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Monte Pilastro - 1823 m


Relazione della salita - Cima n° 3260


Via Normale Monte Pilastro

L’itinerario da SSE
Regione: Lombardia (LeccoItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Grigne

Provincia: Lecco

Punto di partenza: Mandello del Lario, Loc. Somana, contrada Sonvico (q. 405 m)

Versante di salita: S

Dislivello di salita: 1550 m - Totale: 3100 m

Tempo di salita: 4,45 h - Totale: 8,00 h

Periodo consigliato: da maggio a ottobre

Punti di appoggio: Biv. Mario Sforza (q. 1350 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero segnato
Difficoltà:   EE - (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: GLOBALMAP - Le Grigne Resegone di Lecco e Legnone 1:35000
Autore: Piero V.  Profilo di Piero V. - Altre salite dell'autore
Data della salita: 01/05/2019
Data pubblicazione: 09/05/2019
N° di visualizzazioni: 449
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Introduzione:

Punto nodale a cavallo di quattro valli, posizionato sulla catena che si stacca dalla Grigna Settentrionale verso NW. È anche un ottimo punto panoramico sul versante settentrionale del Grignone, ma non solo. Lo si può raggiungere da N, dalla zona del Cainallo, con un percorso dal dislivello assai contenuto in un’ora di cammino. L’itinerario proposto della cresta S è invece decisamente più lungo e faticoso, ma è anche sicuramente più interessante. È un bellissimo percorso ad anello, sempre ben segnalato da cartelli e segnavia e in sintesi prevede: partenza da Sonvico, ascesa allo Zucco Sileggio per la cresta SE, traversata al Monte Pilastro passando dalla Bocchetta di Calivazzo e dalla Cima di Eghen, discesa dalla Bocchetta di Prada, Alpe di Calivazzo, Chiesa di Santa Maria e ritorno a Sonvico.


Accesso:

Da Mandello del Lario bisogna raggiungere Somana e da qui in breve si sale alla contrada di Sonvico. La strada che conduce a quest’ultima località è in salita, quasi rettilinea e si arriva ad un bivio dove sono presenti diversi e ben evidenti cartelli indicatori del CAI. Qui si tralascia la strada che a destra scende brevemente ad un piccolo parcheggio, e si prende invece a sinistra la Via Contrada di Sonvico, che dopo pochi metri si trasforma in una piazzetta, dove c’è una bella cappella mariana. I cartelli del CAI che interessano riportano con il segnavia 15: Era, Rif. Bietti, Rif. Brioschi e con il segnavia 17: Calivazzo, Bocch. di Prada, Rif. Bogani. La maggior parte dei parcheggi presenti nei dintorni sono privati, tuttavia circa 100 metri prima del bivio, sulla sinistra (salendo), c’è un piccolo parcheggio dove si può lasciare l’auto.


Descrizione della salita:

Dal bivio sopra citato si prende quindi a sinistra la Via Contrada di Sonvico e dopo la piazzetta con la cappella mariana si imbocca la stradina asfaltata che si restringe sempre più tra le case. Si prosegue per una cinquantina di metri o poco più, fino ad individuare sulla facciata di una casa una bandierina verde-bianco-verde con i segnavia 15 e 17. Qui si svolta a destra, imboccando una mulattiera e poche decine di metri sopra, al termine delle case, appaiono dei cartelli che riportano con il segnavia 15: Era, Rif. Bietti, Rif. Brioschi e con il segnavia 17: Calivazzo, Bocch. di Prada, Rif. Bogani. Si prosegue quindi lungo questa bella mulattiera che in breve conduce ad un bivio, dove si tralasciano le indicazioni verso destra che abbiamo seguito fino ad ora e si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni del cartello che riporta il segnavia 17B: Zucco di Tura, Zucco Sileggio.
Trenta metri sopra, il sentiero interseca una stradina sterrata. Ora, se si osserva a sinistra, a pochi metri di distanza, si potrà notare il sentiero che sale verso monte, indicato anche qui da dei cartelli, il 17B per Zucco di Tura, Zucco Sileggio e il 17A per Zucco Sileggio. Il sentiero inizia a salire nel bosco e dopo 5 minuti dagli ultimi cartelli, si arriva ad un nuovo bivio. Qui si prende a destra il segnavia 17B per Zucco di Tura e Zucco Sileggio. Si sale ora con moderata pendenza in direzione NE e più avanti si arriva ad un ulteriore bivio dove sono indicate le falesie di scalata, si prende a destra e si continua a salire nel bosco. Si giunge poi ad un bel poggio panoramico sulla città di Mandello e sul lago, ora il sentiero prosegue più ripido nel bosco meno fitto, fiancheggiando alte falesie calcaree. Si affronta poi, in direzione E, un traverso leggermente esposto e si arriva sulla cresta SE del Zucco Sileggio e più precisamente sulla cima del Zucco di Tura (q. 1045 m).
Si prosegue ora lungo il sentierino che si mantiene lungo questa dorsale che presenta qualche facile passaggio roccioso. Ci si abbassa poi ad una selletta e subito dopo si affronta un ripido ma breve risalto roccioso, attrezzato con catene. Si continua lungo la cresta su sentiero segnalato e senza particolari difficoltà, fino ad un’impennata rocciosa, dove sono state posate 2 scale metalliche. Le scale sono alte circa 35/40 metri e il loro superamento in sicurezza richiede il kit da ferrata. Meglio aggirarle a destra, sempre su sentiero segnalato e compiendo un percorso a semicerchio si ritorna sulla SE a monte delle scale. Con un ultimo strappetto in parte roccioso e in parte erboso si arriva poi in vetta allo Zucco Sileggio (q. 1373 m, h 2.30) dov’è posta un’alta croce in metallo.
Dalla vetta si segue il sentiero che scende lungo la cresta N e poco dopo si arriva al Bivacco Mario Sforza (q. 1350 m). Si prosegue in discesa, sempre su sentiero e dopo 100 metri di dislivello si guadagna l’ampia Bocchetta di Verdascia (q. 1251 m). Da qui si seguono le indicazioni del cartello 17A per Bocch. Calivazzo, Alpe di Lierna. Il sentiero sale in direzione di un notevole spuntone roccioso, poi piega decisamente a destra e compie una lunga traversata a mezzacosta, ad E della cresta che collega il Zucco Sileggio al Monte Palagia, fino a raggiungere la larghissima Bocchetta di Calivazzo (q. 1420 m). Da questo valico, volendo, si svolta a sinistra e in meno di 20 minuti si può raggiungere il Monte Palagia (q. 1549 m), seguendo una labile traccia non segnalata che sale nel fitto bosco di faggi che ricopre la larghissima cresta E.
In ogni caso, dalla Bocchetta di Calivazzo si prosegue poi in direzione NE, lungo il sentiero indicato dal solito cartello che ora riporta il segnavia 17D per Monte Pilastro e Monte Croce. La traccia inizialmente sale a mezzacosta, a destra della cresta, poi va a scavalcarla e si continua a sinistra del filo di cresta. Si oltrepassa la non ben identificabile Cima di Eghen (q. 1626 m) e da qui in avanti la traccia si mantiene sempre lungo la dorsale. Si supera una facile paretina attrezzata con catene e poi un successivo gradino roccioso anch’esso attrezzato. Nel prosieguo la cresta diventa un poco più stretta ma rimane facile fino in vetta al Monte Pilastro (q. 1823 m). Da qui, in meno di 10 minuti si può raggiungere il sottostante Monte Croce (q. 1780 m), seguendo il sentiero che si mantiene sulla larga dorsale erbosa (h 2.15 dallo Zucco Sileggio).


Discesa:

Dalla vetta del Monte Pilastro si scende brevemente alla bocchetta che lo divide dalla sua anticima nord. Qui inizia il sentiero che in direzione E scende senza difficoltà alla Bocchetta di Prada (q. 1626 m). Raggiunto questo valico si divalla in direzione S, seguendo le indicazioni del cartello per Calivazzo, Somana, Mandello. Inizialmente si scende lungo ripidi prati, dove il sentiero è sempre ben marcato, poi nel bosco più o meno fitto, dove però la traccia non è sempre ben visibile, ma ci sono i segnali sugli alberi a guidarci. Ad ogni modo ci si tiene sempre in mezzo al solco della Valle di Prada, fino a raggiungere l’ampia radura dell’Alpe di Calivazzo (q. 1129 m).
Anche qui sono presenti diversi cartelli, si seguono le indicazioni di quello che riporta il segnavia 17 per Somana e Mandello. Poco prima della stalla più in basso di questo alpeggio, il sentiero sale brevemente a destra, poi compie un traverso, quindi riprende di nuovo a salire ancora per un breve tratto ed infine inizia la lunga traversata in discesa, dentro e fuori da innumerevoli vallette. Il sentiero, che si trasforma poi in una mulattiera, è sempre ben marcato e segnalato, in alcuni tratti è un po’ esposto e protetto con parapetti e funi metalliche.
Si tralasciano diverse baite isolate che rimangono in alto sulla destra, compreso il nucleo più consistente delle baite di Era di Sopra e ad ogni bivio si seguono sempre le indicazioni per Somana e Mandello. La mulattiera scende a lungo, fino a giungere alla bella Chiesa di S. Maria (q. 664 m). Qui è posta anche l’ultima stazione della “Via Crucis” e man mano che ci si abbassa si incontrano le altre. Si prosegue sempre lungo la mulattiera e si chiude l’intero percorso ad anello poco sopra le case di Sonvico, dove ci si ricollega con l’itinerario di salita e si ritorna al parcheggio (circa h 3.00 dalla vetta del Monte Pilastro).


Note:

Le immagini della relazione: Zucco Sileggio – Cresta SE, possono fornire utili indicazioni.


© VieNormali.it

Via Normale Monte Pilastro - Immagine ripresa pochi metri a N della vetta dello Zucco Sileggio
Via Normale Monte Pilastro - Sulla cresta S del Monte Pilastro
Via Normale Monte Pilastro - Panorama di vetta sulle Grigne
Immagine ripresa pochi metri a N della vetta dello Zucco Sileggio Sulla cresta S del Monte Pilastro Panorama di vetta sulle Grigne

Zoom immagini: passare col mouse sopra le immagini per vedere un ingrandimento (attendere il completo caricamento della pagina).

Revisione: relazione rivista e corretta il 10/05/2019 dalla redazione di VieNormali.it

  

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