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Sasso di Valfredda - 3009 m


Relazione della salita - Cima n° 335


Via Normale Sasso di Valfredda
Percorso di salita visto dalla C.Bachet
Regione: Veneto (BellunoItaliane

Alpi e Gruppo: Dolomiti - Alpi Dolomitiche - Gruppo Marmolada

Provincia: Belluno

Punto di partenza: Parcheggio presso il ponte della strada per il Rif. Fociade - P.so di S. Pellegrino (q. 1850 m)

Versante di salita: SW-S

Dislivello di salita: 1160 m - Totale: 2320 m

Tempo di salita: 5,00 h - Totale: 8,00 h

Periodo consigliato: luglio - ottobre

Valle: Valle di San Pellegrino - Altre cime della Valle di San Pellegrino
Punti di appoggio: Rif. Fociade (q. 1982 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EEA - AR - II - PD- (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: si
Cartografia: TABACCO N. 06 - Val di Fassa 1:25000
Autore: Roberto Ciri Profilo di Roberto Ciri - Altre salite dell'autore
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Data della salita: 16/07/2006
Data pubblicazione: 20/07/2006
N° di visualizzazioni: 6505

Introduzione:

Notevole cima che domina la vallata di Fuchiade e subito evidente salendo da Falcade al P.so di San Pellegrino. Insieme alle adiacenti Cima e Torre Formenton e i più discosti M. La Banca e P.zo le Crene forma uno splendido quadro panoramico delle Dolomiti, con i lunghi ghiaioni che scendono sulla verde valle del Pian de Schita cosparsa di massi crollati, in cui in estate pascolano branchi di cavalli. Lunga, faticosa e di un certo impegno la salita: alla notevole fatica della risalita dei ghiaioni fino alla forcella del pulpito di Fuchiade seguono infatti traversate e salite su terreno roccioso molto friabile, a tratti esposto, in ambiente integro con percorso da ricercare ed un passaggio di arrampicata per accedere alla cresta finale. Una via normale riservata solo ad escursionisti con esperienza su terreni rocciosi ed impervi.


Accesso:

Dal parcheggio seguire la strada sterrata con segnavia n. 607 che porta al Rif. Fociade (30'). Dal rifugio proseguire per il sent. 607 che costituisce una variante dell'Alta Via delle Dolomiti n. 2 e risale dei prati, si attraversa un torrente e si segue ancora il sentiero in piano fino ad un bivio con indicazione a sinistra per il P.so Cirelle. Al bivio seguire il sentiero verso destra che risale il prato sul fondo della Val Fredda, fino al ghiaione che scende dal P.so del Bachet. Risalire il ghiaione con un lungo traverso verso destra, fin dove si svolta a sinistra fino al suo margine superiore che racchiude una conca di massi crollati. Seguire verso destra il margine di erba e ghiaie per pochi metri fino ad u ometto di sassi e da qui entrare a sinistra nella conca di massi (ometti) e seguire la traccia che risale direttamente il ghiaione al centro. Risalire il faticoso ghiaione fin quando si incontra sul lato destro una traccia che ne risale il margine destro: invece di restare al centro del ghiaione conviene seguire tale traccia sulla destra per terreno più stabile. Raggiunta di nuovo la traccia iniziale in una svolta verso sinistra proseguire ancora verso destra, risalendo poi un costone di roccette e ghiaie e quindi ancora per ghiaie, fino a raggiungere la conca superiore con grossi massi crollati, ormai in vista della forcella con il pulpito di Fuchiade, grossa e tozza punta squadrata a destra della forcella. Attraversare la conca di massi e risalire direttamente il ripido ghiaione di grosso pietrame che scende dalla forcella, senza percorso obbligatorio e con minore fatica rispetto alla traccia che ne risale il margine sinistro (destra orografica), da utilizzare invece per la discesa. Solo nella parte alta tenersi a sinistra, raggiungendo la traccia di discesa, e traversando verso destra si raggiunge la larga forcella sotto il pulpito.


Descrizione della salita:

Dalla forcella traversare verso sinistra (ometti) il pendio di ghiaie, restando a destra della cresta, e risalire verso sinistra il friabile pendio con pendenza via via crescente, seguendo qualche traccia e piccoli ometti, puntando ad un intaglio della breve cresta ben visibile di fronte in alto. Giunti sotto l'intaglio traversare verso destra per stretta cornice un po' esposta, puntando ad un 'ometto di sassi presso l'intaglio stesso, raggiungerlo e scavalcare verso sinistra scendendo di poco sul versante opposto. Proseguire verso destra traversando con un obliquo in leggera salita il friabile e ripido pendio di ghiaie, roccette, strette cornici rocciose e cengette, facendo attenzione a seguire le poche tracce e piccoli ometti presenti. A metà pendio, subito oltre una costola di roccia, si trova un vecchio chiodo, utile per una eventuale assicurazione in discesa. Si prosegue oltre per terreno sempre friabile mapiù agevole, puntando ad un ometto su una spalletta di ghiaie, oltre il quale si entra nel canalone ghiaioso che scende da sinistra. Risalire tutto il canale fino alla sua sommità dove è sbarrato da una parete fessurata (possibile neve e ghiaccio fino a metà luglio) e qui traversare verso destra per ghiaie e più comoda traccia, fino ad incontrare un altro canale di ghiaie marroni che scende da un intaglio di cresta. Risalire il faticoso canale fino all'intaglio, facendo attenziona a non provocare cadute di sassi. Dalla forcella si apre una bella vista sulla parete sud della Marmolada e sulla sottostante Cima Ombrettola. Volgere a destra della forcella (ometti) e traversare per ghiaie raggiungendo subito una rampa-paretina rocciosa che sale verso sinistra. Risalirla verso sinistra fino ad un ometto sulla cresta (II-) e quindi traversare verso destra, puntando ad una nicchia. Risalire direttamente il salto roccioso della nicchia per roccia ben appigliata e un po' esposta (4m, II), uscendo sulla cresta sommitale. Seguire la cresta ghiaiosa senza difficoltà e raggiungere in breve la piccola croce di vetta (vecchio e rovinato libro di vetta in un borsello sotto i sassi).


Discesa:

Come per la salita. Dalla forcella del pulpito di Fuchiade scendere lungo la traccia all'estremità destra (orografica) del ghiaione, vicino ad una parete, su ghieie fini e veloci, fino alla conca di massi. Traversarla e raggiungere il centro del vallone, da cui si scende velocemente direttamente per il ghiaione fino alla conca di massi inferiore. Da qui seguire il sentiero di salita.


Note:

Salita molto faticosa che richiede buon allenamento ed esperienza. A seconda delle capacità personali la salita può essere effettuata anche senza l'utilizzo della corda, sebbene questa possa tornare utile per assicurare alcuni passaggi all'inizio della salita e sul tratto roccioso di accesso alla cresta finale, soprattutto in discesa e con compagni con poca esperienza. E' per altro necessario tenere presente la scarsità di ancoraggi naturali, data la friabilità della roccia, per cui possono tornare utili chiodi da roccia e martello per attrezzare eventuali soste. La cima, nonostante la fatica necessaria per raggiungerla, regala la soddisfazione della salita ad una vetta poco frequentata e con un panorama spettacolare su tutto il gruppo della Marmolada. La salita invernale non è consigliabile per oggettivo rischio di slavine nella traversata del versante Sud-est e per le difficoltà tecniche nella salita della cresta finale.


© VieNormali.it

Via Normale Sasso di Valfredda - Lungo il ripido canale Via Normale Sasso di Valfredda - Passaggio di accesso alla cresta Via Normale Sasso di Valfredda - Sulla cima con piccola croce
Lungo il ripido canale Passaggio di accesso alla cresta Sulla cima con piccola croce

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