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Pizzo di Rodes - 2831 m


Relazione della salita - Cima n° 1942


Via Normale Pizzo di Rodes
I 3 possibili itinerari, dal Lago di Rodes (q. 2596 m)
Regione: Lombardia (SondrioItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Alpi Orobie

Provincia: Sondrio

Punto di partenza: Agneda (q. 1228 m)

Versante di salita: SW

Dislivello di salita: 1610 m - Totale: 3220 m

Tempo di salita: 5,00 h - Totale: 9,30 h

Periodo consigliato: estate - inizio autunno

Valle: Valle Agneda - Altre cime della Valle Agneda
Punti di appoggio: Rif. Mambretti (q. 2004 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EE - A - II- - F (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: si
Cartografia: KOMPASS N. 93 – Bernina, Sondrio o N. 104 - Foppolo Valle Seriana 1:50000 e MERIDINI MONTAGNE – Alpi Orobie 1:30000
Autore: Piero Vardinelli Profilo di Piero Vardinelli - Altre salite dell'autore
Data della salita: 19/06/2011
Data pubblicazione: 30/06/2011
N° di visualizzazioni: 8085
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Introduzione:

Bellissima piramide rocciosa sulla catena che separa la Valle d’Arigna ad E dalla Val Caronno ad W, di fronte alle vette più elevate delle Orobie. La posizione isolata e decentrata rispetto alla catena principale e l’altezza considerevole, lo rendono un belvedere giustamente rinomato. Il panorama di vetta sui tremila del gruppo è veramente eccezionale, ma è molto interessante anche sulla dorsale retica Corna Mara-Cime di Rogneda-Vetta di Ron, mentre all’orizzonte lontano sfilano gran parte delle vette dell’Arco Alpino, dall’Oberland Bernese ad W all’Adamello ad E. Il largo e ripido versante SW è la sede della via normale di salita dal versante meridionale. L’itinerario proposto qui di seguito non è però la via normale, che passa più a destra (SE), ma è quello più diretto e si svolge lungo il costone centrale, di erba e salti di roccia, posizionato a destra (salendo) dell’emissario del Lago di Rodes. Il percorso si svolge su pendii erbosi abbastanza ripidi e risalti da aggirare ed è quindi riservato ad escursionisti esperti.


Accesso:

Provenendo da Morbegno, al termine della tangenziale di Sondrio si prende la strada per Piateda e poi si prosegue per Piateda Alta, Vedello e Agneda. Da Vedello la strada è sterrata, i tornanti e alcuni tratti sono comunque con il fondo cementato. Raggiunto Agneda si prosegue per circa 600 m lungo la stradina che s’inoltra nella piana del Torrente Caronno, fino al parcheggio di un’area picnic. Da qui in avanti sulla stradina vige il divieto di transito per i veicoli non autorizzati.


Descrizione della salita:

Dal parcheggio si prosegue lungo la stradina sulla sinistra idrografica, il percorso inizialmente è quasi pianeggiante, poi sotto la diga diventa più ripido e dopo aver superato diversi tornanti si giunge ad un bivio. Qui abbandoniamo la stradina e, seguendo le indicazioni di un cartello, proseguiamo a sinistra, sul sentiero segnalato per il Rifugio Mambretti. Poco oltre si attraversa il torrente sopra un ponte e si inizia a salire con numerose svolte nel bosco. Dopo aver superato la casa del guardiano della diga si prosegue in piano sulla riva sinistra (salendo) del Lago di Scais. Raggiunte le Case di Scais (q. 1547 m) si seguono le indicazioni di un cartello che indica le Baite Caronno a 0.20 e si prosegue a sinistra. Poco dopo si entra di nuovo in un bosco, per uscirne definitivamente in vista dell’ampia radura delle Baite Caronno (q. 1610 m) (vedi prima immagine di dettaglio). Il sentiero prosegue ora ad E delle baite, attraversa in rapida successione due ponticelli in legno e circa 200 m dopo aver superato il secondo ponte, conduce ad un bivio segnalato. Il sentiero principale per il Rifugio Mambretti, raggiungibile in meno di un’ora di cammino, prosegue sulla destra, noi invece seguendo le indicazioni di un cartello svoltiamo a sinistra, per l’Alpe Rodes (Baita le Moie di Rodes). Questo sentiero all’inizio poco evidente nel prosieguo diventa più marcato, ma non segnalato e sale ripido e con numerose svolte al margine destro di un fitto bosco di conifere, fino a raggiungere un pianoro con alcune baite completamente diroccate. Si prosegue poi su di un dosso con radi alberi e si arriva sopra un poggio, dal quale si domina la bellissima conca acquitrinosa della Baita le Moie di Rodes (q. 1920 m), che si trova una trentina di metri più in basso.

Raggiunta la baita (vedi seconda immagine di dettaglio) si prende il sentiero segnalato che traversa a sinistra (NW), poi compie alcune svolte e, sempre verso sinistra, raggiunge un torrente, che è l’emissario del Lago di Rodes. Appena superato il torrente si abbandona il sentiero e si risale in linea retta un ripido ma facile pendio erboso, proprio di fianco al torrente. Dopo circa 200 m di salita si raggiunge un vasto pianoro (vedi terza immagine di dettaglio) e fin qui l´itinerario è in comune con l´altra relazione della cresta WNW. Si traversa ora verso destra e dopo aver superato l’emissario sopra citato, si sale un ripido ma facile canale erboso che nella parte superiore presenta alcune facili roccette. Al termine del canale abbiamo raggiunto il dorso del costone erboso centrale, l´emissario rimane a sinistra. Si prosegue nella ripida ascesa prevalentemente a sinistra del filo di cresta, cercando il percorso migliore per aggirare i risalti. In alto il percorso diventa più roccioso, ma sempre facile e si sale fino alla conca del Lago di Rodes (q. 2596 m). Dopo aver aggirato il lago a destra, si sale verso l´edificio sommitale roccioso, che può essere superato:
a) per mezzo di una rampa detritica da sinistra a destra, che conduce sulla cresta SE, seguendo la quale si arriva abbastanza facilmente in vetta;
b) risalendo un canaletto incassato, sotto la verticale di vetta, molto ripido e delicato in presenza di neve e poi per l’ultimo tratto di cresta SE.
c) Arrampicando le ripide (II°-) e un poco instabili roccette della costola a destra dell’itinerario b), come nel mio caso.


Discesa:

Come per la salita.


Note:

Nota 1
L’itinerario proposto, da me già percorso nel 1995, è quello che ho seguito in discesa nella traversata della montagna, vedi relazione: Pizzo di Rodes (cresta WNW).
Nota 2
Le cartine della Kompass riportano un sentiero che dalla Baita le Moie di Rodes sale al Pizzo di Rodes lungo il costone centrale da me percorso, ma personalmente non mi risulta la presenza di tale sentiero. Meglio la cartina di Meridiani Montagne.
AGGIORNAMENTO
Nella nuova edizione delle cartine della Kompass, il sentiero sopra citato, non compare più.
Nota 3
Il Rifugio Mambretti è generalmente chiuso, le chiavi vanno richieste al CAI di Sondrio.
Nota 4
In caso di pernottamento al Rifugio Mambretti, per raggiungere la Baita le Moie di Rodes, non è necessario scendere fino al bivio citato nella relazione. Un centinaio di m sotto il rifugio un sentiero segnalato traversa verso N e raggiunge il poggio dal quale si domina la conca acquitrinosa, ricollegandoci in questo modo con l’itinerario di salita.


© VieNormali.it

Via Normale Pizzo di Rodes - Immagine ripresa dalle Baite Caronno (q. 1610 m) Via Normale Pizzo di Rodes - In basso a destra l’Alpe Rodes (Baita le Moie di Rodes) Via Normale Pizzo di Rodes - Dal pianoro, l’accesso al costone centrale
Immagine ripresa dalle Baite Caronno (q. 1610 m) In basso a destra l’Alpe Rodes (Baita le Moie di Rodes) Dal pianoro, l’accesso al costone centrale

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Revisione: relazione rivista e corretta il 17/03/2013 dalla redazione di VieNormali.it

  


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