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86 x 3000 DELLE DOLOMITI PER BEPPE ZIGGIOTTO!



Beppe Ziggiotto in vetta alla Cima de Falkner


Il 18/07/2017 l'alpinista vicentino Beppe Ziggiotto ha completato per primo la salita a tutte le vette dolomitiche oltre i 3000 metri di altezza.


Con la salita della Cima de Falkner (3053 m), ultima vetta oltre i 3000 metri delle Dolomiti che ancora gli rimaneva da raggiungere, Beppe Ziggiotto ha completato la salita delle vie normali alle 86 cime dolomitiche oltre i 3000 metri di altezza!

Un lungo viaggio iniziato da solo nel il 26/06/1999 con la salita della Cima Ombretta Est (3011 m) e concluso il 16/07/2017 con gli amici e compagni di tante scalate Gino Dal Cero e Mino Feriotti. Nel corso del 2017 Ziggiotto ha salito le ultime quattro impegnative vette dei 3000 delle Dolomiti che gli erano rimaste: Punta Chiggiato 3163 m - 02/04/2017), Punta Menini (3177 m - 02/04/2017), Croda Rossa d'Ampezzo (3146 m - 22/05/2017) e infine la Cima de Falkner (3053 m - 16/07/2017), ultimo baluardo dolomitico che si opponeva al raggiungimento dell'obiettivo.

La Cima de Falkner è l'appicco terminale della cresta nord del Sorapìs, laddove essa si interrompe e precipita con una ripida parete sul versante nord, compresa fra i resti del Ghiacciaio Occidentale e Centrale del Sorapìs. Su alcune carte è erroneamente riportata come Zurlon, mentre la Punta Zurlon (2720 m) è la cima al centro dello sperone nord occidentale dei due speroni che racchiudono il Circo dello Zurlon, subito dopo il Dito di Dio. Si tratta di una cima che probabilmente conta pochissime salite dopo la prima salita di S. Finzi e U. Vidal, il 13 agosto 1952, con percorso non segnato e da trovare sia per l'accesso che per la salita alla cima, che avviene per una via di roccia con difficoltà di III grado lungo la parete nord. E' anzi ben possibile che la salita di Ziggiotto e compagni possa costituire la prima ripetizione della via di Finzi e Vidal, ma ne sapremo di più non appena realizzeremo un'intervista con Ziggiotto. Data la complessità della via di salta e la mancanza di tracce e segni di passaggio Ziggiotto ha dovuto tentare la salita per tre volte in tre periodi differenti prima di riuscire ad avere ragione di questa vetta.

La Cima de Falkner nel Gruppo del Sorapìs

Con questo ultimo 3000 dolomitico Beppe Ziggiotto diviene il primo alpinista ad aver salito tutte le vette delle dolomiti oltre i 3000 metri di altezza: infatti nel loro lungo viaggio di concatenamento di cime dolomitiche la Guida Alpina Franco Nicolini e l'amico Mirco Mezzanotte dal 7 maggio al 25 giugno 2007 hanno salito 106 vette in 50 giorni, di cui 84 cime oltre i 3000 metri che non comprendevano la Cima de Falkner e il Pilastro Nino (3240 m) nel Gruppo della Marmolada (cfr. www.planetmountain.com/files/25.pdf), viaggio poi ripercorso dal 2009 al 2011 dal bergamasco Giuseppe Rinaldi nel suo progetto "Dolomiti a 360° - Passione e solidarietà", di nuovo senza comprendere le due succitate vette (cfr. www.caisem.org/pdf/csc_2012/dolomiti_360_presentazione.pdf).

Alla riuscita della salita della Cima de Falkner ha contribuito il negozio di alpinismo di Verona Turnover Sport fornendo alcuni materiali e attrezzature necessari per la scalata.


Ecco l'intervista realizzata da VieNormali.it a Beppe Ziggiotto:

Quando hai iniziato a salire i 3000 delle Dolomiti e quando hai deciso di salirli tutti?

Ho iniziato a salire i 3000 delle Dolomiti nel 1999 non con l'obiettivo di salirli tutti; infatti sfruttavo queste montagne come allenamento per prepararmi alla salita delle cime più alte delle Alpi: Cervino, Aiguille Verte, Grand Jurasses – Rochefort, Lenzspitz, Eiger e tante altre ancora, che allora rappresentavano la mia unica passione.

Con quale delle 86 vette dei 3000 delle Dolomiti hai iniziato?

Ho iniziato con cima Ombretta Est 3011 metri. Come tante altre cime delle Dolomiti, partivo da casa, anche da solo, di buon mattino per tornare la sera stessa.

Quanti ne hai saliti da solo?

Da solo ho salito 18 cime, di cui l'ultima il Campanile di Val Strut nelle Pale di S. Martino. Mentre per ognuna delle altre sono stato accompagnato da numerosi validi compagni. Sicuramente senza il loro aiuto non avrei mai potuto salire tutti i 3000 delle Dolomiti. E' grazie a tutti loro se sono riuscito in questa impresa.

Quale salita ti è piaciuta maggiormente

Difficile dire quale sia la cima più bella, in quanto ogni vetta delle Dolomiti ha la sua bellezza, che sta anche nella storia della sua salita, ma se devo citarne qualcuna che mi è piaciuta particolarmente direi Torre Innerkofler nel Sassolungo, raggiunta in periodo invernale dove il ghiaccio presente ci ha reso la salita molto impegnativa. La Croda Berti, Punta dei Tre Scarperi, la traversata Chiggiato-Menini e sicuramente la de Falkner per l'avventura che si è rivelata nel cercare la via di salita come i pionieri dell'alpinismo.

Quale cima risaliresti e quale non risaliresti mai più?

Credo che se mi ripresentasse l'occasione, le ripeterei tutte. Su ogni salita ci sono emozioni e ricordi che rimangono dentro di te. Certo, se dovessi segliere, salirei quelle cime dove almeno la roccia ti dà maggior garanzia di tenuta.

Ma le vette dei 3000 delle Dolomiti non erano già state salite tutte quante da qualcun altro prima di te?

Da ricerche effettuate, ufficialmente non risulta che nessuno prima di me abbia salito tutti i 3000 delle Dolomiti; gli unici alpinisti che si sono avvicinati a compiere quest'impresa sono la Guida Alpina Franco Nicolini che, con Mirco Mezzanotte ha intrapreso nel 2007 un lungo concatenamento di cime dolomitiche salendo in 50 giorni ben 106 vette non comprendendo però tutti i 3000 delle Dolomiti. Anche l'alpinista bergamasco Giuseppe Rinaldi ha percorso, tra il 2009 al 2011, nel progetto "Dolomiti a 360° - Passione e solidarietà" numerose cime Dolomitiche. Anche in questo caso però, mancano nella lista delle cime salite dal Rinaldi alcune vette delle Dolomiti. Ciò non toglie che tutti e tre hanno compiuto imprese decisamente straordinarie.

Nel 2017 hai concentrato le salite alle ultime 4 vette, quale hai trovato più difficoltosa?

Sicuramente sono state la traversata Chiggiato–Menini e la de Falkner. Sono le cime per cui ho speso più energie e trovato più difficoltà, ma anche quelle che mi hanno emozionato maggiormente.

L'ultimo 3000 che hai raggiunto è stata la Cima de Falkner, cosa puoi dirci di questa via normale?

Una montagna da scoprire nel vero senso della parola. Il fatto che non abbiamo trovato nessuna informazione recente sulla sua salita ha stuzzicato in me (ma devo dire anche nei miei compagni) un interesse e una curiosità particolare. Il percorso è caratterizzato da una lunga cengia ghiaiosa di sfasciumi per poi proseguire per tratti di parete e canali detritici. La ricerca continua del percorso, dei punti deboli della montagna ha fatto si che dovessimo metterci nelle vesti dei primi salitori. Immaginare quali fossero state le loro scelte, pensare come avessero superato gli ostacoli che si presentavano davanti a noi, pensare a quali soluzioni avessero preso nel momento in cui non capivamo dove poter proseguire. E' stata una salita intensa, vissuta, emozionante in tutti i suoi momenti.

Sei riuscito ad avere ragione di questa vetta al 3° tentativo, cosa era mancato ai due precedenti?

Il primo tentativo, che risale allo scorso settembre, si è rivelato un "primo sopralluogo", in quanto, non conoscendo ancora la montagna abbiamo constatato le difficoltà dovute al cambiamento morfologico degli ultimi decenni. Il secondo, effettuato a inizio di giugno 2017 è stato anch'esso fallimentare, nonostante la speranza che la presenza di neve e ghiaccio ci avessero aiutati nel percorso. Per guadagnare tempo, al terzo tentativo abbiamo deciso di bivaccare ai piedi della parete, così da essere pronti il mattino seguente all'attacco della parete.

La Cima de Falkner è stata salita per la prima volta nel 1956 da Finzi e Vidal, molto tardi rispetto alla maggior parte delle vie normali dei 3000 dolomitici. Reputi che non sia una cima meritevole e quindi sia stata così a lungo trascurata?

Sono dell'opinione che l'assenza di prove di salita della de Falkner sia dovuta al fatto che, prima del suo inserimento nel libro "3000 delle dolomiti" di Roberto Ciri, non fosse abbastanza conosciuta dal pubblico. Reputo comunque che sia una salita che meriti la giusta attenzione, soprattutto da alpinisti che amano l'avventura e l'esplorazione su un terreno molto impervio.

Durante la salita avete trovato tracce di passaggio dei primi salitori o di successivi ripetitori? Chiodi? Cordini? Ometti di sassi? Reputi possibile che la vostra salita sia stata una prima ripetizione della via di Finzi e Vidal?

No, durante la salita non abbiamo trovato alcuna tipologia di passaggio o di segni risalenti a precedenti salite. Per questo siamo convinti che la nostra è stata la prima ripetizione dopo la salita di Finzi e Vidal.

Avete dovuto utilizzare chiodi per le soste o per la progressione?

La difficoltà della parete è dovuta soprattutto alla friabilità della roccia, motivo per cui abbiamo deciso di salire non assicurati, in quanto se solo uno di noi fosse scivolato, avrebbe trascinato con sé anche gli altri compagni di cordata. Solo in un tratto di 40 metri, di difficoltà di IV° ma con una migliore qualità della roccia, ci siamo assicurati posizionando chiodi e frend per la progressione. Ora però la via è segnata da numerosi ometti e soste di calata, create con più di 30 metri di corda, che rendono la salita più accessibile.

Avete avuto qualche appoggio per effettuare la salita? Guide Alpine, fornitura di materiali...

Per salire la cima, dopo il 2° tentativo, abbiamo necessitato di materiale per il percorso e per bivaccare. Per questo, il negozio "Turnover Sport" di S. Martino Buon Albergo (VR) si è reso disponibile a fornirci tutti i materiali necessari.

Tu e i tuoi compagni di scalata avete lasciato un libro di vetta o almeno un ometto di sassi in cima?

Arrivati in cima abbiamo costruito l'ometto per indicarne il punto più alto, e al di sotto abbiamo posto un contenitore con il libro di vetta.

E adesso? Finita questa "collezione", quali progetti hai?

Il termine "collezione" non mi piace. Credo che l'andare in montagna sia una ricerca continua di emozioni sempre nuove. Ho in mente qualcosa, che da un paio d'anni mi frulla per la testa. La considero decisamente anche questa un'avventura, ma anche nello stesso tempo una "pazzia". Sarà nelle Piccole Dolomiti, vicino casa. Consiste nel... ma no, non ve lo dico!

Un grazie particolare va a coloro che mi hanno accompagnato in questa ultima avventura: Gino Dal Cero, forte alpinista veronese e prezioso compagno, e Mino Feriotti, amico fedele in molte altre avventure. Solo il loro supporto e vicinanza mi hanno permesso di raggiungere la cima de Falkner, che ora vanto come l'ultima dei 3000 delle Dolomiti!

Fotogallery della salita:


Salendo verso la forcella compresa fra la Cima Emmy a sinistra e la Gusela del Rifugio a destra (foto Beppe Ziggiotto)


Fascia rocciosa che divide a metà le ghiaie del Circo dello Zurlon (foto Beppe Ziggiotto)


Verso la fascia rocciosa (foto Gino Dal Cero)


La fascia rocciosa (foto Gino Dal Cero)


Parete Nord della Cima de Falkner (foto Gino Dal Cero)


Luogo del bivacco in cresta (foto Beppe Ziggiotto)


Esile cengia che porta all'attacco della parete (foto Gino Dal Cero)


Sempre per esile cengia verso l'attacco alla parete (foto Beppe Ziggiotto)


Attacco alla parete (foto Beppe Ziggiotto)


Salita a sinistra del canale nevoso per poi attraversarlo più in alto a destra (foto Beppe Ziggiotto)


Superamento di un camino circa a metà salita (foto Beppe Ziggiotto)


Tratto della salita (foto Beppe Ziggiotto)


Inizio dell'ultimo camino poco prima dell'ultima parte della cresta finale (foto Beppe Ziggiotto)


Ultimi metri prima della cima (foto Beppe Ziggiotto)


Ultimi metri prima della cima (foto Beppe Ziggiotto)


La vetta


Il contenitore del libro di vetta


Il libro di vetta


Mino Feriotto e Beppe Ziggiotto in vetta (foto Gino Dal Cero)


Gino Dal Cero e Beppe Ziggiotto in vetta (foto Mino Feriotto)


La vetta della Cima de Falkner con dietro la Punta Sorapìs


Poco dopo essere usciti dal camino che porta alla lunga cresta (foto Gino Dal Cero)


Calata a corda doppia durante la discesa (foto Beppe Ziggiotto)


I protagonisti della salita al Rif. Vandelli


I protagonisti della salita: Gino Dal Cero, Mino Feriotti e Beppe Ziggiotto

Schizzo della via di salita
Schizzo della via normale alla Cima de Falkner realizzato da Beppe Ziggiotto e compagni

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