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FOTOGRAFARE LE AURORE BOREALI IN ISLANDA:
TECNICA, LUOGHI E IL RACCONTO
DI CHI LE INSEGUE DA VENT'ANNI



C'è un momento, in Islanda, che non si dimentica.
È quando il cielo smette di essere buio e comincia a vedersi il primo bagliore. A volte leggero e delicato, a volte intenso e spettacolare: verde, poi viola, poi di nuovo verde - l'aurora boreale non è uno spettacolo statico, è una danza. E fotografarla è una delle esperienze umanamente travolgenti che un appassionato di fotografia naturalistica possa vivere.


Elisabetta Rosso, fotografa italiana specializzata in Islanda, conosce bene quella sensazione. In oltre vent'anni di carriera ha condotto più di 25 spedizioni sull'isola di fuoco e ghiaccio, ha documentato l'eruzione del Bárðarbunga nel 2014 con i permessi delle autorità islandesi, ha vinto il First Prize National Geographic Italia nella categoria Luoghi e Paesaggi. Una sua immagine delle aurore boreali scattata nei pressi di Stokksnes è stata pubblicata da National Geographic USA. Il suo libro Elements - Images of Iceland (2015) è diventato un riferimento visivo per chi ama quel territorio, e il documentario Land of Fire, dedicato all'eruzione del Bárðarbunga, è stato proiettato alla Royal Geographical Society di Londra. Dell'aurora ha parlato in due interviste rilasciate a Radio Capital, raccontando non solo la tecnica ma anche l'attesa, il freddo, e quel senso di vertigine che si prova quando il cielo si accende.

Quando le chiediamo come si fotografa un'aurora, la risposta non inizia con i numeri dell'esposizione. Inizia con la pazienza.


Quando andare: la stagionalità conta più di tutto


Le aurore boreali sono visibili in Islanda indicativamente da fine agosto a metà aprile. I mesi di dicembre e gennaio hanno giornate cortissime, notti lunghe e molto buio, e quindi la possibilità di fare appostamenti lunghi per le foto; ma i mesi di novembre e febbraio hanno luci meravigliose anche di giorno, per una spedizione fotografica completa, e notti buie perfette per le aurore.

L'indice KP è il parametro fondamentale da monitorare, tenendo sempre presente la grande variabilità del fenomeno. Si tratta di una scala da 0 a 9 che misura l'attività geomagnetica: da KP2 indicativamente le aurore sono visibili a latitudini islandesi, da KP5 sarà un grande spettacolo. Le app più affidabili per il monitoraggio in tempo reale sono Space Weather Live e My Aurora Forecast.

Il sito vedur.is, il servizio meteorologico islandese, è lo strumento più preciso disponibile e ho l'abitudine di consultarlo diverse volte al giorno. Le aurore, per essere viste, hanno bisogno di cielo sereno. Insomma, se il KP è basso ma il cielo è sereno uscite comunque: non si sa mai. Se invece il cielo è completamente coperto è inutile tentare, a meno di aspettare e monitorare: il tempo in Islanda cambia davvero rapidamente, e se l'attività dell'aurora è intensa anche uno spiraglio tra le nubi può regalare grandi emozioni.

La luna è un altro aspetto fondamentale: le notti di luna piena sono perfette per immagini di grande effetto con molto contesto, perché potrete fotografare in modo ambientato, ma la luce della luna renderà l'aurora meno visibile. Le notti senza luna sono perfette per vedere meglio le aurore e fotografare le silhouette con il cielo "danzante".


Dove andare: location per ogni livello di esperienza


Jökulsárlón - La laguna glaciale nel sud-est è probabilmente il luogo più fotografato d'Islanda sotto l'aurora. I blocchi di ghiaccio galleggianti riflettono i colori del cielo e creano composizioni naturali difficili da sbagliare. Richiede circa 5 ore di guida da Reykjavík, meglio pianificare almeno un pernottamento in zona.

Stokksnes - La spiaggia nera sotto le creste del Vestrahorn è una delle location più fotogeniche del sud-est islandese, ed è proprio qui che Elisabetta ha scattato l'immagine dell'aurora pubblicata da National Geographic USA. Le dune di sabbia vulcanica, il riflesso del mare e la sagoma frastagliata della montagna creano una scenografia unica. Ora gli accessi sono controllati ed è necessario un biglietto per entrare.

I luoghi iconici del sud - se le aurore sono molto intense, anche luoghi imperdibili come Vík e Skógafoss saranno scenari meravigliosi, ma attenzione all'illuminazione artificiale che può disturbare. Ogni luogo isolato e privo di luce sarà perfetto: anche la sagoma di un monte che si staglia nel cielo, con l'aurora che balla sopra, può essere uno scenario ideale. Prevedere di alloggiare in luoghi un po' isolati è un ottimo inizio.

Penisola di Reykjanes - Spesso trascurata dai turisti, è la più vicina alla capitale e offre paesaggi vulcanici surreali, soprattutto dopo le recenti eruzioni che hanno rimodellato parte del territorio.


La tecnica: impostazioni di base per iniziare


Fotografare l'aurora non richiede attrezzatura professionale, ma richiede di uscire dalla modalità automatica. Ecco i parametri di partenza da cui lavorare:

Tempo di scatto: naturalmente dipende dall'intensità e dagli altri parametri, ma cerchiamo di stare sempre sotto i 10 secondi per non avere troppo movimento delle stelle. Tempi più corti rappresentano bene il movimento dell'aurora, le sue volute e le "tende di luce"; tempi più lunghi impastano il movimento ma andranno bene per gli archi di aurora, la cui luce è in genere più flebile.

Diaframma: vicino alla massima apertura della vostra lente. Se la lente non è super pro, potrebbe essere necessario chiudere un po' il diaframma per una maggiore nitidezza. I grandangolari molto luminosi sono perfetti. Io utilizzo un 14-24 f/2.8.

ISO: indicativamente tra 1000 e 3200, a seconda del sensore della fotocamera, delle condizioni di luce (aurora e luna) e della lente che utilizzate. Meglio fare una serie di scatti test al momento dell'arrivo in location, prima che l'aurora diventi protagonista.

Messa a fuoco: sempre manuale, impostata su infinito - ma attenzione, non sempre il punto di infinito fisico coincide con quello ottico sull'obiettivo. Verificare la nitidezza sulle stelle prima di scattare. Se invece avete un soggetto molto ben illuminato dalla luna, cercate il fuoco su quello, verificando che anche le stelle siano nitide.

Cavalletto: obbligatorio. Non esiste alternativa a esposizioni di 5-20 secondi senza supporto.

Batterie: il freddo islandese può ridurre l'autonomia delle batterie. Portarne sempre almeno il doppio del necessario, conservate vicino al corpo per mantenerle calde.


Il racconto di Elisabetta: la notte dell'aurora magenta


La foto in apertura di questo articolo non è una scelta casuale. È un'aurora magenta - uno dei fenomeni più rari che si possano osservare alle latitudini islandesi. Il magenta nasce quando particelle solari particolarmente energetiche eccitano l'azoto a quote elevate, e si manifesta solo durante tempeste geomagnetiche molto intense. Vederla è raro. Fotografarla, ancora più raro.

Elisabetta l'ha catturata durante un suo viaggio fotografico, in una notte preparata con cura: ricerca dei punti di osservazione, monitoraggio dell'attività solare, scelta dell'orario esatto. Non è fortuna. È metodo.

"L'istinto si allena, e la preparazione crea la fortuna. All'inizio il magenta del cielo non era visibile, ma avevo la forte sensazione che qualcosa stesse succedendo: il cielo era sereno e mi pareva di intravedere un bagliore, lo avevo vissuto diverse volte. Ho fatto la prima foto a mano libera, solo per vedere se in cielo ci fosse qualche bagliore verde. Una volta scattata la prima foto mi sono resa conto che il cielo non era striato di verde, ma era interamente viola. A quel punto abbiamo scattato per diverso tempo sotto un cielo magico."

Fotografare le aurore boreali in Islanda - workshop con Elisabetta Rosso
Aurora boreale magenta (ph. Elisabetta Rosso)

Quella capacità di costruire le condizioni - di non aspettare il caso ma di andare incontro al momento giusto - è qualcosa che Elisabetta trasmette nei suoi workshop fotografici in Islanda. La tecnica si impara, dice. Il senso di meraviglia va coltivato.

Nel 2014, durante la spedizione al Bárðarbunga, ha lavorato per giorni in condizioni estreme, documentando un'eruzione vulcanica sottoglaciale con permessi speciali delle autorità islandesi. Le immagini di quella spedizione sono diventate parte del documentario Land of Fire, proiettato alla Royal Geographical Society di Londra e finalista all'InterDrone Film Festival di Las Vegas. Insegnava già alla Nikon School Italia - dal 2013 è docente del programma nazionale - ma quell'esperienza ha cambiato il modo in cui racconta l'Islanda ai suoi studenti.

"L'Islanda è un paese incredibile, in continuo mutamento. Va affrontato e vissuto con rispetto e meraviglia, e con la mente aperta allo stupore. L'Islanda non smette mai di ricordarci che siamo solamente ospiti."


Prima di partire: tre cose che nessuna guida ti dice


  1. Il freddo è diverso da come lo immagini. Non è solo una questione di temperatura: è umidità, vento, e ore passate fermi in piedi nel buio. L'equipaggiamento termico deve essere da alpinismo, non da sci. Mani calde sono indispensabili per operare i controlli della fotocamera. Vestiti a strati - molti strati.
  2. La luna è nemica e alleata. Una luna piena illumina il paesaggio in modo spettacolare ma riduce il contrasto dell'aurora. Una luna nuova garantisce cieli più scuri. Dipende da cosa si vuole raccontare.
  3. La pazienza non è una virtù, è una tecnica: prepararsi all'attesa è fondamentale. Non c'è un orario per l'aurora, e le app sono di aiuto ma mai così precise - avere qualcuno di esperto può fare davvero la differenza. Nell'ultimo viaggio tutte le applicazioni che avevano scaricato i fotografi che accompagnavo suggerivano di uscire a mezzanotte, ma ero certa che l'aurora sarebbe arrivata prima. Alle 9.30 li ho trascinati fuori. Abbiamo avuto più di due ore di luci incredibili. A mezzanotte era tutto finito. Non è magia, è esperienza.


L'Islanda non delude mai, ma non regala niente. Ogni aurora fotografata è il risultato di pianificazione, attrezzatura giusta, e una buona dose di fortuna meteorologica. È esattamente per questo che chi ci va una volta, ci torna.



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