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Immagine ripresa da SW |
Regione: Lombardia (Sondrio) Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Cima di Piazzi Provincia: Sondrio Punto di partenza: Cappella delle Baite Redasco (q. 1894 m) Versante di salita: SW Dislivello di salita: 1200 m - Totale: 2400 m Tempo di salita: 3,30 h - Totale: 7,00 h Periodo consigliato: estate, inizio autunno |
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Si trova sulla sinistra orografica della Valle Grosina, sulla stessa catena delle Cime di Redasco. La via normale proposta dal versante e la cresta SW offre un interesse puramente panoramico, dato che è elementare. Solamente lunghe e monotone distese di detriti e pietraie. In presenza di neve è consigliabile avere al seguito piccozza e ramponi, anche perché gli ultimi 100 m sono un pò ripidi.
Percorso completamente sprovvisto di segnaletica.
Dalla superstrada Tirano-Bormio si esce a Grosotto-Grosio. Raggiunto il centro di Grosio, dopo la chiesa che rimane a sinistra della strada, si prosegue lungo il rettilineo per altri 200 m poi si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per Fusino. All’entrata di questa località a sinistra c’è una chiesetta in sassi, un ampio parcheggio e il distributore automatico che rilascia il ticket giornaliero al prezzo di € 5,00 per il transito veicolare sulle strade della valle.
Si sale fino a Eita (q. 1703 m) e da qui si continua sulla strada, ancora asfaltata, che poco più avanti scende ad attraversare il torrente Roasco. Dopo il ponte si svolta a destra e si prosegue per un centinaio di metri in prossimità della riva del fiume. Poi la strada sale con un paio di tornanti, diventa sterrata e compie un lungo traverso ascendente in direzione SSE.
Nel prosieguo si tralascia a sinistra la carrabile che sale alle Baite dei Rossi e si continua fino alla Cappella delle Baite Redasco (q. 1894 m). Questo monumento è dedicato alle vittime di tutte le guerre. Si parcheggia nello spiazzo di fronte alla cappella.
Dal parcheggio antistante la cappella in pietre ci s´incammina lungo la stradina sterrata che subito dopo presenta, in prossimità di un tornante, un tratto con il fondo cementato. Si prosegue lungo questa stradina che passa dalle baite superiori di Redasco, compie alcuni tornanti e termina presso una piccola piazzola, all’inizio della Val Quintena. Ora, se si osserva all’orizzonte, in direzione E, si potranno notare due alti ometti di pietre, un po’ distanti tra loro, che segnalano il Passo Quintena. Ci serviranno come punto di riferimento lungo questo primo tratto di salita.
Dalla piazzola dove termina la strada si stacca una labile traccia che sale sulla sinistra del Rio di Quintena. Ben presto essa si perde nella vegetazione e allora bisogna salire a vista lungo il pascolo, sempre in prossimità del torrente. Un centinaio di metri prima di raggiungere i due ometti di pietre del valico, si inizia a salire a sinistra, lungo i prati e poi dentro un piccolo avvallamento, fino a raggiungere il pianoro dove è stata ripresa la prima immagine di dettaglio.
La fascia rocciosa che si staglia davanti, viene aggirata sulla sinistra, risalendo un ripido pendio erboso. Si arriva in questo modo in un largo pianoro acquitrinoso, dove un tempo esisteva la pozza di (q. 2532 m). Da qui si risale in direzione NE il lungo vallone completamente detritico e dal percorso decisamente monotono, che divide il Dosso dell’Oca dalla Cima Rossa. Al suo termine si raggiunge una specie di sella sulla cresta SW della nostra montagna, a circa (q. 2900 m). Senza alcuna difficoltà si risale l’ampia cresta che conduce, prima alla spalla (q. 2990 m) e poi, su detriti e pietraie un po’ più ripide, alla vetta.
Come per la salita.
Su alcune carte della Kompass la montagna è erroneamente nominata Cima Rosso.
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