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Il Madone da S, dalla Cima di Sassello |
Regione: Estero (Estero) Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Lepontine - Gruppo Verzasca Provincia: Estero Punto di partenza: Vogorno (q. 495 m) Versante di salita: S Dislivello di salita: 1950 m - Totale: 3900 m Tempo di salita: 6,00 h - Totale: 10,15 h Periodo consigliato: da giugno a ottobre |
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Bella piramide che emerge da tre lunghe creste. Si trova esattamente 2 km a E del più elevato e panoramico Pizzo di Vogorno. Tuttavia, anche il Madone sa offrire maestosi scenari, come la visione sul Pizzo stesso innevato, che si può ammirare maggiormente dai pendii sommitali più che dalla vetta. La traversata tra i due, da effettuarsi preferibilmente in assenza di neve, può essere affrontata lungo l’impegnativa cresta di collegamento (III°) o più facilmente dai dossi ondulati di Pianca. Ma il dislivello da superare, già notevole, sarebbe superiore ai 2150 m. La soluzione potrebbe essere di dividere l´ascesa in due giorni e pernottare alla Capanna Borgna. Oppure, partire dai Monti della Gana (q. 1286 m), che comporterebbe un dislivello minore, vedi relazione: Madone, del collega Oliviero Bellinzani.
Ad ogni modo, la via più semplice per il Madone si svolge dal versante S e nella parte sommitale, per un canaletto che separa le rocce delle creste ESE e W. In condizioni normali l’itinerario è facile (EE), mentre in presenza di neve ghiacciata, come nel mio caso, il canalino e il traverso che lo precede, richiedono attenzione, per la marcata ripidezza che assumono.
Al nome della cima è stato aggiunto il complemento di denominazione “di Vogorno” per distinguerlo da altre vette, dato che il toponimo è ricorrente nelle Alpi Ticinesi.
Dall’autostrada Como - Chiasso – San Gottardo si esce allo svincolo di Bellinzona Sud, dove si imbocca la strada cantonale per Locarno. Si prosegue per un lungo tratto seguendo le indicazioni per Locarno e si arriva alla grande rotonda presente nei pressi dell’aeroporto di Magadino. Qui si prende la prima uscita per Gordola e Valle Verzasca e giunti a Gordola si seguono le indicazioni per la valle. La strada sale con diversi tornanti e conduce a Vogorno, esattamente sotto la chiesa si imbocca la via Sant’Antonio e si sale verso le case alte del paese. Cinquanta metri dopo aver superato il terzo tornante sinistrorso di questa stradina, sulla destra ci sono diversi cartelli segnaletici e uno spiazzo dove parcheggiare l’auto.
Si seguono le indicazioni dei cartelli che tra le diverse destinazioni riportano quelle che fanno al nostro caso: Colletta 15 min, Rienza 2 h 20 min, Corte di Fondo 3 h 10 min (gli orari sono realistici). Dal parcheggio si risale quindi una breve gradinata che si trasforma ben presto in un sentiero pianeggiante che, dopo essere passato in mezzo ad alcune case, traversa in piano nel bosco. Si supera un piccolo torrente sopra un ponticello e si arriva a una cappella, a cui fa seguito una scalinata che conduce all´oratorio di Colletta (q. 671 m). Al bivio presente in questa località, si prende a destra e poco più avanti ci si abbassa leggermente a un torrente, che si guada.
Inizia ora “l’ingegnoso sentiero”, così definito dall´autore della bellissima Guida delle Alpi Ticinesi, che risale le gole incassate della Val della Porta, con ripide e lunghe gradinate. Si approda quindi alle baite di Mosciöi. Da questa località il sentiero prosegue in salita nel bosco, poi compie un traverso pianeggiante e conduce alla vasta e bellissima radura di Rienza (q. 1411 m), prima si passa dalle baite inferiori e poco avanti si arriva a quelle superiori. Qui c´è un bivio segnalato da cartelli, si prende a destra. Un percorso altalenante permette poi di attraversare una larga valle (in inverno attenzione alla possibile presenza di ghiaccio).
Nel prosieguo, il sentiero che è sempre segnalato e ben evidente, riprende a salire una costa e conduce definitivamente all’aperto, poco sopra si arriva a Corte di Fondo (q. 1627 m). Da questo alpeggio si prosegue ancora per la Capanna Borgna per circa 5 minuti. Quindi, si abbandona il sentiero e si risale il pascolo a sinistra, in direzione N, senza traccia. Si arriva in questo modo alle baite di Costera (q. 1917 m). Poi si superano i dossi ondulati di Pianca, puntando all’evidente Bocchetta di Rognoi (q. 2219 m), che è il valico sulla cresta tra il Pizzo di Vogorno e il Madone. Circa un centinaio di metri lineari prima di arrivare al valico, si volge a destra e si risalgono su traccia i ripidi pendii erbosi del Madone. Il percorso da seguire è evidente, si traversa a destra e da ultimo si affronta il canaletto sommitale che conduce in vetta.
In presenza di neve ghiacciata nel ripido tratto sommitale, prestare massima attenzione, le difficoltà possono essere valutate PD/PD+. In ogni caso, in presenza di neve sono indispensabili piccozza, ramponi, casco ed eventualmente la corda e il necessario per assicurarsi.
Come per la salita.
NOTA 1
Il considerevole dislivello in salita, prossimo ai 2000 metri, richiede un adeguato allenamento.
NOTA 2
In presenza di neve possono essere utili anche le ciaspole, sui dossi ondulati di Pianca.
NOTA 3
È importante che l’ingegnoso sentiero tra Colletta e Mosciöi, sia in buone condizioni di agibilità, dato che le gradinate in alcuni tratti sono sospese sopra il vuoto, o lo fiancheggiano.
| L’immacolata Costera (q. 1917 m), e il Madone | Sul traverso che precede l’imbocco del canalino sommitale | Panorama di vetta, verso W |
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