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La Prima Cima Venezia, dalla Seconda Cima Venezia |
Regione: Trentino Alto Adige (Trento) Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Ortles Cevedale Provincia: Trento Punto di partenza: Centrale elettrica di Malga Mare (q. 1972 m) Versante di salita: NE Dislivello di salita: 1700 m - Totale: 3400 m Tempo di salita: 5,00 h - Totale: 9,00 h Periodo consigliato: estate |
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Il Gruppo della Cima Venezia è costituito da 3 distinte vette e rappresenta
il punto più elevato della lunga costiera spartiacque che dal Cevedale
volge verso E, fino alla Cima Lorchen, separando di fatto la Val Martello a N
dal bacino del Càreser a S.
La Prima Cima Venezia, la più elevata, è la punta SW (q. 3386 m); circa 250 m a NNE della Prima c´è la Seconda Cima Venezia (q. 3371 m) e infine, circa 430 m a NE della Seconda, si trova la Terza Cima Venezia (q. 3356 m). Esse sono collegate da selle poco profonde e da creste facili che consentono un concatenamento di soddisfazione per la varietà dell´ambiente e per il panorama giustamente celebrato sul Gruppo dell´Ortles-Cevedale.
Nella presente relazione viene proposta la traversata di creste che a nostro avviso è la più semplice: dalla Vedretta del Càreser si sale alla spalla (q. 3322 m), situata poco a W della sella (q. 3229) e da qui si segue la cresta che conduce alla Terza poi alla Seconda ed infine alla Prima Cima Venezia. In condizioni normali il percorso è abbastanza facile. Anche l´attraversamento del Ghiacciaio del Càreser che si è molto ridotto in questi ultimi decenni e non presenta crepacci, è semplice.
Piccozza e ramponi è meglio averli al seguito, mentre la corda per escursionisti esperti non è indispensabile.
Dettagli della salita nella sezione fotoscalate.
Dalla strada per il Passo del Tonale, presso la località Fucine di Ossana, si prende la deviazione per la Valle di Pèio. Dopo 6 km si arriva a Cògolo e da qui, seguendo la carrozzabile della Val de la Mare, si giunge dopo 10 km al parcheggio presso la centrale elettrica di Malga Mare.
Dal parcheggio si segue il sentiero segnalato che verso N conduce a Malga Mare (q. 2031 m). Dietro la malga si entra in una zona boschiva e dopo aver superato alcuni dossi si arriva a un bivio, dove si abbandona il sentiero per il rifugio Larcher con il segnavia n. 102 e si segue invece, verso NE, il sentiero con il segnavia n. 146 che conduce al Lago Lungo (q. 2553 m).
Dopo aver costeggiato ad W il lago, in breve si arriva a un secondo bivio con il sentiero che sale dal rifugio citato. Si prosegue ora verso NE con il segnavia n. 104 e dopo un tratto ripido si arriva alla conca delle Pozze. Tralasciando a sinistra le tracce per il Passo Vedretta Alta, si aggira a S la più meridionale delle pozze (q. 2761 m) e si risale verso NE una specie di lungo canale, che conduce al passaggio di (q. 3140 m) sulla cresta NW della Cima Lagolungo.
Il ghiacciaio del Càreser su molte cartine è ancora raffigurato con una copertura glaciale compatta e molto estesa, ma nel corso degli ultimi decenni ha subito una notevole riduzione di estensione e di spessore, evidenziato dall´emergere di diverse costole rocciose.
Dal passaggio sulla cresta bisogna quindi scendere sul pendio detritico e dopo aver attraversato le morene verso NE, si raggiungono i resti del ghiacciaio. Traversando a lungo sempre in direzione NE, si punta a un canaletto sotto la Punta Martello, che permette di accedere a una cresta nevosa e, senza passare dalla sella (q. 3229 m), si raggiunge la spalla (q. 3322 m).
Seguendo il divertente filo di cresta, con brevi saliscendi, si raggiunge la Terza Cima Venezia e poi la successiva Seconda Cima Venezia. Da quest´ultima si scende ad una stretta sella, dove inizia un ripido ed aereo filo di cresta nevoso che conduce in vetta alla Prima Cima Venezia.
Dalla vetta si ritorna alla sella con la Seconda Cima Venezia. Da qui si scende facilmente su rocce frantumate e sfasciumi nel canale fra le due cime, verso SE, fino a raggiungere il ghiacciaio del Càreser, ricollegandoci quindi con l´itinerario di salita. Abbiamo ora 2 possibilità:
1°) Ritornare al parcheggio seguendo l´itinerario di salita;
2°) scendere sul ghiacciaio verso SSE, fino alla fronte. Per avvallamenti e pendii detritici, prestando attenzione ai salti rocciosi, si giunge nel vallone a NE del Lago del Càreser. Dopo aver attraversato il torrente immissario, si segue il sentiero sulla sponda E del lago e si ritorna al parcheggio sul sentiero con il segnavia n. 123 (l´itinerario da noi seguito).
Il collegamento fra i Rifugi Larcher e Dorigoni attraverso il passaggio di (q. 3140 m) è reso difficoltoso dal considerevole ritiro della Vedretta del Càreser. Allo scopo di collegare più facilmente i 2 rifugi, nell´estate del 2010 è stato approntato un nuovo itinerario. Segnalato con bolli gialli, ha inizio presso il Lago del Càreser e dopo aver aggirato il lago sulla riva N, prosegue nell´avvallamento dell´immissario, fino a raggiungere la fronte del ghiacciaio. Da qui, per raggiungere il rifugio Dorigoni si prosegue sul vecchio itinerario attraverso la Bocca di Saènt, ma ovviamente il percorso può essere utile anche per l´accesso alla Cima Venezia.
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| A sinistra la Prima Cima Venezia, dal passaggio di (q. 3140 m) | Sulla vetta della Terza Cima Venezia | Panorama dalla Prima Cima Venezia, verso WNW |
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