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TRAVERSATA DI MONTAGNA A CURA DI IRENE GIROLA



Traversata dal Pizzo d'Orgnana al Madom da Sgiof


a cura di Irene Girola

La cresta dove si svolge la traversata dal Madom da Sgiof
La cresta dove si svolge la traversata dal Madom da Sgiof

Regione: Estero
Alpi: Svizzere - Alpi Occidentali - Lepontine - Gruppo Verzasca
Punto di partenza: Lavertezzo (q. 558 m)
Direzione di salita: S - N
Quota massima: 2265 m
Dislivello di salita: 2270 m
Dislivello totale: 4540 m
Tempo di salita: 8,00 h
Tempo totale: 12,00 h
Difficoltà: EEA - A - II - F+ (scala difficoltà)
Punti di appoggio: Capanna Alpe Nimi (q. 1718 m)
Tipo di salita: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Periodo consigliato: estate
Cartografia: CNS N 1272-1292 Campo Tencia e Valle Maggia
Attrezzatura:
Valutazione:


Introduzione:
L'itinerario qui proposto, si svolge in un ambiente selvaggio e impervio, ma, allo stesso tempo, di grandissima soddisfazione. La traversata in cresta dal Pizzo d’Orgnana fino al Madom da Sgiof, percorrendo un tratto dell'Alta Via, è indicata solo agli escursionisti più esperti . Fatta in giornata, questa traversata è molto lunga, pertanto è riservata solo ai più allenati (in alternativa, è comunque possibile spezzarla in due giorni, pernottando alla Capanna Alpe Nimi. Per raggiungere questo Rifugcio, tuttavia, è necessario compiere una deviazione al Passo di Nimi).

Accesso:
Da Como per A9 uscire a Bellinzona sud, dove si imbocca la cantonale per Locarno. Alla rotonda della Piana di Magadino, tenere per Gordola, quindi imboccare la Val Verzasca fino al paese di Lavertezzo. Il parcheggio è circa 400 m dopo il paese sulla sinistra (giornaliero CHF 10).

Descrizione:

Dal posteggio, tornare verso Lavertezzo per circa 400 metri, fino al caratteristico Ponte romani dei Salti. Una volta oltrepassato il Ponte, svoltare a destra e proseguire quasi in piano per una ventina di minuti lungo il sentiero che costeggia il Rio Verzasca fino alla località Piano (q. 585 m). Abbandonare il sentiero principale, quindi svoltare a sinistra in direzione della Val d'Orgnana. Il sentiero, ripido, percorre un belk bosco di castani e faggi e transita di fianco ad alcune belle cascatelle del Rio d'Orgnana. All'imbocco della Conca d'Orgnana, le pendenze si affievoliscono un poco, e il bosco, di conifere, si dirada, fino a scomparire del tutto nei pressi della diroccata Alpe d'Orgnana (q. 1550 m).

Dall'Alpeggio, il Passo omonimo, al centro della Conca, è ora ben visibile. Risalire l'erto vallone fino al piccolo bacino del Laghetto d'Orgnana (q. 1872 m) prima alla Bocchetta d'Orgnana (q. 1950 m) poi. Raggiunto il valico, poco più sotto, si incontrano i segnavia bianco-azzurri dell'Alta Via della Val Verzasca (VAV). Abbassarsi per pochi metri sul versante della Valle Maggia, quindi proseguire verso nord lungo l'Alta Via. Superati un paio di passaggi attrezzati con catene e una "piodata" (prestare attenzione se bagnata), si raggiunge l'imbocco di un canale (sulla destra), che porta in cresta. A questo punto, abbandonare il sentiero segnato, quindi risalire il suddetto canale erboso, seguendo delle rade tracce e, un attimo prima dell'uscita (dove il canale diventa un po' troppo ripido), svoltare decisamente a sinistra, e guadagnare la cresta. Per tracce e qualche rada roccetta, cercando di mantenersi piuttosto sul filo, si raggiunge, infine, l'omone di vetta del Pizzo d'Orgnana.

Dal Pizzo d'Orgnana proseguire in leggera discesa fino al Mott di Pegor (q. 2169 m). Questo tratto di cresta non presenta particolari difficoltà: il filo roccioso, infatti, è evitabile seguendo una traccia di sentiero sulla sinistra o, in alternativa, abbassandosi fino a riagganciarsi con il sentiero dell'Alta Via.

Dal Mott di Pegor, ci si abbassa di circa 100 m, rimanendo sempre sul filo di cresta (segnavia più che abbondanti) e, superata qualche roccia dove occorre appoggiare le mani per mantenere l'equilibrio, si raggiunge la base della, così nominata sulla CNS, "Cima". Risalire la dorsale erbosa e rocciosa fino all'ometto di vetta della Cima (q. 2100 m).

Dalla Cima, occorre abbassarsi di una sessantina di metri, e, superati alcuni saltini rocciosi (I+ ), si guadagna il Passo di Nimi (q. 2048 m), valico che mette in comunicazione la Valle Maggia con la Val Verzasca. Dalla Bocchetta, proseguire sempre sul filo di cresta. Alla (q. 2150 m circa), il sentiero segnato devia verso destra, spostandosi sul versante della Val Verzasca. Ignorare tale deviazione, quindi continuare lungo il filo, a tratti un po' esposto, in direzione di un evidente castello roccioso sormontato da un ometto. Raggiunta la base di questo roccione squadrato, occorre sormontarlo (passi di II). Percorrere l'aereo filo roccioso (radi segnavia bianco-azzurri oramai sbiaditi), fino all'omino di vetta della Cima di Nimi (q. 2191 m) Questo tratto di cresta comporta un paio di passaggi di II.

Dalla Cima di Nimi, con percorso non obbligato, abbassarsi fino a riagganciarsi con il sentiero dell'Alta Via e, senza particolari difficoltà, su larga cresta erbosa, raggiungere la successiva Cima di Bois (q. 2259 m).

Dalla Cima di Bois, ci si abbassa di un 15 metri fino a raggiungere l'inizio della cresta vera e propria. Rimanendo sul filo, si supera qualche blocco roccioso, fino ad incontrare delle catene e delle staffe che facilitano la discesa. Sempre in leggera discesa si raggiunge un salto roccioso, che si supera abbassandosi verso sinistra, sul versante della Valle Maggia. Dopo un breve ed un po' esposto traverso, la traccia ricomincia a salire. A questo punto, si ritorna nuovamente sul filo di cresta che, roccioso ma mai impegnativo, porta alla base della cresta SW del Madom da Sgiof. Risalire gli ultimi metri della ripida e larga dorsale fino a guadagnare la vetta del Madom da Sgiof (q. 2265 m).

Discesa:
Dalla vetta del Madom da Sgiof, scendere lungo la cresta ENE e raggiungere l'Alpe di Sgiof (q. 1728 m). Il sentiero, sotto agli alpeggi, prosegue fino all'Alpe Cansgell (q. 1525 m). Qui ricompaiono i segnavia (giallo-blu), che erano scomparsi all'altezza dell'Alpe di Sgiof. Seguire il poco evidente sentiero (ma sempre ben segnalato) fino a ricongiungersi con il sentiero del fondovalle, dal quale Lavertezzo si raggiunge in circa 30/35 minuti.

Note:
Durante la traversata, consiglio di portare un pezzo di corda (non strettamente necessaria ma utile nel tratto tra la Cima Bois e il Madom da Sgiof) e, se effettuata a inizio o fine stagione, i ramponi e la piccozza sono più che utili. La traversata comporta uno sviluppo totale di quasi 24 km, un tempo totale di h. 12,00 , un dislivello positivo di 2270m e una difficoltà alpinistica F+ (o PD in presenza di neve) con passaggi fino al II (UIAA).
Per maggiori informazioni sulla salita al Pizzo d'Orgnana, vedi foto relazione Pizzo d'Orgnana.

Autore: Irene Girola - Altre traversate dell'autore...

Data: 13/04/2017

© VieNormali.it
Traversata dal Pizzo d'Orgnana al Madom da Sgiof - Discesa dal Pizzo d’Orgnana verso il Mott di Pegor
Discesa dal Pizzo d’Orgnana verso il Mott di Pegor
Traversata dal Pizzo d'Orgnana al Madom da Sgiof - Il castello roccioso da sormontare per raggiungere la Cima di Nimi
Il castello roccioso da sormontare per raggiungere la Cima di Nimi
Traversata dal Pizzo d'Orgnana al Madom da Sgiof - In cresta tra la Cima Bois e il Madom da Sgiof
In cresta tra la Cima Bois e il Madom da Sgiof
Traversata dal Pizzo d'Orgnana al Madom da Sgiof - La cresta ENE di discesa dal Madom da Sgiof
La cresta ENE di discesa dal Madom da Sgiof





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