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Monte Pascaniello - 2095 m


Relazione della salita - Cima n° 3264


Via Normale Monte Pascaniello

L’itinerario, dalla bocchetta posizionata a sinistra della cimetta aguzza
Regione: Lombardia (BergamoItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Alpi Orobie

Provincia: Bergamo

Punto di partenza: Ornica (q. 1000 m)

Versante di salita: W-S

Dislivello di salita: 1100 m - Totale: 2200 m

Tempo di salita: 3,15 h - Totale: 6,00 h

Periodo consigliato: Da maggio a ottobre

Punti di appoggio: Nessuno
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero e traccia solo in parte segnalati
Difficoltà:   EE - F (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 105 – Lecco, Valle Brembana 1:50000
Autore: Piero V.  Profilo di Piero V. - Altre salite dell'autore
Data della salita: 23/05/2019
Data pubblicazione: 26/05/2019
N° di visualizzazioni: 255
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Introduzione:

Il Monte Pascaniello è una bella cima seppure di proporzioni modeste, posizionata poco più di 2 Km ad E del ben più noto Pizzo dei Tre Signori, sulla breve dorsale che divide la bella Valle dell’Inferno ad W, dall’altrettanto bella Val Pianella ad E. È una cima poco conosciuta e anche poco frequentata ma la sua salita è gratificante, soprattutto se all’ascesa dal versante W si abbina la discesa da quello E. In questo caso si effettua un bellissimo percorso ad anello che in sintesi prevede: partenza da Ornica, salita dalla Valle dell’Inferno, poi lungo il versante W ed infine per la cresta S che non presenta particolari difficoltà (EE/F) ma che richiede comunque un po’ di attenzione. La discesa avviene inizialmente ancora per la cresta S, poi per il facile versante E, la Val Pianella, la Val Salmurano e si ritorna ad Ornica direttamente al parcheggio. Esclusa la parte superiore dell’itinerario dove bisogna progredire a vista, lungo le valli i sentieri sono ben segnalati.


Accesso:

Da Bergamo o dintorni si sale in Valle Brembana, fino a Piazza Brembana, quindi si svolta a sinistra e si arriva a Olmo al Brembo. Da qui si risale inizialmente verso W la Valle Stabina e poi si svolta a destra e si sale più ripidamente fino ad Ornica. All’inizio del paese si attraversa la forra del torrente sopra un ponte e poco più avanti si lascia sulla sinistra la chiesa e l’attiguo cimitero. Dopo cento metri si arriva ad un trivio, si imbocca la strada centrale in ripida salita, la Via Santuario. All’imbocco di questa strada sono posti diversi cartelli e tra questi quello che fa al caso nostro, con il segnavia 106 che riporta: Valle dell’Inferno h 1.30 e Pizzo dei Tre Signori h 4.30. Si prosegue per circa duecento metri fino al cartello di divieto di transito ai non autorizzati. Sulla destra c’è un bel parcheggio dove lasciare l’auto.


Descrizione della salita:

Dal parcheggio si imbocca la strada asfaltata vietata al transito degli autoveicoli non autorizzati. Dopo circa cento metri la si abbandona e si prende a sinistra la mulattiera con il segnavia 106. Nel prosieguo si interseca più volte la strada asfaltata che si segue per brevi tratti, ma è preferibile salire lungo l’attigua mulattiera che ne accorcia il percorso. In prossimità di una curva a destra della strada e di un piccolo torrente, la si abbandona definitivamente e si prosegue a sinistra, di fianco al torrentello, lungo la “mulattiera della Valle d’Inferno”, segnalata sempre dal solito cartello con il segnavia 106 e dalle indicazioni per Pizzo dei Tre Signori. Si entra quindi nel bosco e poco più avanti, ad un bivio in località Baita Cantel (q. 1100 m), si prende a destra e si oltrepassa un corso d’acqua sopra un ponticello in legno.
Dieci metri dopo il ponticello c’è un nuovo bivio, si tralascia a destra il sentiero per la Valle Salmurano e si prosegue a sinistra, seguendo sempre il segnavia 106. Più avanti si oltrepassano le Baite della Costa (q. 1279 m) e poi la Baita Giai (q. 1300 m), dove ci si immette di nuovo sulla stradina, ora sterrata. La si segue per circa 200 m e poi, in corrispondenza di una presa d’acqua, si imbocca di nuovo il sentiero a destra, che all’inizio sale parallelo alla strada e poco più avanti si arriva ad una distesa di prati, al termine definitivo del bosco, da dove sono ben visibili le soprastanti Baite della Casera (q. 1415 m), dove c’è l’agriturismo Ferdy. Oltrepassate queste baite, si sale lungo il pascolo, seguendo sempre i segnavia e più in alto si arriva al bel poggio panoramico dove si trova la Baita Ciarelli (q. 1610 m).
In alto, alla testata della valle, fa bella mostra di sé la costiera meridionale del Giarolo e, a sinistra, la (q. 2500 m) del Pizzo dei Tre Signori, con alla base il Torrione della Sfinge. Mentre la nostra destinazione finale rimane sull’estrema destra ma non è ancora ben individuabile. Proseguendo lungo la valle, con il sentiero che diventa un po’ più ripido, si va poi a raggiungere il pianoro disseminato di grossi massi, dove si trova la Baita Predoni (q. 1800 m), un ricovero formato da pietre accatastate sotto un enorme masso che funge da tetto. Esattamente venti metri prima di raggiungere questa baita, si prende a destra, verso E, una traccia non segnalata, ma abbastanza evidente, che sale verso una bocchetta distante un’ottantina di metri, posizionata immediatamente a sinistra di una cimetta aguzza.
Raggiunto questo valico, il percorso di salita al Monte Pascaniello per il versante W risulta ben evidente. Inizialmente si traversa in piano la costa erbosa, seguendo una bella traccia, ci si abbassa poi leggermente per attraversare un corso d’acqua. Quindi si risalgono in diagonale, senza traccia, i ripidi ma facili prati del versante W della montagna, puntando alla sua cresta S. Giunti sulla dorsale, la si segue inizialmente lungo il filo che è in prevalenza erboso e con qualche roccia. Poi si aggira a sinistra un’impennata rocciosa, sfruttando una cengia che si abbassa leggermente. Quindi si risale per ripidi canaletti erbosi fino a ritornare sulla cresta, che si segue fino a raggiungere la vetta (dieci minuti dall’inizio della cresta).


Discesa:

Si offrono due possibilità, ma è ovviamente consigliabile la seconda.
1°) Come per la salita.
2°) Dal versante est.
In questo caso, quando ci si trova in vetta, si possono già individuare alcuni punti di riferimento sul vasto pianoro erboso sottostante il versante E, in Val Pianella. È infatti ben visibile sia la diroccata Baita Pastrengo, posizionata in mezzo al pianoro, sia la labile traccia che scende in linea retta il prato. Il primo obiettivo è quindi di raggiungere i ruderi di questa baita, che in effetti sono diverse baite sparse tutte diroccate. Dalla vetta si ridiscende quindi la cresta S fino a quando diventa interamente erbosa, ci si tiene ora sulla sinistra e si scende, non il primo che è assai ripido, ma il secondo pendio che è in parte erboso e in parte cespuglioso, fino al deposito di ganda sottostante che si aggira a destra e si arriva direttamente al vasto pianoro e ai ruderi della Baita Pastrengo (q. 1890 m).
Si imbocca poi la traccia nel prato che scende in linea retta fino al margine meridionale di questo pianoro, dove si incontrano i primi segnavia (107A) sui sassi. Poco sotto si arriva alla Baita Nicola (q. 1845 m) e da qui, in diagonale a sinistra, si va ad attraversare il torrente. Il sentiero segnalato diventa ora ben evidente e scende di traverso sotto il versante meridionale del Pizzo di Giacomo, prima per prati, poi nel bosco, sempre verso sinistra (SE). Giunti ad un bivio non segnalato, o quantomeno c’è un unico cartello che indica la salita in Val Pianella da dove proveniamo. Ad ogni modo qui si prende a sinistra, inizialmente ancora nel bosco, poi per prati e in breve si arriva, in direzione N, all’Alpeggio Valletto in Val Salmurano (q. 1600 m).
Cinquanta metri sotto, c’è un nuovo bivio con ulteriori cartelli, che riportano diverse destinazioni, ma non quella per Ornica. Ad ogni modo, è intuitivo che bisogna imboccare il sentiero che scende a destra (S), dapprima per prati, poi nel bosco, per un lungo tratto e con numerose svolte (segnavia 107). Talvolta il sentiero si avvicina, a sinistra, al torrente fragoroso e più in basso lo attraversa sopra un ponticello. Si scende quindi ora a sinistra del torrente, sempre nel bosco e poco più avanti si arriva ad un bivio con una strada asfaltata. La si imbocca verso destra, in discesa, e dopo aver attraversato il torrente sopra un ponte, si arriva alle Baite Cesür (q. 1100 m). Si prosegue poi lungo la strada asfaltata, in leggera salita e per circa 400 metri, fino ad un bivio, dove si prende a sinistra e si scende fino ad arrivare direttamente al parcheggio ad Ornica.


© VieNormali.it

Via Normale Monte Pascaniello - L’itinerario, dalla Baita Predoni
Via Normale Monte Pascaniello - Sulla cresta S
Via Normale Monte Pascaniello - Panorama di vetta, verso NE
L’itinerario, dalla Baita Predoni Sulla cresta S Panorama di vetta, verso NE

Zoom immagini: passare col mouse sopra le immagini per vedere un ingrandimento (attendere il completo caricamento della pagina).

Revisione: relazione rivista e corretta il 26/05/2019 dalla redazione di VieNormali.it

  

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