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Punta Tonini - 3324 m


Relazione della salita - Cima n° 320


Via Normale Punta Tonini
La seraccata del ghiacciaio Tonini e l'antecima E
Regione: Piemonte (TorinoItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Graie - Gruppo Levanne

Provincia: Torino

Punto di partenza: Forno Alpi Graie (q. 1219 m), Val di Sea - Lanzo

Versante di salita: SW-SE

Dislivello di salita: 2105 m - Totale: 4210 m

Tempo di salita: 2,30 h - Totale: 4,00 h

Periodo consigliato: fine giugno - metà settembre

Valle: Val di Sea - Altre cime della Val di Sea
Punti di appoggio: Biv. Soardi-Fassero (q. 2297 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia con ometti
Difficoltà:   EEA - AG - I - PD (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: IGM 1:25000 foglio 41, tav. Le Levanne - IGC 1:50000 tav.2 Valli Lanzo, Moncenisio
Autore: Marco Caparello Profilo di Marco Caparello - Altre salite dell'autore
Data della salita: 08/08/2004
Data pubblicazione: 13/05/2006
N° di visualizzazioni: 3101
N° voti: 1 - Voto medio: Voto 4 stelle

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Introduzione:

La vetta della Punta Tonini rappresenta il punto culminante occidentale del lunghissimo vallone di Sea, appendice della val Grande di Lanzo. Si può giungere alla vetta principalmente seguendo due itinerari ben diversi come difficoltà e natura del terreno: cresta N di sfasciumi da poco sotto il Col di Sea; via classica attraverso il ghiacciaio del Tonini passando sotto la parete N dell’Uja di Ciamarella e per il Colle Tonini. Considerando il fatto che il ghiacciaio del Tonini è un ghiacciaio fortemente tormentato e, a volte, di difficile interpretazione a causa del labirinto di crepacci e seracchi, si consiglia la sua percorrenza solo a persone che abbiano una buona esperienza e confidenza con l’ambiente glaciale: non è infatti difficile trovarsi nella condizione di superare ponti di neve davvero esigui e saltar crepi di almeno un metro e mezzo di larghezza. Fondamentale quindi è anche avere buona capacità di individuare il percorso ottimale osservando la conformazione della vallata glaciale prima ancora di trovarsi nel bel mezzo. La via di cresta, sebbene sia molto più semplice tecnicamente, è fortemente sconsigliata in salita per la natura estremamente marcia e cedevole del terreno che porterebbe allo sfinimento anche l’alpinista meglio allenato! Buona è invece la scelta di percorrerla come via di discesa, in modo tale da evitare le gratuite insidie del ghiacciaio in discesa, quando i ponti di neve già esili il mattino presto diventano pressoché inutili con i primi raggi di sole. Per tali motivazioni il percorso di questa relazione segue il ghiacciaio come via di salita e la cresta N come via di discesa in un anello di panorami glaciali davvero unici ed indimenticabili.


Accesso:

Da Forno Alpi Graie, per mulattiera e sentiero escursionistico, tempo 3,30 h, dislivello 980 m. Dal paese seguire una strada che inizia a sinistra della piazzetta in fondo al paese, attraversa la Stura su un ponte e termina allo sbocco del Vallone di Sea. Continuare sulla sponda sinistra orografica del vallone percorrendo una pista per accedere alla località della sorgente 'Grandi Boschi'. Giunti all'altezza delle costruzioni dell'acquedotto il sentiero prosegue sulla destra del senso di marcia, sotto le propaggini della Costiera Malatret. Dopo una salitella percorre ancora il fondovalle sino ad attraversare la Stura di Sea nei pressi del Gias Balma Massiet (1500 m). Salendo in mezzo a bassa vegetazione si giunge, dopo aver attraversato un'altra volta il torrente, all'Alpe di Sea (1785 m), posta sotto un enorme masso. Superate le costruzioni, si aggira un cocuzzolo e con una breve salita si guadagna un vasto pianoro a metà del quale, a destra, vi è il Gias Nuovo (1888 m). Senza passare per le baite, portarsi al termine del pianoro dove il vallone fa una stretta gola. Il sentiero la risale molto ripido, poi volge a destra superando a risvolte una dorsale in direzione del Gias Piatou (2189 m). Ad un bivio situato nei pressi di queste baite, nascoste dietro una costola rocciosa, si piega a sinistra continuando lungo una cresta erbosa che sale parallela al vallone. Ad un bivio successivo, trascurata la traccia di sinistra che scende sul fondo del vallone, proseguire su quella di destra e con alcune serpentine su terreno ripido si giunge al Bivacco Soardi-Fassero.


Descrizione della salita:

Lasciando di buon ora il Bivacco Soardi-Fassero, alla luce delle lampade frontali, imboccare il sentiero che si dirige verso il fondo del vallone; essendo tale sentiero poco segnalato e tracciato, soprattutto in questo tratto iniziale, è consigliabile effettuare il giorno precedente un giro ricognitivo alla luce diurna in modo tale da non perdere inutilmente tempo il giorno successivo. Tale sentiero discende brevemente sotto il bivacco per poi dirigersi deciso verso W in corrispondenza di un terrazzamento erboso. Scavalcati alcuni piccoli torrentelli si arriva sul margine della pietraia di fondovalle dove si ritrova il sentiero nei pressi di un masso decisamente più grosso degli altri sul quale è possibile trovare un ometto di pietre che ci segnala la direzione (2.240 m - 10'). Da qui in poi il percorso è segnalato abbastanza sporadicamente con ometti e qualche segno rosso, si tenga comunque da conto il fatto che la traccia percorre tutto il vallone della Stura di Sea rimanendo sul suo lato idrografico sinistro, accanto a diverse balze rocciose che rimangono quindi sulla destra. E’ possibile incontrare dei nevai, soprattutto in corrispondenza di due restringimenti della vallata che ci aiutano non poco nella salita e soprattutto nella discesa di questa lunga pietraia. Seguendo quindi la traccia si arriva in breve ad un’ultima ripida salita su pietraia che porta direttamente di fronte alle seraccate del ghiacciaio del Tonini e a quel che resta del ghiacciaio di Sea; da qui la traccia di sentiero e gli ometti scompaiono definitivamente (2.800 m - 1,10 h). Superando le seraccate ci si dirige verso il Col di Sea (sul fondo), ma poi si lascia quell'itinerario per piegare verso sinistra là dove il ghiacciaio è più scuro. Dirigersi in direzione del Col di Sea, evidentissimo sulla testata della valle, alla sinistra della rocciosa Punta di Sea e alla destra della cresta N discendente dalla Punta Tonini sino ad arrivare all’altezza di una cresta rocciosa molto ripida discendente dall’anticima E della Punta Tonini. Da qui piegare decisamente a sinistra e risalire il progressivamente sempre più ripido ghiacciaio del Tonini in direzione della evidente parete N dell’Uja di Ciamarella passando immediatamente a destra della zona maggiormente seraccata del ghiacciaio. La salita si svolge ora aggirando e saltando numerosi crepacci che sono in ogni modo di modesta larghezza e profondità; molta attenzione è da porre nell’evitare di attraversare ponti di neve che, a questa quota sono davvero unicamente delle trappole cedevoli. Man mano che la quota sale anche i crepacci s’intensificano ed allargano, per tale motivo si consiglia di spostarsi verso sinistra (SE), quando si arriva sul pianoro a quota 3.000-3.100 m, in modo tale da affrontarlo nel punto più tranquillo e semplice. Evitare assolutamente di stare sulla destra, sotto la vetta, poiché è lì la zona più pericolosa e difficile da attraversare (3.100 m - 1,50 h). Aggirando e lasciando a sinistra le seraccate si inizia la salita del ghiacciaio nel suo punto più dolce in direzione della Ciamarella, sempre più evidente. Superati un paio di crepacci larghi una decina di metri cambiare decisamente direzione e puntare verso il Colle Tonini ad W; fare molta attenzione a questo tratto che si presenta spesso coperto da uno strato nevoso candido ed ingannatore: al di sotto di esso, infatti, si trovano, sondando con la piccozza, numerosi crepacci anche di dimensioni ragguardevoli. Evitare in questo tratto di portarsi subito con diagonale in direzione NW sulle rocce della cresta discendente dalla vetta poiché è altamente crepacciata, percorrere circa 100-200 m in direzione del Colle e poi piegare a destra verso N risalendo un breve nevaio presente ancora in alta stagione. Terminato il nevaio non rimane che risalire gli sfasciumi sino alla cresta, per poi percorrerla in direzione W fino al punto culminante, costituito da rocce molto scivolose di serpentino, che formano una piccola piattaforma di rocce e terriccio costituente la vetta della Punta Tonini (2,20 h).


Discesa:

Per la discesa è consigliabile la cresta N che, soprattutto in caso di nebbia conduce con sicurezza e facilità al Col di Sea e di qui, con percorso molto intuitivo costeggiante il torrente, fino al fondovalle da dove si può ritrovare abbastanza agevolmente l'ubicazione del bivacco Soardi-Fassero (1,30 h in condizioni ideali).


Note:

Percorso di salita sul ghiacciaio con pericoli di crepacci, solo per alpinisti esperti nella progressione su ghiacciaio.


© VieNormali.it

Via Normale Punta Tonini - Le seraccate del gh. Tonini Via Normale Punta Tonini - Il gh. Tonini dalla cima Via Normale Punta Tonini - Cresta N fino al Col di Sea
Le seraccate del gh. Tonini Il gh. Tonini dalla cima Cresta N fino al Col di Sea

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