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Oltre lo strapiombo


Il respiro di una parete: la Cima Grande di Lavaredo si racconta


Racconti di cultura locale a cento cinquant'anni dalla prima salita alla Cima Grande di Lavaredo da parte dell'alpinista viennese Paul Grohmann con alcun pagine ed immagini inedite inerenti il periodo della Grande Guerra

"Il respiro di una parete" è il sottotitolo di questo nuovo lavoro di Antonella Fornari, lavoro che nasce nell'anno in cui si celebra e si ricorda il 150esimo anniversario della prima salita ad una delle montagne più conosciute al mondo, la Cima Grande di Lavaredo.

Quella della Cima Grande, dunque, è la voce narrante, una voce portata dal silenzio e che affonda le parole in una storia antichissima. Un racconto che sfugge alle grandi imprese e al fascino oscuro delle possenti pareti nord; un racconto che porta a percorrere secoli di straordinarie vicende di cui le Dolomiti sono state protagoniste.

Dalle leggende alle origini; dal fabbricante di sogni Dolomieu alla pratica e realistica Imperatrice Maria Teresa d'Austria; da confini persi in mari di pietra alla straordinaria opera dell'Atlas Tyrolensis; dal primo salitore Paul Grohmann ad Hans Dülfer che saliva accarezzando la roccia fino alla prima donna che delicatamente calpestò le pietre rosa della cima, Anna Ploner, figlia dell'albergatore di Carbonin; dall'avventura della Grande Guerra alla nuova "filosofia" dell'alpinismo e della "vie della goccia cadente" con il loro ideatore, Emilio Comici ed i loro maggiori interpreti. Una storia tanto lunga quanto affascinante che racchiude nel suo cuore tutti i segreti e le malie di questa vetusta signora che ancora oggi attende di essere ascoltata e... non solo vinta!

E se quest'anno si ricorda la grande impresa della prima scalata a questa vetta, va altresì ricordato che il 2019 è l'anno in cui si vive la "lentezza". Si addice tutto questo alla montagna perché: "...la scalata è lentezza; ci vuole lentezza con la montagna, ci vuole lentezza con la bellezza..."

L'autrice, dunque, con questi racconti vi porterà "Oltre lo strapiombo" per meglio ascoltare il respiro della roccia con... lentezza!


Recensione di VieNormali.it

Oltre lo strapiombo Oltre lo strapiombo

Antonella Fornari

Edizioni DBS (Editore e Tipografo a Seren del Grappa, Belluno)

160 pp. - 13,00 €

Con foto a colori

Formato 15x21 cm

Testo in italiano

Una bella foto di copertina (ma la Cima Grande di Lavaredo non può non essere bella!), un titolo accattivante, un piccolo formato di quelli che già ti fa piacere tenerli in mano. Poi lo apri, questo ultimo lavoro editoriale di Antonella Fornari, leggi le prime righe delle note dell'autore e... inizi a sognare e inizi a capire...

"Seduta sulla cima di un monte, con lo sguardo perso nell'infinità di guglie e torrioni - visione apocalittica della natura - molti anni fa ho cominciato a pensare e forse capire il perché della montagna, il fascino del silenzio e della solitudine, dell'essere "messa a nudo", sola con me stessa, con la mia piccolezza di essere umano. Mi sono trovata a pensare a lei, alla montagna, come ad una maestra di vita. Ed è per questo che, appena posso, prendo lo zaino dei miei pensieri e parto: vado da lei, vado a cercarne il cuore per farmi amare."

Già da queste frasi iniziali si inizia ad intuire che questo libro non parlerà solo di roccia, di arrampicate, di pareti, del grande cristallo roccioso che si erge dal nulla che è la Cima Grande di Lavaredo, accompagnata dalle sorelle Cima Ovest e Cima Piccola e dalle loro guglie satelliti.

Oltre lo strapiombo

L'intimo racconto di una lunga storia che parla di alpinismo, di guerra, di avventure, di sogni e che inizia con il racconto della salita del 18 agosto 1913 dello Spigolo Dülfer sulla parete ovest, ad opera di Hans Dülfer, l'alpinista che "saliva accarezzando la roccia", e W.F. Bernuth. Passando in rassegna la storia geologica che ha portato alla formazione di questa "improbabile" vetta e la storia di Déodat de Dolomieu da cui le Dolomiti hanno preso il nome, si passa per le suggestioni della conquista della vetta, ad opera dell'indomabile Paul Grohmann, salitore di tanti colossi dolomitici oltre i 3000 metri di altezza. Il racconto della storia della Cima Grande si sviluppa attraverso gli occhi di personaggi storici e pionieristici dell'alpinismo dolomitico come Michl Innerkofler, Anna Ploner e Luigi Valentino Orsolina. È poi la volta dei racconti di guerra, di quella Grande Guerra che ormai un secolo fa mise a ferro e fuoco le Dolomiti e tutto l'Arco Alpino e che vide nelle Cime di Lavaredo e altre vette dolomitiche come il Monte Cristallo, il Paterno, la Croda Rossa, le Tofane e tutte le vette del Fronte Dolomitico un teatro bellico martoriato, sulle cui rocce e nevi rimasero decine di migliaia di uomini, coperti dal cielo azzurro e dalle ombre delle pareti di giorno, dal cielo stellato di notte, dalla neve dell'inverno e poi dai fiori dell'estate...

Al termine dell'epoca alpinistica dei primi pionieri e del successivo conflitto bellico le Tre Cime di Lavaredo tornarono ad essere adocchiate dai rocciatori, fino ad una data fatidica per l'immensa lavagna strapiombante della parete nord della Cima Grande: il 12 agosto 1933, quando l'insuperabile arrampicatore triestino Emilio Comici, insieme a Giuseppe e Angelo Dimai, attaccò la grande parete alta 450 metri uscendone vittorioso due giorni dopo e tracciando una delle più famose vie di VI grado delle Dolomiti. Riuscì laddove alpinisti come Ludwig Preuss, Karl Prusik, Franz Teschko, Emil Stösser, Hans Stieger, Paula Wiesinger e Raffaele Carlesso dovettero arrendersi ricacciati indietro da "impossibili strapiombi". Ma Comici aveva un sogno: "Vorrei un giorno tracciare una salita che segua il percorso di una goccia d'acqua lasciata cadere dalla cima...." disse. Quattro anni dopo, nel 1937, in uno di quei giorni "grandi" in cui gli alpinisti sogliono riscattarsi da amare delusioni esistenziali, Comici scalò in tre ore e tre quarti in una memorabile solitaria la "sua via", realizzando un capolavoro e un'exploit che lascerà ammirati e sconcertati gli ambienti alpinistici dell'epoca.

Oltre lo strapiombo

Ma oltre al racconto delle vicende che hanno fatto la storia di questa spettacolare vetta, è il racconto personale dell'autrice, della storia della "sua" scalata della Cima Grande, del suo modo di vivere la montagna, della passione e dell'amore per le terre alte a permeare le pagine di questo libro, unitamente alla struggente bellezza delle immagini che accompagnano gli scritti. E che si tratti di un'autrice appassionata e di grande spessore professionale e umano lo si intuisce anche dai titoli dei suoi numerosi libri, molti dei quali dedicati ai sentieri della Grande Guerra, sempre suggestivi e pronti a lasciare intuire grandi significati oltre le parole scritte.

In 30 anni di alpinismo ho salito centinaia di vette, più di 600, ma non ho ancora avuto il privilegio e la ventura di salire la Cima Grande, per quante volte io ne abbia sognato lo Spigolo Dibona o anche solo la via normale. "Troppo lontana, devo andarci in vacanza...", sempre questa la scusa, ma forse è ancora un timoroso rispetto di un sogno, come se nel realizzarlo venisse consumato un gioiello prezioso. E allora perso nelle pagine di questo bel libro di Antonella Fornari continuo a sognare...

Roberto Ciri - Accademico GISM

Oltre lo strapiombo

Il volume (160 pagine con 112 fotografie a colori e 36 immagini in bianco e nero provenienti da vari archivi e fondi fotografici) ha quasi una voce narrante: La Cima Grande di Lavaredo, o meglio la montagna con la sua voce portata dal silenzio e la sua storia antica. Perché, alla fine, è una montagna per tutti questa Cima Grande. Strana, solitaria nonostante frotte di turisti ed escursionisti transitino ai suoi piedi.

Sarà "...immersione totale che da bambini ci aspettava in occasioni in cui, magari in braccio alla nonna, ci lasciavamo avvolgere dai suoni della sua voce, mentre si srotolava - sempre eguale, ma sempre diverso - il racconto con le sue parole ieratiche, come pietre scolpite, bianche e polverose, avvolte dentro nenie ammalianti in cui ci stringevamo... lentamente. Ora la "grande montagna" è avvolta dal mantello tessuto di violette cupe della sera... il suo abbraccio è rassicurante..."
(A. Fornari)

Per informazioni e ordini:

info@edizionidbs.it - tel. 0439.448300

Antonella Fornari Antonella Fornari è nata a Curtatone (Mn). Vive da lungo tempo in Cadore fra le sue adorate Montagne. Biologo ha per lunghi anni esercitato la professione dedicandosi nel tempo libero alla sua più grande passione: la Montagna, diventando alpinista di buon livello con un nutrito curriculum di "vie" classiche fra le "sue" Dolomiti.
L'amore per la verticalità e le pareti non le hanno fatto perdere l'interesse per lo studio dell'ambiente in cui vive. Ha fatto parte del Gruppo Rocciatori "Caprioli" di San Vito di Cadore, prima donna - dal 1947, anno della fondazione del sodalizio - ad entrare a farne parte.
La maggior parte dei suoi lavori, in bilico fra storia e montagna, ripercorrono le vie in roccia e gli itinerari aperti per necessità di guerra negli anni del Primo Conflitto Mondiale, riaprono i "cassetti della memoria" riportando alla luce avvenimenti dimenticati.
Nel 2005, con la collaborazione del Museo Storico delle Truppe Alpine ha realizzato la mostra fotografica "La Guerra dei Semplici".
Collabora con le scuole, con strutture pubbliche e private, con circoli culturali dove propone i suoi audiovisivi di cui è unica produttrice.
Scrive per "Aquile in Guerra", organo ufficiale della Società Storica per la Guerra Bianca, per il periodico "Dolomiti", per molti notiziari sezionali del Club Alpino Italiano e dell'Associazione Nazionale Alpini. Ha scritto per la "Rivista", il bimestrale pubblicato dalla Sede centrale (oggi "Montagne 360°".
Nel 2002 ha ricevuto il Premio "Marcolin", un riconoscimento che il Club Alpino Italiano, Sezione di Padova, annualmente assegna ad uno scrittore - alpinista.
Sempre nel 2002 ha fatto parte del Comitato Scientifico del Progetto Interreg III Austria/Italia volto alla conservazione e al ripristino dei sentieri e delle opere della Grande Guerra sul territorio dolomitico.
Dal 2003 è membro accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.
Nel 2008 ha proposto i suoi lavori in una conferenza all'Istituto Geografico Militare di Firenze in occasione dell'apertura di un corso universitario tenuto in collaborazione con l'Università "La Sapienza" di Roma.
Nel 2011 ha ricevuto un riconoscimento al Cinema Film Festival dell'Appennino e il libro "Rumore appena visibile di scarpe chiodate" è stato semifinalista al Premio Cortina d'Ampezzo nella sezione "Libri di Montagna".
Il suo lavoro "Corallo e Piombo" è stato presentato nell'ambito della Rassegna "Una Montagna di Libri" curata e organizzata da Francesco Chiamulera.
Il 19 ottobre 2013, con riconoscimento pubblico, è stata iscritta all' "Albo d'Onore" della Magnifica Comunità di Cadore, la quale ha poi concesso il patrocinio al volume "La Grande Guerra sul Fronte Dolomitico", (che pure è stato nella settina dei titoli semifinalisti al Premio Cortina d'Ampezzo, edizione 2014) che, a novembre dello stesso anno, ha ricevuto un riconoscimento speciale nell'ambito del "Premio Gen. D. Amedeo De Cia Bellati e N.D. Elvira De Cia Palermo" sostenuto dall'Istituto di Ricerche Sociali e Culturali.
"Le donne e la Prima Guerra Mondiale" (2015) è stato presentato al Trento Film Festival e il tema ad esso legato è stato ospite - con l'autrice- della serata alpinistica condotta da Reinhold Messner "150-100-50-0". Inoltre, a novembre dello stesso anno, il medesimo lavoro ha avuto uno spazio tutto suo nell'ambito dell'evento letterario "Leggere le Montagne" (Bergen Liesen) tenuto per celebrare la Giornata Internazionale della Montagna, evento svoltosi presso il Museion di Bolzano e organizzato dal Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi.
A novembre 2016, il libro "Con la corda, con le mani, con il cuore" ha ricevuto - come opera meritevole - un encomio dalla giuria del Premio Letterario IBRSC dell'Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali dedicato alla Contessa Caterina De Cia Bellati Canal".
A primavera 2017, il volume "E se dovrò partire anch'io?" è stato finalista del Premio ITAS per la categoria dedicata alla lettura per ragazzi.
Del 2018, il libro "ll Piave mormorò. 1917-1918, Fronte Dolomitico: un fiume di racconti" presentato al "Montagnalibri"a Bolzano nell'ambito degli eventi legati al 66° Trento Film Festival. A novembre 2018 è stata relatrice nel convegno "Grande Guerra, Grandi Donne" organizzato dal Soroptimist di Cortina d'Ampezzo svoltosi con grane partecipazione di autorità civili e militari.
E... la sua avventura continua...

LE PUBBLICAZIONI DI ANTONELLA FORNARI

Edite dalla Grafica Sanvitese

La Voce del Silenzio. Itinerari su sentieri di guerra italiani e austriaci in Val di Landro e nel Gruppo del Cristallo. Prima Edizione 1998; Seconda Edizione 2008
La Scala del Cielo. Sulle vie di guerra in regione Popera
I segreti di Landro. Propsota di itinerario per chi soggiorna all'Hotel Tre Cime
Das Höhlensteintal, di cui ha curato la parte grafica ed iconografica
Cuore di Cristallo. Sulle vie e i sentieri della memoria nel Gruppo del Cristallo
Lo Spirito del Vento. Dal Monte Elmo al Monte Peralba cavalcando storia di guerra e montagna attraverso la Dorsale Carnica Occidentale
Lacrime di Pietra. Monte Piana e dintorni: ricordi di guerra
I confini dell'Ombra. Zona di guerra : Tre Cime di Lavaredo
Schegge di luce e d'anima. Avventure di uomini e di guerra sulle Tofane
I Pensieri delle Nuvole. Tre Scarperi 1915/1917: le leggende, le imprese alpinistiche, la guerra
L'Incanto e la Speranza. Dal Lagazuoi al Monte Vallon Bianco: istanti di guerra vicino al cielo
Segnando il passo... con armonia. In Tofana, Alberto Poli, sottotenente del 7° Reggimento Alpini mi ha raccontato una storia ormai vecchia di novant'anni: la sua storia
Come parole, come d'azzurro. Dal Col Tondo dei Canopi al Col Becchei de Sora: le strade della guerra e il fronte e dei silenzi
Basta aprire le ali. Quando gli alpinisti erano uomini in divisa: sulle tracce di Seppe Innerkofler e della sua pattuglia volante
Piccolo frutto rosso frammento di pace. Nelle trincee del Monte Piana la storia di un uomo: nagg. Bosi, cav. Angelo
Rosso e tracce di solitudine. Dal Col di Lana alle Cinque Torri: rombi di cannone, sangue, neve, smeraldo
Rumore appena visibile di scarpe chiodate. 1915/1917. Salendo al fronte per sentieri, strade, mulattiere dai paesi delle Tre Cime: Auronzo di Cadore, Dobbiaco e Sesto di Pusteria
Corallo e Piombo. Le Pietre del Monte, le Pietre dell'Uomo. Dal Milleottocento al Millenovecento, dal Passo della Mauria al Monte Rite sfogliando le pagine di una guerra preparata e mai combattuta

Edite dalla Casa Editrice DBS-Zanetti

Tre Cime di Lavaredo e dintorni: escursioni fra storia e montagna. Piccoli segreti di luoghi conosciuti
Cortina d'Ampezzo e dintorni. Magie della Valle d'Ampezzo. Montagna per tutti nell'incanto dei Monti pallidi. Anche in lingua tedesca
Monte Piana 1915/1917. Guida al Museo Storico all'aperto. Anche in lingua tedesca
Tra Valcomelico e Val Pusteria Un'estate nell'incanto della Natura. Anche in lingua tedesca
Con le ciaspole nelle Dolomiti. Quindici escursioni facili con le ciaspole della Dolomiti e dintorni (vol. I)
Con le ciaspole nelle Dolomiti. Diciotto escursioni facili nel mondo incantato dei Monti pallidi (vol. II)
Le fortificazioni del Centro Cadore. Dal Monte Miaron al Monte Rite: la montagna e la storia
La Grande Guerra sul Fronte Dolomitico. Piccole grandi avventure di uomini straordinari
Le donne e la Prima Guerra Mondiale. Esili come brezza fra venti di guerra: tra Cadore, Ampezzo e Carnia

Edite dalla Casa Editrice DBS

E se dovrò partire anch'io? La verità sulla Grande Guerra raccontata ai ragazzi: tutto quello che non si dice
Dolomiti 1915/1917. Con le mani, con la corda, con il cuore. Storie di alpinisti in divisa
Dolomiti a sei zampe. 32 itinerari per vivere i monti con il nostro cane. Valcomelico-Val Pusteria-Cadore-Ampezzo-Basso Feltrino
Nell'anima un addio. Dolomiti, scrittori, artisti fra Ottocento e Caporetto
Guida ai Musei a cielo aperto delle Dolomiti Orientali. Grande Guerra per non dimenticare Il Piave mormorò. 1917/1918: un fiume di racconti
Oltre lo strapiombo. Il respiro di una parete: la Cima Grande di Lavaredo si racconta


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