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Immagine ripresa da SSW, dalla Cima di Caspoggio |
Regione: Lombardia (Sondrio) Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Bernina Provincia: Sondrio Punto di partenza: Diga di Gera (q. 2070 m) Versante di salita: NNW Dislivello di salita: 1060 m - Totale: 2120 m Tempo di salita: 4,00 h - Totale: 7,30 h Periodo consigliato: estate |
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Punto nodale al vertice di tre creste che separano: il circo della Vedretta di Caspoggio a W, il bacino della Vedretta di Fellarìa a N e l’ampio vallone che sovrasta l’Alpe Fellarìa a S.
La scarsa notorietà di questa cima, trascurata a torto da tutte le guide alpinistiche tranne quella del CAI, è dovuta al fatto che sulle carte viene quotata ma non nominata, nonostante l’importanza orografica. Gli itinerari riportati dalla Guida del CAI sono però datati e non corrispondono più alle attuali condizioni del versante settentrionale della montagna, modificato dal sensibile arretramento del ghiacciaio. Le due vie normali, quella della cresta NNW proposta qui di seguito e quella del versante NE (vedi relazione: Cima di Fellarìa – versante NE), rappresentano quindi delle vie normali inedite. Entrambi gli itinerari sono interessanti, concatenabili e fattibili in giornata, ma per coloro che provengono da lontano il Rifugio Bignami è un ottimo punto d’appoggio.
L’itinerario più semplice è quello dalla Cresta NNW che di per sé è facile, basta appoggiare sulle rocce degradate del lato E, ma per raggiungerla bisogna attraversare il Ghiacciaio di Fellarìa, sotto la cresta E. Anche il ghiacciaio attualmente non presenta particolari difficoltà se ben innevato, tranne qualche crepaccio facilmente aggirabile. In presenza di ghiaccio vivo bisogna però prestare attenzione allo scivolo, un po’ ripido, presente sul versante N della Bocchetta (q. 3000 m) e alla sottostante crepaccia terminale.
Il panorama è notevole, sulle cime maggiori del Bernina e sul Gruppo del Pizzo Scalino, unico quello sui versanti settentrionali delle Cime di Musella e della Cima di Caspoggio.
Le immagini della relazione: Cima di Fellaria – versante NE, possono fornire utili indicazioni.
Da precisare che, alcune centinaia di metri a E della vetta c´è un rilievo della cresta di alcuni metri più elevato, ma la guida del CAI è eloquente, la Cima di Fellaria è sul punto nodale delle creste.
A Sondrio si prende la strada per la Valmalenco. Giunti a Chiesa in Valmalenco, si svolta a destra, verso Lanzada e la Val Lanterna. La strada passa dal villaggio di Campo Franscia e poi sale con numerosi tornanti e sempre asfaltata fino alla località di Campo Moro. Da qui la carrozzabile prosegue sterrata a destra del primo invaso e raggiunge l’ampio piazzale sotto il muraglione della diga di Gera, dove si parcheggia.
Dal parcheggio si segue la stradina in direzione della diga e la si abbandona dopo circa 100 m per svoltare a destra, lungo un sentiero segnalato che in breve conduce alla casa dei guardiani. A destra di questa casa una rampa trasversale appesa al muraglione della diga permette di raggiungere la sommità dello sbarramento. Da qui il Rifugio Bignami è ben visibile, a sinistra della seraccata del Ghiacciaio di Fellaria Est. Seguendo le indicazioni dei cartelli si attraversa tutta la corona della diga e poi si segue il sentiero che taglia con una lunga diagonale il ripido fianco della montagna, a sinistra dell’invaso. All’inizio con un breve saliscendi poi con ascesa regolare si raggiunge in circa h 1,00 il Rifugio Bignami (q. 2401 m).
Dal rifugio si seguono le indicazioni del cartello per Bocchetta di Caspoggio. In pochi minuti si raggiunge il vicino Alpe Fellarìa e poco sopra si attraversa il torrente della valle sopra un ponticello. Il sentiero, sempre ben segnalato con segnavia di colore bianco-rosso e triangoli gialli, prosegue nella piana valliva in direzione WNW. Dopo aver guadato un secondo torrente si risalgono pendii sempre più ripidi, all’inizio erbosi, poi ghiaiosi, fino a raggiungere il bordo orientale di una larga conca, 500 metri a E della Bocchetta di Caspoggio (q. 2983 m). Questa conca in precedenza era occupata da un piccolo ghiacciaio ma ora permangono solo alcune chiazze di neve. Quindi, dal bordo orientale della conca si tralasciano i segnali che condurrebbero alla bocchetta sopra citata e si sale verso N, sul ripido pendio di detriti che adduce alla Bocchetta (q. 3000 m). Nella parte sinistra (W) di questo pendio ci sono dei segnali, in quanto rappresenta la via più facile per chi intende raggiungere il Ghiacciaio di Fellarìa Occidentale partendo dal Rifugio Bignami e viceversa.
Raggiunto con un pò di fatica il valico, sormontato da un alto ometto di pietre, si scende sul versante opposto, su detriti, per una decina di metri, poi inizia il ghiacciaio. Adeguatamente equipaggiati e con prudenza si prosegue la discesa sulla sinistra, per 30/40 metri, passando fra i massi che ricoprono il pendio glaciale, aggirando in questo modo la crepaccia terminale. Non appena possibile si traversa, ora facilmente, tutto il ghiacciaio in direzione W, fino a raggiungere la cresta NNE, preceduta da una facile crepaccia terminale. La cresta emerge di poco dal ghiacciaio e viene raggiunta un poco più a monte (sinistra) della bocchetta che divide la Cima di Fellarìa dalla Punta Marinelli, il percorso è evidente (vedi immagine principale della relazione: Cima di Fellaria – Versante NE). Si segue la cresta, appoggiando sul lato E e per facili rocce, canaletti e detriti, si arriva sotto il risalto finale. Le rocce gradinate del lato W permettono di superarlo agevolmente e conducono sulla stretta vetta (circa h 2,30/3,00 dal rifugio).
Come per la salita.
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| Immagine ripresa poco sopra l’Alpe Fellarìa | La facile cresta NNW | Panorama dalla vetta |
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