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Cima Terre Fredde - dalla Valle di Braone - 2645 m


Relazione della salita - Cima n° 3326


Via Normale Cima Terre Fredde - dalla Valle di Braone

La Cima Terre Fredde e l’itinerario di salita, dalla Cima Galliner
Regione: Lombardia (BresciaItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Adamello

Provincia: Brescia

Punto di partenza: Case Faet, località Piazze (q. 970 m)

Versante di salita: NW-N

Dislivello di salita: 1675 m - Totale: 3350 m

Tempo di salita: 5,00 h - Totale: 10,00 h

Periodo consigliato: luglio - settembre

Punti di appoggio: I 2 rifugi citati nell’introduzione, ma sono chiusi
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero segnato
Difficoltà:   E (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 71 – Adamello La Presanella 1:50000
Autore: Piero V.  Profilo di Piero V. - Altre salite dell'autore
Data della salita: 21/09/2019
Data pubblicazione: 29/09/2019
N° di visualizzazioni: 140
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Introduzione:

Circonda da W la conca del Lago della Vacca, in contrapposizione al ben più noto Cornone di Blumone che la cinge da E. Da meridione presenta alcuni salti rocciosi, comunque aggirabili, mentre gli altri versanti sono detritici e facilmente accessibili da più parti. Di norma viene salita dal Rifugio Tita Secchi, dato che da questo versante gli itinerari sono i più brevi, ma può essere raggiunta anche da NW, dalla Valle di Braone, con l’itinerario proposto qui di seguito. Notevole il panorama di vetta, con bella vista sul Cornone di Blumone e sul Monte Frerone.
I 2 rifugi che s’incontrano risalendo la Valle di Braone, il Prandini (q. 1979 m) e il Gheza (q. 2087 m), sono generalmente chiusi.


Accesso:

Dal paese di Ceto in Val Camonica, in corrispondenza di un bivio con una fontana e una cappelletta, si seguono le indicazioni di un cartello per Valpaghera. Si sale lungo questa stradina asfaltata, ma stretta e con il fondo sconnesso fino a giungere alla località Faet. Al primo tornante sinistrorso sopra queste case c’è un bivio con una stradina asfaltata sulla destra, si parcheggia all’imbocco di questa stradina, a circa (q. 970 m). Si potrebbe salire fino al successivo tornante sinistrorso e seguire verso destra le indicazioni per le Case Scalassone, ma concentriamoci su quello sottostante. Parcheggiata l’auto, si seguono le indicazioni dei cartelli in legno che riportano la località in cui ci si trova: Piazze e la prima destinazione: Rifugio Prandini a h 3.00 e il segnavia 38.


Descrizione della salita:

Si segue quindi questa stradina asfaltata in lieve pendenza che entra subito nel bosco e poco più avanti, in corrispondenza di alcune case, diventa con il fondo in parte cementato in parte lastricato. La strada diventa poi sterrata, la si segue per un breve tratto, fino ad un’area picnic dove c’è un bivio. Qui si prende la mulattiera sulla destra, i cartelli in legno riportano l’indicazione per Località Foppe, Rifugio Prandini e Gheza. Cinquanta metri dopo, c’è un nuovo bivio, si prende ancora a destra per Malga Foppe. Il sentiero inizia a salire ripido nel fitto bosco, si tralascia poi a sinistra il Percorso della Cascata Braone (Funtanì de l’aiva fréda) e si continua a destra. Si prosegue lungo il sentiero, poco segnalato ma sempre ben evidente, che sale a lungo nel bosco, con numerose svolte, traversando dentro e fuori da numerose coste e superando alcuni corsi d’acqua.
Si attraversa poi il torrente Palobbia sopra un bel ponte in legno, da destra verso sinistra e si riprende a salire nel bosco, ancora per un lungo tratto, fino a giungere ad un bivio segnalato dall’ennesimo cartello, dove si prende a destra per il Rif. M. Ghezza a h 1,30 e dove il bosco incomincia a diventare più rado. Poco più avanti, in un tratto pianeggiante e all’aperto, si riattraversa il torrente, ora da sinistra verso destra, sopra un ponte in legno, mentre sulla destra si potrà notare una cappelletta sopra un grosso masso. Inizia qui una lunga distesa di prati in lieve pendenza o quasi pianeggianti, al centro della valle, che si risalgono seguendo la traccia sempre abbastanza visibile e ora anche ben segnalata con bandierine di colore bianco-rosso e molto più avanti anche di colore bianco-giallo.
Giunti al termine di questi prati pianeggianti che qui presentano lunghe distese di ghiaioni alluvionali, sulla sinistra si potranno notare un paio di baite, la Malga Foppe di Sotto (q. 1700 m), mentre il nostro sentiero si alza sulla destra. Superato questo gradone, la traccia, sempre segnalata, traversa a sinistra e per dossi erbosi con affioramenti rocciosi, in un rado bosco, sale fino a raggiungere, all’aperto, il Rifugio Prandini (q. 1979 m). Alle spalle del rifugio si prosegue lungo il sentiero segnalato e dopo aver risalito alcuni dossi, si scende brevemente a sinistra, si attraversa un piccolo torrente sopra un ponticello e poche decine di metri più avanti si arriva al rifugio Gheza (q. 2087 m).
A sinistra del piazzale del rifugio si scendono 3 gradini e si seguono i segnavia che inizialmente superano un ripido risalto, poi obliquano verso sinistra sul pascolo. Più avanti si tralascia una traccia sulla destra e poco dopo si arriva in un tratto pianeggiante, si oltrepassa un piccolo ponticello in pietre e dopo 10 metri si presenta un bivio, non segnalato, ma abbastanza evidente se si presta un po’ di attenzione. Qui si abbandona il sentiero pianeggiante a sinistra e si sale a destra in direzione di un grosso masso sul quale sono riportati dei segnavia. Si prosegue nella salita e poco più in alto si arriva al Forcellino di Mare (q. 2191 m).
Questo valico mette in comunicazione la Valle di Braone con la Valle del Listino. Da qui (vedi prima immagine di dettaglio) si segue il sentiero segnalato che sale a destra della cresta, in direzione SE. Ben presto la traccia lascia il posto ad una bella mulattiera militare che sale a lungo e con numerose svolte il fianco della montagna e approda ad una larga sella tra la Cima Terre Fredde a destra e la Cima Galliner a sinistra. Da qui si risalire il largo versate settentrionale della nostra montagna, in parte erboso e in parte detritico, senza percorso obbligato e in breve si arriva in vetta (q. 2645 m).
Ridiscesi alla selletta tra le 2 montagne, senza difficoltà e in meno di 5 minuti si può raggiungere anche la Cima Galliner (q. 2576 m). Se poi si vuole raggiungere anche la Cima Laione, vedi relazione: Cima Laione - dalla Valle di Braone


Discesa:

Come per la salita.


© VieNormali.it

Via Normale Cima Terre Fredde - dalla Valle di Braone - Immagine ripresa dal Forcellino di Mare
Via Normale Cima Terre Fredde - dalla Valle di Braone - In salita, sulla bella mulattiera sopra il Forcellino di Mare
Via Normale Cima Terre Fredde - dalla Valle di Braone - In vetta, a sinistra il Monte Frerone
Immagine ripresa dal Forcellino di Mare In salita, sulla bella mulattiera sopra il Forcellino di Mare In vetta, a sinistra il Monte Frerone

Zoom immagini: passare col mouse sopra le immagini per vedere un ingrandimento (attendere il completo caricamento della pagina).

Revisione: relazione rivista e corretta il 29/09/2019 dalla redazione di VieNormali.it

  


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