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Monte Coleazzo - 3030 m


Relazione della salita - Cima n° 3421


Via Normale Monte Coleazzo

La vetta in primo piano, a sx, ed alla sua dx il canale finale da risalire
Regione: Lombardia (BresciaItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Adamello

Provincia: Brescia

Punto di partenza: Canè di Vione (mt 1530)

Versante di salita: NE

Dislivello di salita: 1500 m - Totale: 3000 m

Tempo di salita: 4,30 h - Totale: 8,30 h

Periodo consigliato: Estate

Valle: Val Camonica - Altre cime della Val Camonica
Punti di appoggio: Cortebona (mt. 1750)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero segnato
Difficoltà:   EE - A - I+ - F+ (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: si
Autore: Manuela B.  Profilo di Manuela B. - Altre salite dell'autore
Data della salita: 01/08/2020
Data pubblicazione: 02/08/2020
N° di visualizzazioni: 4512
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Introduzione:

Il Monte Coleazzo è un roccioso complesso formato da ben tre cime, la Cima Est alta 3006 metri; la Ovest di 2997 metri e la Nord di 3030 metri, la più elevata, che viene identificata come la cima vera e propria, sulla quale è posta la bellissima e caratteristica croce di vetta, con una spirale arrotolata ed il libro di vetta. La salita è riservata ad escursionisti esperti ed abituati a muoversi in ambiente selvaggio e roccioso. Occorre avere un buon senso dell´orientamento in quanto il sentiero è un traccia fatta da ometti e bolli, quindi occorre sempre prestare attenzione a non perderli.


Accesso:

Da Canè si oltrepassa il centro e la chiesa del paese, proseguendo lungo via Cima Bles, sino ad arrivare ad un ponticello sopra il torrente e quindi all´imbocco della strada forestale che conduce alla località Cortebona (mt.1750). Noi abbiamo parcheggiato qui, ma volendo, con un´auto adatta, si può proseguire lungo l´acciottolata forestale, sino, appunto alla località Cortebona. Leggere bene il cartello posto al suo imbocco, in quanto ha delle limitazioni orarie per il suo transito. Imbocchiamo quindi la suddetta strada, ed in circa 40 minuti giungiamo a Cortebona dove si trova una casa della forestale ed un´area pic nic.


Descrizione della salita:

Ci si incammina per la stradina di fondovalle per abbandonarla quasi subito infilando a destra, in prossimità di una fontana, un sentiero (segnalazioni su un masso giallo e blu, per Stol e Coleazzo). Da qui il sentiero parte ripido e non mollerà sino alla vetta. Il sentiero si alza nel bosco e giunge a due piccole costruzioni, ove troviamo delle indicazioni ed il sentiero si biforca: a dx si proseguirebbe per la Malga Coleazzo, noi invece teniamo la sx, seguendo le indicazioni sul masso, sempre giallo e blu, che ci indica la nostra destinazione. Si prosegue seguendo sempre l´evidente traccia, si giungerà ad un´altra biforcazione, ove terremo sempre a sx, sino a pervenire ad un´ampia radura dove si trova un grosso masso (Stol), con sasso segnaletico indicante la direzione da seguire. Da qui in poi non vi saranno più sassi segnaletici, la traccia sarà indicata solo da ometti e bolli rossi. Proseguiamo quindi lungo l´evidente traccia erbosa lungo il ripido vallone sino a pervenire ad un secondo vallone, ove si trova un altro masso enorme, anche questo detto Stol. Piegando leggermente a sx , seguendo gli ometti, puntiamo in direzione di questo secondo masso. La traccia si sposta sulla destra del masso, che quindi lasceremo alla nostra sx. Superato questo secondo vallone, giungiamo alla base della pietraia a circa 2650 metri di quota. Dai limiti della conca partono ben 4 canaloni che conducono ad altrettante bocchette: noi puntiamo a quello più a destra, indicato alla base da un paletto bianco (che vedremo man mano che ci avvicineremo al canalino). Procediamo quindi su sfasciumi, seguendo sempre gli ometti, proseguendo nella direzione del canalino. Raggiunto il paletto, mettiamo il caschetto e ci infiliamo nel canalone, iniziando la sua salita, che risulta abbastanza faticosa, per l´inconsistenza del fondo, fatto di detriti, sfasciumi e terriccio instabile. Man mano che si sale il canale si restringe e diventa più ripido. Si giunge così ad un´aspra bocchetta a circa 3000 metri di quota tra la Cima Nord e la Cima Est. Si prosegue a sinistra della bocchetta, su placche rocciose, facendo attenzione, e si arriva in pochi minuti alla caratteristica croce di vetta.


Discesa:

Come per la salita, facendo molta attenzione nel canale, per via del pericolo scivolate.


Note:

Escursione piuttosto faticosa, sopratutto per il vallone di pietrame e sfasciumi che porta all´attacco del canalino ed il canalino vero e proprio, per il quale consiglio di utilizzare un caschetto protettivo, per il rischio che del materiale instabile possa cadere, smosso da chi ci precede. Meta poco conosciuta, ma molto molto bella e selvaggia. La traccia è sempre ben segnata, per quanto occorra comunque prestare attenzione a non perderla, soprattutto tra i due valloni erbosi. A tal proposito segnalo che abbiamo rifatto qualche ometto, proprio in questo punto, poichè, causa recente percorso di materiale franoso, era stata cancellata parte della traccia.


© VieNormali.it

Via Normale Monte Coleazzo - Passaggio nel canalino
Via Normale Monte Coleazzo - Ghiaione di avvicinamento al canalino
Via Normale Monte Coleazzo - La croce di vetta
Passaggio nel canalino Ghiaione di avvicinamento al canalino La croce di vetta

Zoom immagini: passare col mouse sopra le immagini per vedere un ingrandimento (attendere il completo caricamento della pagina).

Revisione: relazione rivista e corretta il 14/07/2021 dalla redazione di VieNormali.it

  


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