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L’itinerario di cresta, dalla vetta del Pizzo di Gino |
Regione: Lombardia (Como) Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Camoghè Provincia: Como Punto di partenza: S. Nazzaro Val Cavargna, località Tecchio (q. 1300 m) Versante di salita: ESE Dislivello di salita: 1600 m - Totale: 3200 m Tempo di salita: 7,00 h - Totale: 9,00 h Periodo consigliato: estate - inizio autunno |
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È sicuramente una delle più belle traversate delle Prealpi Comasche, molto panoramica e abbastanza facile. Buona parte del percorso coincide con il sentiero segnalato dell’Alta Via del Lario, ma in particolare nel tratto tra la Cima Pianchette e il Pizzo di Gino, il sentiero, che traversa poco sotto il filo di cresta, supera ripidi pendii erbosi e cenge esposte ed è quindi sconsigliato a chi soffre di vertigini e in presenza di neve. Un altro passaggio delicato è l’intaglio a S della (q. 2087 m), a metà strada fra il Monte Marnotto e il Monte Bregagno. Comunque, nulla di particolarmente impegnativo e alla portata di ogni buon escursionista.
L’intera traversata può essere affrontata in giornata, ma per chi proviene da lontano, ottimo punto d’appoggio è il Rifugio Croce di Campo (q. 1739 m), di proprietà del Comune di San Bartolomeo Val Cavargna. Si raccomanda di avvisare il gestore per eventuali pernottamenti.
L´itinerario della traversata in sintesi è il seguente: partenza dalla località Tecchio che si trova sopra il paese di San Nazzaro, Rifugio Croce di Campo, cresta SSW della Cima Pianchette fino a (q. 1840 m), traversata verso il Monte Tabòr dove, poco prima di raggiungerlo, s´incrocia l’Alta Via del Lario. Seguendo poi tale sentiero che aggira a S le varie cime, si raggiunge il Monte Bregagno. Il ritorno prevede l’intero percorso di cresta, aggirando eventualmente le quote senza nome fra il Bregagno e il Marnotto. Fra la Cima Pianchette e il Pizzo di Gino, in alternativa al sentierino che traversa poco sotto il filo, si può seguire integralmente la cresta, che però è abbastanza impegnativa ed esposta (PD).
Da Menaggio sul Lago di Como si segue la strada per Porlezza sul Lago di Lugano. Poco prima di giungere a Piano Porlezza si prende la deviazione per la Val Cavargna e si sale fino a San Nazzaro Val Cavargna. Al margine NW del paese, in località S. Antonio, si segue la strada asfaltata che al termine della pineta giunge ai bungalow di Tecchio, dove si parcheggia in alcune piazzole ai lati della strada. Dopo i bungalow la strada prosegue ancora asfaltata per alcune centinaia di metri ma con scarse possibilità di parcheggio ed inoltre bisogna pagare il transito.
Dai bungalow di Tecchio si segue la strada che costeggia a E Il Sasso (q. 1437 m) e prosegue poi con ampi tornanti fino al Rifugio Croce di Campo (q. 1739 m). Il percorso fra i tornanti può essere accorciato seguendo una traccia che sale in linea retta i prati. Sopra il rifugio si inizia a salire l’elementare cresta SSW della Cima Pianchette che dopo un breve pendio erboso prosegue pianeggiante per un lungo tratto. L’ampio versante SE della montagna è percorso trasversalmente da due evidenti sentieri, si segue quello più basso che inizia a (q. 1840 m) e che poco oltre raggiunge una presa dell’acqua.
Il sentiero traversa a lungo tutto il fianco S e SE della Cima Pianchette e poco prima di raggiungere la Bocchetta di Sebòl (q. 1979 m), non nominata sulla CNS, incrocia l’Alta Via del Lario. Seguendo tale sentiero si aggira a S il Monte Tabòr (q. 2079 m) e si arriva al Passo d’Aigua (q. 1954 m). Si supera poi il largo dosso erboso di (q. 2060 m) e si aggira a S la piccola cupola del Monte Marnotto (q. 2088 m).
Proseguendo senza difficoltà sul sentiero, si supera l’intaglio un poco esposto sotto la (q. 2087 m). Segue un ripido traverso in leggera discesa, al termine del quale il sentiero prosegue facilmente fino in vetta al Monte Bregagno (q. 2107 m), che si raggiunge dopo circa h 3,15 da Tecchio.
Dal Monte Bregagno si segue a ritroso il sentiero fino al pianoro che si trova pochi metri a S della vetta del Monte Marnotto. Raggiunta la vetta di questo monte, si segue fedelmente il filo di cresta che conduce in cima al Monte Tabòr e poi sulle diverse quote della cresta ESE della Cima Pianchette, fino a raggiungere questa vetta.
Dalla Cima Pianchette si scende al pianoro sottostante (circa 20 metri a SW) raggiunto dal sentiero dell’Alta Via del Lario e si segue questo sentiero in leggera discesa, poco sotto la cresta NW (vedi anche relazione: Cima Pianchette - Pizzo di Gino). Una catena facilita il superamento di una ripida placca, abbastanza esposta e in breve si arriva alla bocchetta (q. 2065 m), massima depressione fra la Cima Pianchette e il Pizzo di Gino.
Il sentiero segue ora la cresta ESE del Pizzo di Gino, poco sotto lo spartiacque. A un bivio si tralascia a destra l’Alta Via del Lario (segnalazioni con catena fissa) e si continua invece lungo il sentiero (non riportato sulla CNS), in diversi punti un pò esposto, che si mantiene sul versante meridionale dello spartiacque e a tratti sul filo.
Giunti sotto l’edificio sommitale, si tralascia un accenno di sentierino che traversa il versante S e si sale invece, verso destra, un ripido pendio erboso di una ventina di metri, che permette di raggiungere una bocchetta sulla cresta ESE. Il risalto roccioso all´inizio della cresta lo si aggira a destra e su facili rocce ed erba si arriva in vetta al Pizzo di Gino (q. 2245 m), circa h 7,00 da Tecchio.
La discesa dal Pizzo di Gino avviene per la via normale della facile cresta SW. Al primo tratto di cresta roccioso segue un ampio e lungo pendio erboso, che si scende senza percorso obbligato, fino a raggiungere il sentiero che traversa tutto il versante S della montagna. Seguendolo si raggiunge l’Alpe Piazza Vacchera (q. 1774 m), dove una stradina sterrata permette di ritornare nei pressi del Rifugio di Campo e da qui si ritorna al parcheggio, dopo circa h 8,30/9,00 di cammino.
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| La Cima Pianchette a sinistra e il sentiero che conduce verso il Bregagno | La Cima Pianchette a sin. e il Pizzo di Gino a destra, dal percorso di cresta | Il Pizzo di Gino, dal sentierino sotto la cresta |
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