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Monte del Forno - 3214 m


Relazione della salita - Cima n° 1794


Via Normale Monte del Forno
Il Monte del Forno da S
Regione: Estero (EsteroSvizzere

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Masino

Provincia: Estero

Punto di partenza: Passo del Maloja (q. 1810 m)

Versante di salita: S

Dislivello di salita: 1430 m - Totale: 2860 m

Tempo di salita: 5,30 h - Totale: 10,00 h

Periodo consigliato: estate

Valle: Val Bregaglia - Altre cime della Val Bregaglia
Punti di appoggio: Capanna del Forno (q. 2574 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EEA - A - II - PD- (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: si
Cartografia: CARTA NAZIONALE DELLA SVIZZERA N. 1276 – Val Bregaglia 1:25000, N. 1296 – Sciora 1:25000
Autore: Piero Vardinelli Profilo di Piero Vardinelli - Altre salite dell'autore
Data della salita: 23/09/2014
Data pubblicazione: 06/01/2011
N° di visualizzazioni: 7044

Introduzione:

Il Monte del Forno si eleva ad W del Passo del Muretto che è il confine geografico fra il Gruppo del Bernina e quello del Masino-Bregaglia ed è quindi una delle ultime vette ad oriente di quest’ultimo gruppo. È una montagna molto panoramica, dall’aspetto massiccio e con due distinte cime, quella principale è la SE (q. 3214 m), collegata alla NW (q. 3178 m) da una lunga e poco inclinata cresta che, se osservata da E o da W, conferisce alla vetta l’aspetto di un singolare trapezio. Da S, dai pressi della Sella del Forno, appare invece come una grande cupola, sorretta da una fascia verticale di scure rocce anfibolitiche. Ma il suo quadro migliore il Monte del Forno lo offre da SE, dall’Alpe dell’Oro, mostrandosi come bella e isolata piramide.
Con i vicini Pizzi dei Rossi costituisce un piccolo massiccio ricoperto da diversi ghiacciai di modeste dimensioni e a forma di placca, situati nella parte più elevata dei versanti NE, N e W. La montagna è anche lambita, al margine inferiore del versante W, dalla Vadrec del Forno, il ghiacciaio più esteso dell’intero Gruppo Masino-Bregaglia-Disgrazia.
L’escursione riportata qui di seguito rappresenta la traversata del Monte del Forno ed in sintesi prevede: partenza dal Passo del Maloja, Val Forno, Capanna del Forno, vetta del Monte del Forno, discesa verso il Passo del Muretto, Val Muretto e ritorno al Passo del Maloja.
Senza dover affrontare l´impegnativa ascesa alla vetta, la traversata Val Forno - Val Muretto è una gita già di per sé entusiasmante e alla portata di ogni buon escursionista. Ricca di bellissimi ambienti naturali, come le radure e i boschi che circondano il Lago di Cavloc e di panorami spettacolari che si possono ammirare lungo tutto il percorso, ma in particolare da sopra la Sella del Forno, sulla N del Disgrazia. Infine non priva anche di luoghi d’importanza storica, come il Passo del Muretto, noto fin dal tempo dei Romani e che costituiva la più importante via di comunicazione fra la Valtellina e l’Engadina, fino all’apertura della strada del Maloja.
La presenza della Capanna del Forno permette di affrontare comodamente l’escursione in due giorni, ma se discretamente allenati, l’intero percorso può essere affrontato in giornata, con un tempo di percorrenza totale di circa dieci ore.


Accesso:

Da Chiavenna (SO) si segue la strada per il Passo del Maloja, fino a poco prima dell’ultimo tornante che precede il passo. Qui si imbocca una stradina verso S, che permette di accedere alla Val Forno e la si percorre per una cinquantina di metri, fino ad un ampio parcheggio.


Descrizione della salita:

NUOVA DESCRIZIONE DEL PERCORSO REDATTO IN COLLABORAZIONE CON GIORGIO LEONI, SALITO AL MONTE DEL FORNO IN DATA 23-09-2014

(LA VECCHIA RELAZIONE DI SALITA E DISCESA DEL 23-08-2003, RIPORTATA NELLA NOTA 2, ASSUME ORA UN VALORE PURAMENTE STORICO, DATO CHE NELL’ITINERARIO SONO INTERVENUTE DELLE IMPORTANTI VARIAZIONI).

Dal parcheggio si segue una strada sterrata che verso SE conduce alle case di Orden e più avanti, attraversa il ponte sul torrente Orlegna. Il successivo promontorio del Bosch da la Furcela (q. 1997 m) viene aggirato ad E e in breve si raggiungono le rive del bellissimo Lägh da Cavloc (q. 1907 m) e poi l’Alp da Cavloc (q. 1911 m), dove termina la stradina. Un bel sentiero a mezzacosta conduce a Plan Canin e, tralasciate le indicazioni per il Passo del Muretto, si segue, verso destra, il sentiero segnalato che si addentra nel lungo vallone che precede la fronte della Vedretta del Forno.
Qui, nei pressi di un grosso masso di granito ove è apposta una targa con l’indicazione Rifugio del Forno 1 ora, il sentiero attraversa su un ponte il torrente glaciale e si porta sul lato destro orografico della valle. Appena dopo il ponte si trovano le indicazioni per la Capanna del Forno e si seguono le paline di legno e i segni bianchi e rossi che risalgono la morena. Alla sommità della morena il sentiero spiana leggermente e con un traverso in direzione S ci porta alla Capanna del Forno (q. 2574 m).
Dietro il rifugio inizia il sentiero segnalato che sale verso E, su chine rocciose e residui di nevai e conduce alla Sella del Forno (q. 2768 m). Da qui, senza oltrepassare la sella, si seguono le tracce che risalgono l’ampia cresta S del Monte del Forno. Raggiunta una sella a circa (q. 3000 m), evidenti segnalazioni indicano il percorso in discesa per il Passo del Muretto. Qui conviene individuare bene e memorizzare la posizione di un paletto di segnalazione che si trova a circa duecento metri sotto in direzione E al termine di un nevaio in posizione leggermente rialzata. Una volta individuato il paletto sarà più facile trovare la via di discesa al Passo del Muretto.
Per raggiungere la vetta del Monte del Forno si continua invece a seguire, su tracce di sentiero, l’ampio crestone S, fin sotto l’edificio sommitale. La bastionata rocciosa viene aggirata verso W, fino ad individuare una stretta fascia trasversale (da W ad E) di rocce chiare, attrezzate con una catena moschettonabile, che vengono raggiunte risalendo un ripido gradino roccioso di alcuni metri (questa fascia di rocce chiare è ben visibile nell’immagine principale, dove manca la linea rossa).
Appena sotto la fascia si trova un comodo terrazzino ove indossare il casco, l’imbrago e preparare il kit da ferrata. Qui si può lasciare lo zaino e quello che non serve per la salita. Il primo pezzo della catena penzola un tre metri sopra il terrazzino, per cui bisogna raggiungere la catena arrampicando sfruttando i numerosi appigli ed appoggi. All’attacco della catena sono stati predisposti due fix per organizzare eventualmente una sosta e fare sicura, in questo breve tratto, a chi segue.
Una volta raggiunta la catena si sale prima un tratto verticale e poi in diagonale, senza particolari difficoltà, lungo la fascia di rocce chiare. Dopo circa quaranta metri la catena riprende a salire in verticale e termina all’attacco di un camino. Qui è stata posizionata una grossa corda, un canapone in poche parole, che assicura un’ottima sicurezza nella risalita del camino di circa venti metri e che presenta difficoltà di II+. Al termine del camino cessano le difficoltà e seguendo poi il successivo pendio di sfasciumi con residui di neve, si raggiunge finalmente l’ampia vetta.
Prima di iniziare la salita è importante informarsi presso il gestore della Capanna del Forno riguardo l’agibilità o meno del percorso attrezzato.


Discesa:

Come per la salita fino alla sella a circa (q. 3000 m) sulla cresta S, dove inizia la discesa sul versante della Valmalenco.
Qui individuato il nostro paletto lo si raggiunge per poi proseguire in direzione NE cercando, con attenzione, il paletto successivo e le segnalazioni bianche e rosse. Si scende lungo una zona di massi instabili e pietraie interminabili, abbassandosi per balze in alcuni passaggi attrezzate con corde. Mano a mano che si scende le segnalazioni risultano più numerose e visibili e compare una traccia di sentiero.
In vista del Passo del Muretto si trova un serbatoio di raccolta dell’acqua che serve una costruzione posta sullo sperone che divide la sella occidentale da quella orientale del Passo del Muretto. Qui ci si può dissetare ed effettuare una provvista d’acqua prima della lunga discesa. Raggiunta la sella occidentale del passo (q. 2581 m), si oltrepassa il promontorio che divide in due il valico e si raggiunge la sella orientale (q. 2562 m).
Da qui si segue l’evidente sentiero che scende nell’angusta Val Muretto e a Plan Canin ci si ricollega con l’itinerario di salita e si ritorna al Passo del Maloja.


Note:

NOTA 1
Note personali di Giorgio Leoni:
Ad inizio stagione occorre avere: ramponi, casco, imbrago, kit ferrata, moschettoni ed un paio di cordini per un eventuale prusik sul canapone o per la sosta all´attacco della catena. A fine stagione i ramponi non servono.
Con la presenza della catena e del canapone la corda non è indispensabile.
Raccomanderei molto di effettuare la salita con tempo bello e stabile, pena il non ritrovare i paletti ed i segni bianchi e rossi nella discesa al passo del Muretto.
La copertura cellulare è buona sopratutto sul versante italiano della Valmalenco. Anche in cima non ci sono problemi sia con la linea che con il 3G.

NOTA 2
DESCRIZIONE SALITA 23-08-2003
Dal parcheggio si segue una stradina sterrata e pianeggiante che verso SE conduce alle case di Orden e più avanti, attraversa il ponte sul torrente Orlegna. Il successivo promontorio del Bosch da la Furcela (q. 1997 m) viene aggirato ad E e in breve si raggiungono le rive del bellissimo Lägh da Cavloc (q. 1907 m) e poi l´Alp da Cavloc (q. 1911 m), dove termina la stradina. Un bel sentiero a mezzacosta conduce a Plan Canin e, tralasciate le indicazioni per il Passo del Muretto, si segue, verso destra, il sentiero segnalato che si addentra nel lungo vallone che precede la fronte della Vedretta del Forno.
Il ghiacciaio è facile e apparentemente privo di crepacci, ma è noto che la massa glaciale subisce continui mutamenti. Inoltre, la presenza di avvallamenti, anche se poco profondi, consigliano prudenza e un adeguato equipaggiamento. Seguendo le indicazioni che la precedono, la fronte del ghiacciaio viene risalita sulla sinistra idrografica. Si volge poi gradualmente verso il centro del vallone e proseguendo in direzione delle paline disseminate sul ghiacciaio, ci si sposta verso E, fino a raggiungere il sentiero sulla ripida morena laterale. Seguendolo, in breve si arriva alla Capanna del Forno (q. 2574 m).
Dietro il rifugio inizia il sentiero segnalato che sale verso E, su chine rocciose e residui di nevai e conduce alla Sella del Forno (q. 2768 m). Da qui, senza oltrepassare la sella, si seguono le tracce che risalgono l’ampia cresta S del Monte del Forno. Raggiunta una sella a circa (q. 3000 m), evidenti segnalazioni indicano il percorso in discesa per il Passo del Muretto. Per raggiungere la vetta del Monte del Forno si continua invece a seguire, su tracce di sentiero, l’ampio crestone S, fin sotto l’edificio sommitale. La bastionata rocciosa viene aggirata verso W, fino ad individuare una stretta fascia trasversale, da W ad E, di rocce chiare, attrezzate con corde fisse, che vengono raggiunte risalendo un ripido gradino roccioso di alcuni metri (questa fascia di rocce chiare è ben visibile nell´immagine principale, dove manca la linea rossa). Alla fine del percorso attrezzato, che nell´estate del 2003 termina nel bel mezzo della parete S, si offrono 2 possibilità:
1°) si arrampica sulla ripida parete sovrastante, per una decina di metri, con passaggi di II°+, fino a raggiungere le facili rocce rotte della parte superiore (l´itinerario che ho percorso in salita);
2°) si traversa, in piano e verso destra, una cengia di 7/8 m, stretta ed esposta, che conduce a delle rocce ripide che fiancheggiano, a sinistra, uno stretto canale (questo canale che taglia in verticale tutta la parete, presumo sia la via normale di II° grado riportata dalle guide alpinistiche). Poi si risalgono queste rocce al limite del canale, con passaggi di II, fino a raggiungere, come al punto 1°), le facili rocce rotte della parte superiore (l´itinerario che ho percorso in discesa).
In entrambi i casi, raggiunto il margine superiore della bastionata, terminano le difficoltà. Qui alcuni spezzoni di corda legati attorno a delle rocce, dopo averne verificato la solidità, possono essere utilizzati per un’eventuale discesa in corda doppia. Seguendo poi il successivo pendio di sfasciumi con residui di neve, si raggiunge facilmente l’ampia vetta. Prima di iniziare la salita è importante informarsi presso il gestore della Capanna del Forno, riguardo l’agibilità o meno del percorso attrezzato con corde fisse.
DESCRIZIONE DISCESA del 23,08,2003
Come per la salita, fino alla sella a circa (q. 3000 m) sulla cresta S, dove inizia la discesa sul versante della Valmalenco. Inizialmente si traversa in direzione NE un nevaio, a cui fa seguito il superamento di una facile fascia rocciosa. Le segnalazioni non sono sempre evidenti ma il percorso da seguire è logico e su massi, a volte instabili, si continua la discesa verso lo zoccolo roccioso alla base della cresta E del Monte del Forno. Il sentiero si rende di nuovo visibile poco sopra lo zoccolo citato e, dopo averlo superato, le tracce traversano verso NNW, in direzione del Passo del Muretto. Raggiunta la sella occidentale del passo (q. 2581 m), si oltrepassa il promontorio che divide in due il valico e si raggiunge la sella orientale (q. 2562 m). Da qui si segue l’evidente sentiero che scende nell’angusta Val Muretto e a Plan Canin ci si ricollega con l’itinerario di salita e si ritorna al Passo del Maloja.

NOTA 3
Le immagini di dettaglio n. 2 e n. 3 hanno solo valore storico.


© VieNormali.it

Via Normale Monte del Forno - Sulla Vadrec del Forno, nella torrida estate del 2003 Via Normale Monte del Forno - Passaggi di II+ sulla parete sopra le corde fisse. Via Normale Monte del Forno - Panorama di vetta verso il Disgrazia e il bacino del Forno
Sulla Vadrec del Forno, nella torrida estate del 2003 Passaggi di II+ sulla parete sopra le corde fisse. Panorama di vetta verso il Disgrazia e il bacino del Forno

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Revisione: relazione rivista e corretta il 06/10/2014 dalla redazione di VieNormali.it

  


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