foto via normale Monte Gleno – dal Rifugio Curò   non disponibile Regione: Lombardia (BergamoItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Prealpi Lombarde - Gruppo Alpi Orobie

Provincia: Bergamo

Punto di partenza: Valbondione (BG), frazione Grumetti (q. 950 m)

Versante di salita: NE

Dislivello di salita: 1932 m - Totale: 3864 m

Tempo di salita: 5,30 h - Totale: 9,30 h

Periodo consigliato: estate

Punti di appoggio: Rif. Curò (q. 1895 m) e Rif. Consoli (q. 1890 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EE - A - I - F (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 104 – Alpi Orobie Bergamasche 1:50000
Autore: Piero V.  Profilo di Piero V. - Altre salite dell'autore
Data della salita: 19/07/2021
Data pubblicazione: 23/07/2021
N° di visualizzazioni: 207
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Introduzione:

Il Monte Gleno è una cime molto nota e tra le più frequentate della conca del Berbellino. Il panorama circolare è eccezionale, all’orizzonte vicino sono individuabili tutte le maggiori vette delle Orobie e delle Prealpi Bergamasche e Bresciane, mentre all’orizzonte lontano è una sfilata di vette, dal Monte Rosa ai 4000 dell’Oberland Bernese, dalla Catena del Masino-Bregaglia al Bernina e alla Piazzi, dall’Ortles-Cevedale al Gruppo dell’Adamello.
Agli inizi del secolo scorso la testata della Valle del Trobio era ricoperta dal più vasto ghiacciaio delle Orobie, l’omonimo Ghiacciaio del Trobio. Tra i grandi ghiacciai italiani è purtroppo uno di quelli che ha risentito maggiormente dei cambiamenti climatici. Nel 1940 era già separato in tre distinti apparati, Trobio Est, Centrale e Ovest. Un certo incremento volumetrico si è registrato solo alla fine degli anni settanta, in concomitanza di inverni molto nevosi. Il regresso e poi stato repentino. Attualmente di quell’antico splendore sono rimaste piccole placche di ghiaccio morto annidiate sotto le creste. Una di queste placche, ricoperta da detriti, si trova sulla via normale del Monte Gleno, ma se si effettua l’ascesa quando il pendio che permette l’accesso alla cresta NE è ancora ben innevato, non bisogna affrontare particolari difficoltà. Inoltre, la discesa è resa più veloce. Piccozza e ramponi sono in ogni caso consigliabili. La cresta NE se è in buone condizioni è facile ma richiede attenzione, anche per la scarsa qualità della roccia e per i detriti instabili.
Il dislivello da affrontare è considerevole, se non si dispone di una buona condizione fisica è meglio dividere l’ascesa in due giorni, pernottando al Rifugio Curò.
L’itinerario è ben segnalato fino al bivio all’inizio della Valle del Trobio e da qui in poi, bolli rossi e ometti di pietra fin sotto la cresta NE del Gleno.
Per escursionisti esperti la corda non è necessaria. Nella seconda immagine di dettaglio noi eravamo ancora legati perché di ritorno dalla traversata Pizzo Tre Confini – Monte Gleno (interessante traversata di cresta, vedi relativa relazione).


Accesso:

Da Bergamo e dintorni si prende la SP ex SS 671 della Valle Seriana, fino al bivio per Clusone, poi la SP 49 fino a Valbondione, località Bondione. Al bivio che c’è all’entrata di questo paese si prende a destra, si attraversa subito sopra un ponte il Fiume Serio e poco più avanti si curva a sinistra della chiesa. Dopo circa un centinaio di metri in salita, sulla sinistra c’è un grande parcheggio e il palazzetto dello sport all’interno del quale c’è l’ufficio turistico, dove si può acquistare il Pass parcheggio, valevole su tutto il territorio del comune di Valbondione. Il prezzo per un giorno è di € 5.00, per 2 o 3 giorni € 8.00. Eventualmente, il Pass parcheggio lo si può acquistare anche all’esterno dell’ufficio turistico, dove c’è una cassa automatica oppure presso alcuni esercizi pubblici.
Per salire al Rifugio Curò lungo la pista sterrata che poi diventa mulattiera (segnavia 305) abbiamo 2 varianti di partenza da Valbondione che poi convergono quasi subito. La seconda permette di risparmiare circa 15 minuti di cammino e una cinquantina di metri di dislivello. Vi è poi una terza variante che prende avvio dalla frazione Lizzola
Variante 1, dalla frazione Beltrame (q. 900 m):
dal grande parcheggio nei pressi del palazzetto dello sport ci s’incammina in salita lungo la strada asfaltata e si prende la via on.le T. Pacati. Un centinaio di metri più avanti si compie un tornante destrorso e si prosegue ancora per un altro centinaio di metri, fino ad un bivio, dove si prende, a sinistra, la via Curò che all’inizio riporta diversi cartelli indicatori per i Rifugi Curò, Consoli e Barbellino. Si segue la strada che sale con pendenza costante, inizialmente ancora asfaltata, poi sterrata e che si addentra in un fresco bosco (segnavia 305). Nel prosieguo si incrocia, a sinistra, il sentiero che sale dalla frazione Grumetti, la seconda variante di partenza.
Variante 2, dalla frazione Grumetti (q. 950 m):
dopo aver acquistato il Pass, si esce dal parcheggio del palazzetto dello sport e si sale lungo la strada. Dopo un centinaio di metri si prende la prima deviazione a sinistra (via Beltrame) e la si segue per circa 1 km o poco più. Al termine della strada c’è una grande cappella della Madonna della Montagna e un ampio parcheggio dove lasciare l’auto. S’imbocca quindi la sterrata che aggira la cappella e poi il sentiero che sale a destra. Poco sopra ci sono dei cartelli, si prende a destra il sentiero 305B e si sale nel fitto bosco con sostenuta pendenza, per circa 20 minuti, fino ad incrociare la pista sterrata della prima variante che sale da Beltrame.
Variante 3, dalla frazione Lizzola (q. 1259 m):
dopo aver acquistato il Pass, si esce dal parcheggio del palazzetto dello sport e si sale lungo la strada (via on.le T. Pacati) per circa 6 km, fino a Lizzola. Si oltrepassano in salita le case del paese fino ad un bivio, dove si devia a sinistra sulla via Manina (indicazione anche per Rifugio Curò). Dopo poche decine di metri, sulla sinistra c’è un ampio parcheggio dove lasciare l’auto. Si imbocca quindi la strada in leggera discesa e di fianco alla chiesa, seguendo le indicazioni (Rifugio Curò a h 2.45) e il segnavia 306 si prende una stradina sterrata che ben presto diventa sentiero e sale per prati. Poco più in alto si entra nel bosco e si prosegue sul sentiero che rimane sempre ben evidente e segnalato. A ripidi strappi si susseguono traversi pianeggianti con brevi saliscendi, per un lungo tratto. All’uscita del bosco si traversa una colata di detriti e poi si prosegue sul sentiero con ripide salite ma con percorso nel complesso molto più altalenante. Infine si scende per un buon tratto fino a raggiungere, all’ultimo tornante, la mulattiera del sentiero classico delle precedenti varianti. A conti fatti, ci si impiega di più che a partire da Grumetti, si perde quasi tutto il dislivello iniziale ed inoltre il percorso è più faticoso. A mio avviso la variante 2 è quindi la migliore.


Descrizione della salita:

Ad ogni modo, sia che si parta da Beltrame o da Grumetti, si segue a lungo la pista sterrata, dentro e fuori da numerosi valloncelli ma sempre in direzione NE. Oltrepassata la Valle Veggiolo la stradina si trasforma in una larga mulattiera e si compie il primo tornante che è destrorso. Poco più avanti c’è un bivio, la mulattiera prosegue comodamente a destra con qualche tornante. Se invece si vuole abbreviare un po’ il percorso, si prende, a sinistra, la variante con segnavia 305A. Questo sentiero, non riportato sulla carta della Kompass, sale ripidamente e in alcuni tratti è attrezzato con catene, ma in condizioni normali è elementare sebbene un pò umido. Ad ogni modo, dopo circa h 2.00/2.15 di cammino si arriva, prima all’Ostello Curò e 30 metri dopo al Rifugio Curò (q. 1895 m) che si trova alto, sopra la sponda meridionale del Lago artificiale di Barbellino.
Si segue ora il sentiero quasi pianeggiante che aggira il Lago di Barbellino sulla sponda meridionale. Quasi al termine del lago si abbandona il sentiero principale e, seguendo i bolli rossi e le indicazioni, si inizia a risalire la Valle del Trobio, a destra del torrente. Si sale con buona pendenza per un lungo tratto, fino a sbucare in un vasto piano morenico, anticamente ricoperto dal ghiacciaio. Tenendo d’occhio i bolli rossi, si percorre la piana e poi si inizia a salire i lunghi pendii morenici verso sinistra e ci si porta alla base dell’ormai esiguo ghiacciaietto. Si risale il ripido pendio, meglio se innevato e si arriva al Colletto del Gleno, dove inizia la cresta NE. Seguendo ora una traccia, si risale tale cresta, prestando attenzione alle scaglie di roccia instabile e ai detriti mobili, fino ad arrivare sulla stretta vetta, sormontata da una bella croce.


Discesa:

Come per la salita.


Note:

NOTA 1
Il Rifugio Curò è aperto tutti i giorni da inizio giugno a fine settembre, solo nei fine settimana a maggio e da fine settembre ad inizio novembre. Tel: 0346 44 076
Il Rifugio Consoli (nell’estate 2020 chiuso per ristrutturazione) è aperto tutti i giorni i mesi di luglio e agosto e solo nei fine settimana in giugno, settembre e ottobre. Tel: 328 96 65 944
NOTA 2
L’ufficio turistico di Valbondione, molto comodo per l’acquisto del Pass parcheggio, non è sempre aperto. Il numero di telefono è: 0346 44665. Il sito internet: www.turismovalbondione.it
NOTA 3
Ulteriori informazioni o immagini di questa o di altre ascensioni da me effettuate e presenti su vienormali.it, possono essermi richieste all’indirizzo email: vardinellipiero@gmail.com


© VieNormali.it

Foto non disponibile Foto non disponibile Foto non disponibile
In salita, nell’ampio piano morenico Sulla cresta NE del Monte Gleno Panorama di vetta, verso W


Revisione: relazione rivista e corretta il 31/07/2021 dalla redazione di VieNormali.it

  


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