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Il Monte Mantello, da NE |
Regione: Lombardia (Sondrio) Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Ortles Cevedale Provincia: Sondrio Punto di partenza: Rif. Berni (q. 2541 m) sulla strada per il Passo di Gavia Versante di salita: SW Dislivello di salita: 1050 m - Totale: 2100 m Tempo di salita: 4,45 h - Totale: 8,30 h Periodo consigliato: estate |
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Il Monte Mantello è il primo rilievo della cresta che dalla Punta San Matteo
volge verso SW. Un bel cupolone nevoso con il versante settentrionale in parte ricoperto dal Ghiacciaio del Dosegù e quello meridionale roccioso e
dirupato che si eleva sopra le Vedrette di Val Piana e Villacorna. Viene raggiunto quasi esclusivamente lungo il bellissimo percorso di cresta che dal
Bivacco Battaglione Ortles conduce alla Punta San Matteo.
Con questa vetta il Mantello condivide anche il valore storico degli importanti
fatti d´armi avvenuti quassù nel corso dell´ultimo anno della Grande Guerra.
Entrambi capisaldi dell´esercito austro-ungarico, vennero conquistati dalle truppe
italiane il 13 agosto 1918. Tre settimane dopo, il 3 settembre, in quella che venne
definita la battaglia più alta della storia, gli austriaci riconquistarono
l´intera linea e la mantennero fino al termine delle ostilità, respingendo
gli italiani sulla Cima Dosegù e Villacorna.
Quest´ultima battaglia causò circa cento vittime, da entrambe le parti e fra queste
vi fu il valoroso capitano degli Alpini Arnaldo Berni, che assieme a
molti altri è ancora sepolto sotto questi ghiacciai.
Da S. Caterina Valfurva o da Ponte di Legno si segue la strada del Passo di Gavia. Sul versante tellino, 2 km prima del passo, si raggiunge il Rifugio Berni. Buone possibilità di parcheggio ai lati della strada.
Dal Rifugio Berni si segue in discesa la stradina che supera su di un ponte il Torrente Gavia e conduce all´ex Rifugio Gavia. Si tralascia a destra il sentiero con il segnavia n. 42 che risale un dosso per poi scendere nella Valle Dosegù con un´inutile perdita di dislivello. S´imbocca invece quello con il segnavia n. 25 che attraversa il Pian Bormino con brevi saliscendi e raggiunge il Ponte dell´Amicizia. Senza attraversare il ponte, si seguono le tracce di sentiero sulla sinistra idrografica fino a ricollegarci con il sentiero n. 42 che scende dal dosso di (q. 2637 m).
Le tracce segnalate portano a risalire verso SE un ripido pendio morenico, alla cui sommità è posto un gradino roccioso. I segnavia proseguono ora verso destra, in direzione SSE. Si sale fino ad entrare in una specie di avvallamento detritico, che precede le pozze che si sono formate in seguito al ritiro e attualmente all´estinzione, del Ghiacciaio del Passo di Dosegù I (fino al 1920 questo ghiacciaio era ancora collegato con il sottostante Ghiacciaio del Dosegù).
Le tracce segnalate proseguono sulla sinistra e rimontando rocce e canaletti si raggiunge senza difficoltà il Bivacco Battaglione Ortles (q. 3130 m) sulla cresta SSE del Pizzo di Val Umbrina. Il sentiero militare sale a sinistra di questa cresta, ma il percorso non è obbligato e fra i resti delle fortificazioni risalenti alla Grande Guerra, in breve si raggiunge la vetta del Pizzo di Val Umbrina (q. 3222 m).
Dopo questa vetta, la prima parte di cresta SW della Cima Villacorna è un´alternarsi di brevi saliscendi. Nel prosieguo diventa più ripida, ma facile e si sale prevalentemente a destra del filo. Si superano alcuni risalti e poi si affrontano gli ultimi 50 metri di cresta affilata e un pò esposta che conduce in vetta alla Cima Villacorna (q. 3447 m, vedi anche relazione e immagini di questa cima). Tempo di percorrenza, dal parcheggio al Pizzo di Val Umbrina circa h 2,30 e dal Pizzo alla Villacorna circa h 1,15.
Si scende dal versante opposto, lungo la cresta NE, prestando attenzione ad eventuali zone ghiacciate. La cresta è in parte nevosa e in parte rocciosa, discretamente affilata e conduce alla massima depressione fra la Villacorna e il Mantello.
La lama affilata di cresta, che si trova poco oltre la sella, è uno dei tratti più impegnativi (II+), una stretta ed esposta cengia l´attraversa un paio di metri sotto il filo, sul versante S. Si segue poi la cresta SW che, sebbene ripida, senza particolari difficoltà conduce in vetta al Monte Mantello (circa h 1,00 dalla Villacorna al Mantello).
Dalla cupola di vetta del Monte Mantello si scende lungo la cresta NE, in parte nevosa e in parte rocciosa. Raggiunta la sella fra il Mantello e la Punta San Matteo, si può:
a) salire al San Matteo per la cresta SW o per la cresta NW (vedi relazione a questa vetta);
b) appagarsi del bellissimo percorso di cresta e scendere lungo il Ghiacciaio del Dosegù, prestando attenzione ai crepacci e, a stagione inoltrata, ai ripidi tratti di ghiaccio vivo. Oltre il ghiacciaio ci si ricollega poi con l´itinerario di salita.
Per chi affronta la traversata in solitaria è consigliabile rifare l´itinerario di cresta, piuttosto che affrontare da soli il ghiacciaio. Oppure, e questo è il mio caso, aspettare una cordata che scende dal San Matteo e chiedere un passaggio. Gli amici Sergio e Rosanna acconsentirono.
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| L´affilato tratto di cresta tra Villacorna e Mantello | La Cima Villacorna, dalla vetta del Monte Mantello | Il San Matteo, dal Mantello |
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