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Punta Forcellino - 1280 m


Relazione della salita - Cima n° 3237


Via Normale Punta Forcellino

Immagine ripresa da S
Regione: Lombardia (LeccoItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Grigne

Provincia: Lecco

Punto di partenza: Lecco, località Rancio Superiore (q. 450 m)

Versante di salita: SSE - NE

Dislivello di salita: 930 m - Totale: 1860 m

Tempo di salita: 3,00 h - Totale: 5,30 h

Periodo consigliato: Tutto l’anno se non c’è neve

Punti di appoggio: Rifugio Piazza (q. 767 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero segnato
Difficoltà:   EE (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: GLOBALMAP - Le Grigne Resegone di Lecco e Legnone 1:35000
Autore: Piero V.  Profilo di Piero V. - Altre salite dell'autore
Data della salita: 03/03/2019
Data pubblicazione: 08/03/2019
N° di visualizzazioni: 435
N° voti: 0

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Introduzione:

La lunga costiera che dal Monte Coltignone, che è la cima più elevata del settore meridionale delle Grigne, scende verso W, va a formare un caratteristico e ben evidente sperone roccioso, la Punta Forcellino, nominata anche Naso di Napoleone. La verticale parete ovest di questa montagna, alta circa 450 metri, precipita a picco sopra il lago ed è la sede di impegnative vie di arrampicata, ma anche da S si presenta con una notevole parete rocciosa, seppure discontinua.
Dal punto di vista escursionistico è facilmente raggiungibile dal Pian dei Resinelli, da NE, in poco più di mezz’ora di cammino su stradina pianeggiante e da ultimo lungo i prati della dorsale. L’itinerario proposto qui di seguito si svolge invece da SE, inizialmente lungo il Sentiero Classico del San Martino, segnavia 52, fino al Rifugio Piazza (difficoltà: T/E). Poi per il Sentiero della Val Verde, intitolato a Riccardo Spreafico, segnavia 52 (difficoltà: EE), fino alla Bocchetta di Val Verde (o Forcellino) e da ultimo per la larga dorsale erbosa NE.
In discesa è consigliabile seguire l’itinerario che dal Pian dei Resinelli scende lungo la Val Calolden (difficoltà: E) che rappresenta una vera e propria faglia, compiendo in questo modo un interessantissimo percorso ad anello, sebbene viziato da alcuni tratti da percorrere su strada asfaltata.
Notevole lo scorcio panoramico sul lago che si può ammirare dalla vetta, attenzione però a non sporgersi troppo perchè le pareti sono verticali.


Accesso:

Da Lecco si segue la strada per la Valsàssina, per pochi chilometri, fino alla località di Malavedo. Qui, in corrispondenza di un tornante destrorso, si abbandona la strada principale e si svolta a sinistra, sulla via Quarto. In leggera discesa e dopo circa 200 metri si approda in una piazza, dove si svolta a destra, imboccando una ripidissima e stretta stradina asfaltata, al cui inizio è posta una sbarra sempre aperta. I cartelli ivi posti riportano: Ferrata del Medale h 0.30, Antimedale h 0.30, Rifugio Piazza h 1.00. Dopo circa 300 metri molto ripidi e 3 tornanti (ignorando una deviazione a sinistra), si arriva ad una sbarra sempre chiusa. Si parcheggia ai lati della strada, dov’è possibile.


Descrizione della salita:

Oltrepassata la sbarra, si prosegue lungo la stradina con il fondo cementato e dopo 50 metri c’è un tornante e il bivio con una pista, si tralascia a destra la carrozzabile e si prosegue a sinistra lungo la pista quasi pianeggiante che poco più avanti presenta, a sinistra, delle massicce reti paramassi. Il cartello presente al bivio e che fa al caso nostro riporta tra l’altro: 52 Rifugio Piazza h 0,50. Si continua lungo questa pista rettilinea, in lieve salita e in direzione SW, fino al suo termine che giunge dopo circa 300 metri. Si svolta ora a destra e la pista si trasforma in un bel sentiero che sale verso W con gradini di pietra e numerose svolte, nel bosco più o meno rado. Il percorso è elementare, segnalato da tre bolli rossi e più avanti si ignora a destra un cartello per Corno Medale e Sentiero GER.
Poco dopo si raggiunge la bella cappelletta della Madonna del Carmine (q. 746 m), situata sopra un poggio roccioso molto panoramico. Tralasciando le destinazioni a monte della stessa, la si aggira a sinistra e si prosegue nella salita. Si ignora poi di nuovo un cartello che verso destra indica: crocione del Monte San Martino e si prosegue ora in una lunga traversata in leggera discesa, fino ad arrivare al Rifugio Riccardo Piazza e all’adiacente chiesetta del San Martino (q. 767 m, h 1,10). Già prima di arrivare al rifugio, all’orizzonte è ben visibile l’inconfondibile e bellissimo spersone roccioso della Punta Forcellino. Dietro la chiesetta, in direzione N, si imbocca il sentiero inizialmente pianeggiante e contrassegnato da un cartello che riporta il segnavia 52 e l’indicazione: Sentiero della Val Verde “Riccardo Spreafico”.
Si prosegue poi in salita nel bosco e con qualche saliscendi. Man mano che si avanza si delinea in modo sempre più evidente l’impervio versante SSE della nostra montagna, che ci si appresta a risalire. Invero il sentiero è sempre ben segnalato e, tranne un ripido tratto attrezzato con catene, non è mai particolarmente impegnativo. Richiede comunque costante attenzione dato che risale o attraversa pendii assai scoscesi. Nel prosieguo si affronta una ripida discesa, dove è stata posta prudenzialmente una catena per una quindicina di metri, segue un traverso anche questo attrezzato in un punto con catene. Con una breve discesa si va poi ad attraversare il pietroso solco di una valle.
Qui, leggermente un poco a valle di questo solco, inizia l’ultimo e lungo tratto attrezzato con catene, di circa una trentina di metri o poco più, che inizialmente risale un ripidissimo canaletto, poi uno spigolo roccioso con un paio di infissi in metallo per i piedi, quindi un erto pendio erboso. Il sentiero porta quindi ad attraversare il solco della valle che divide la Punta Forcellino ad W dal settore del Monte Coltignone ad E. Poi, in salita si raggiunge una specie di selletta, dove converge da sinistra il segnavia 54 del Sentiero dei Tecett. Da qui in avanti il sentiero sale costantemente ripido, un poco a sinistra (salendo) del solco della valle, su prati, placchette e brevi risalti rocciosi.
Nella parte superiore si può ammirare, in alto sulla destra, la bella bastionata di Val Verde e poco più avanti si perviene alla Bocchetta di Val Verde o Forcellino (q. 1287 m). Si svolta ora a sinistra e con un breve ed elementare percorso pianeggiante lungo i prati si arriva sulla vetta.


Discesa:

Si offrono 3 possibilità:
1°) Come per la salita.
2°) Dal Pian dei Resinelli. In questo caso bisogna disporre di 2 auto. La seconda la si parcheggia nel piazzale presente ad W del grattacielo del Pian dei Resinelli.
Dalla vetta della Punta Forcellino si ritorna alla Bocchetta di Val Verde o Forcellino e si prosegue in direzione NE. Ben presto il sentiero lascia il posto ad una strada sterrata (Strada del Carro), percorrendola nel bosco e in piano in circa 35 minuti si arriva al parcheggio al Pian dei Resinelli.
3°) Dal Pian dei Resinelli e per il sentiero della Val Calolden (segnavia 2).
Seguendo l’itinerario precedente si arriva al grattacielo del Pian dei Resinelli, di fianco (NE) a questa antiestetica costruzione c’è il Rifugio SEL Renzo Rocca e Umberto Locatelli (q. 1277 m). Tra il rifugio e il sottostante campetto di calcio, inizia il sentiero della Val Calolden (cartello giallo appeso ad un albero). Inizialmente si scende con moderata pendenza in un bosco di pini, in direzione NE, la traccia è ben evidente e dopo aver attraversato un ruscello in breve si arriva ad un bivio. Si tralascia il sentiero sulla destra e si prosegue in discesa verso sinistra. Pochi metri più avanti si arriva ad un altro bivio, non ben segnalato. Qui bisogna prestare un po’ di attenzione, attualmente sono presenti dei cartelli plastificati che riportano il segnavia 71 con le indicazioni: Ballabio e Costa Adorna. Poco più in basso c’è un ulteriore cartello in metallo che riporta il segnavia 2 e le indicazioni per Rifugio Rocca, Locatelli e Piani Resinelli (da dove proveniamo). Dall´altra parte della valle, che abbiamo di fronte, si potranno notare delle case sparse.
Si tralasciano tutte queste indicazioni e si svolta a destra (SE), lungo un ripido sentiero, qui non segnalato. Dopo nemmeno 5 minuti di discesa da questo bivio, si lascia a destra il rudere di una baita, mentre a sinistra si potranno notare un paio di case. Sotto il rudere, una scritta sopra un masso indica di proseguire a destra per Laorca – Lecco. Inizia qui la lunga discesa nel bosco, a sinistra (scendendo) del greto del torrente, spesso in secca. Nel prosieguo il sentiero diventa sassoso e talvolta si incontrano dei rari segnavia con il numero 2. Più in basso la valle diventa un po’ stretta e tetra, si attraversa quindi il greto e si scende ora a destra del torrente. Poi lo si riattraversa di nuovo, giungendo ad una bella bacheca che riporta gli aspetti geologici della Val Calolden.
Poco sotto, si riattraversa per l’ultima volta il torrente, scendendo ora di nuovo a destra dello stesso, e dopo circa 5 minuti dalla bacheca si raggiungono le prime case. Qui il sentiero si trasforma in una pista sterrata e più avanti si arriva ad un bivio con una strada trasversale anch’essa sterrata, siamo così giunti al termine della Val Calolden e all’inizio dell’abitato di Laorca. Si può proseguire sia a destra, sia a sinistra di questa strada sterrata.
Prendiamo dapprima in considerazione quest’ultima possibilità, ossia di proseguire a destra. Poco più avanti, in prossimità di un incrocio, la strada diventa asfaltata. Si prosegue in salita a destra, il cartello indica: Pizzo Boga h 0.30, Corna di Medale h 1.20, Coltignone GER h 2.15. Dopo trenta metri la strada presenta una sbarra con il divieto i transito per le auto. Si prosegue lungo la stessa per circa 300 metri o poco più, sempre in salita, fino a quando la stradina, ora con il fondo cementato, inizia un lungo percorso in discesa. Seguendola, dopo circa 800 metri si arriva direttamente al parcheggio.
Se invece dal bivio al termine della Val Calolden si prende a sinistra, si attraversa il bel ponte ad arco sopra il torrente, quindi si svolta a destra in prossimità di una fontana e in breve, in discesa, si raggiunge la strada che collega Lecco a Ballabio. Siamo così giunti in località Pomedo, bisogna ora scendere lungo la strada rettilinea fino al tornante in località Malavedo. Qui si prende a destra la via Quarto, ricollegandoci in questo modo con l’itinerario di salita. Si percorre poi a piedi la stradina con la sbarra sempre aperta e dopo 300 metri di ripida salita si arriva al parcheggio.
Dal Pian dei Resinelli al parcheggio, sia che si prenda a destra o a sinistra al termine della Val Calolden, prevedere circa h 2.15.


Note:

Nota 1
L’imbrago e il kit da ferrata, per un escursionista esperto non sono necessari.
Nota 2
Salendo con l’auto al Pian dei Resinelli, qualche problema lo si potrebbe avere nell’individuare il grattacielo, dato che non è subito visibile. È ubicato nella parte sud dei piani, di fianco al Rifugio SEL e lo si raggiunge su strada asfaltata, compiendo un ampio semicerchio da destra verso sinistra.


© VieNormali.it

Via Normale Punta Forcellino - In salita
Via Normale Punta Forcellino - In salita, uno sguardo verso il basso dal canaletto attrezzato con catene
Via Normale Punta Forcellino - Panorama di vetta, verso S
In salita In salita, uno sguardo verso il basso dal canaletto attrezzato con catene Panorama di vetta, verso S

Zoom immagini: passare col mouse sopra le immagini per vedere un ingrandimento (attendere il completo caricamento della pagina).

Revisione: relazione rivista e corretta il 11/03/2019 dalla redazione di VieNormali.it

  

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