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L’itinerario, da SW |
Regione: Lombardia (Como) Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Camoghè Provincia: Como Punto di partenza: S. Bartolomeo Val Cavargna, località Oggia (q. 1118 m) Versante di salita: SW Dislivello di salita: 970 m - Totale: 1940 m Tempo di salita: 2,15 h - Totale: 3,30 h Periodo consigliato: primavera - autunno |
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Il Monte Tabòr si trova sulla dorsale a N della Val Cavargna, a metà strada fra il Monte Bregagno a E e il Pizzo di Gino a W. È un cupolone erboso e panoramico, come tutte le cime di questa cresta ed è facilmente accessibile da tutti i versanti.
Da Menaggio sul Lago di Como si segue la strada per Porlezza e Lugano. Poco prima di giungere a Piano Porlezza (frazione di Carlazzo) si prende la deviazione per la Val Cavargna e si sale fino a San Bartolomeo. Al margine E del paese, presso la chiesetta di S. Rocco (q. 889 m), si prende una stradina stretta che in direzione N scende al torrente e poi sale ripida alla località Oggia (q. 1118 m). Poche decine di metri prima di raggiungere le case, si parcheggia negli spiazzi ai lati della strada.
La stradina è esente da pedaggio.
Dal parcheggio ci s´incammina sulla strada e poi lungo il sentiero cementato che sale al nucleo dell´abitato. Serpeggiando tra le case addossate le une alle altre si arriva al limite superiore dell’abitato, dove iniziano i prati. Qui s´imbocca il sentiero, segnalato da rari segnavia bianco-rossi, che inizia a sinistra di una recinzione e a destra di una presa dell’acqua che ha la forma di prua di una nave (vedi immagine principale della relazione: Pizzo di Sebol). Il sentiero sale nel bosco in direzione NNE, passa in prossimità di diversi ruderi e a un bivio si prende a sinistra, effettuando un traverso in questa direzione.
Poco sopra si esce dal bosco e si arriva in prossimità delle baite di Rus (q. 1316 m). Dopo averle superate, sempre su sentiero si sale in direzione NE fino al bivio non segnalato di (q. 1400 m). Qui si prende a destra, in direzione SE, una traccia non segnalata che obliqua sempre in questa direzione per circa 300 m, per prati, e conduce su di una sella molto larga della cresta meridionale del Tabòr. Poi, con percorso ormai ben evidente, si risale la costa erbosa in direzione N (da qui fino in cima al Tabor si segue sempre la dorsale erbosa). In breve si arriva su di una larga sommità, a circa (q. 1650 m) dove c’è un alto ometto di pietre, nominato Ometto Magn o Ometto del Poci, ben visibile anche dalla sottostante località Rus. Si segue poi la costa erbosa senza percorso obbligato, si supera il Pizzo di Sebòl (q. 1706 m) e si prosegue sull’ampia e adagiata dorsale SW del Monte Tabòr.
Presso la (q. 1990 m) si supera un elementare intaglio erboso, attraversato dal sentiero dell’Alta Via del Lario e poi si risale un pendio un po’ ripido ma senza difficoltà e si arriva sulla larga vetta del Monte Tabòr (q. 2079 m, h 2,15).
Abbiamo almeno 2 possibilità:
1) Come per la salita.
2) Effettuando la traversata Monte Tabor - Cima Pianchette, vedi relativa relazione.
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| Il Monte Tabòr, da WSW | Panorama verso il Monte Bregagno, dalla vetta | Nel mezzo, la punta del Pizzo di Gino, dalla vetta del Tabòr |
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