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Rocca Turchina - Cresta delle Sagage - 840 m


Relazione della salita - Cima n° 2189


Via Normale Rocca Turchina - Cresta delle Sagage
Da Sx, Punta Querzola, Punta Tuschetti e Rocca Turchina.
Regione: Liguria (GenovaItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Liguri - Gruppo Alpi Liguri

Provincia: Genova

Punto di partenza: Campo (150 m), Cogoleto.

Versante di salita: S

Dislivello di salita: 750 m - Totale: 1450 m

Tempo di salita: 3,30 h - Totale: 4,45 h

Periodo consigliato: tutto l´ anno, evitare i mesi più caldi

Punti di appoggio: nessuno
Tipo di via: Via di roccia
Tipo di percorso: Via di roccia
Difficoltà:   EE - A - IV+ - AD+ (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: si
Cartografia: IGC 1:50.000, FOGLIO 16
Autore: Oliviero Bellinzani Profilo di Oliviero Bellinzani - Altre salite dell'autore
Data della salita: 24/03/2012
Data pubblicazione: 28/03/2012
N° di visualizzazioni: 2150

Introduzione:

Ardito sperone roccioso che si protende sul medio Vallone del Rio di Lerca, nel versante meridionale del Gruppo del Beigua, la Cresta delle Segage si origina dalla vetta della Rocca Turchina (840 m), cima rocciosa dalla caratteristica parete W a placche dove corrono alcune vire di arrampicata (v. relazione Via Miramare), posta sul lungo costone che dalla vetta del Monta Argentea (1086 m) digrada verso sud sul fondovalle del Lerone. Dalla Rocca Turchina, scendendo verso W, oltre una verde ed ampia insellatura, Forcella Cinè, si eleva la Punta Cinè (788 m), costituita da due vicini cornetti di erba e massi, cui segue un tratto di cresta caratterizzato da alcuni salti inframmezzati da ripide terrazze che porta ad un più stretto intaglio, Colletto della Tuschetti, per poi risalire alla rocciosa cuspide di Punta Tuschetti (763 m). Da qui un tratto più aereo ed affilato, dove si evidenziano due caratteristiche fessure oblique, cala fino al Colletto ed alla Punta Querzola (730 m ca.), ultima aerea elevazione prima che la cresta precipiti sull’erboso Piano delle Segage con imponenti pareti rocciose. Nel presente itinerario che risale l´ intera dorsale, il primo tratto fino alla Punta Querzola, può essere salito per l´interessante via alpinistica "Il Ritorno dei Matti" (AD+,v. relazione), oppure volendo evitare le difficoltà, è possibile raggiungere il Colletto Querzola per la normale lungo l´ evidente canale di erba e detriti a sinistra della stessa, così come è pure possibile evitare il successivo impegnativo tratto per raggiungere la Punta Tuschetti risalendo i pendii di erba e roccette a destra della cresta. Pertanto, anche per chi non intendesse affrontare difficoltà alpinistiche impegnative, è comunque possibile effettuare l´intera traversata con percorso di tipo F+, passi di II, crestine aeree con tratti privi di tracce, che tuttavia non sono da sottovalutare. Un selvaggio percorso di montagna a pochi chilometri dal mare, come solo la meravigliosa Liguria sa offrire.


Accesso:

Autostrada A10 Genova-Ventimiglia, uscita di Arenzano. Dal casello, si prende verso destra l´Aurelia per Cogoleto ma, appena la strada inizia a scendere, si imbocca una stradina a destra. Una breve discesa porta ad attraversare la zona industriale all´inizio della Val Lerone, poi seguendo il torrente si supera un´agriturismo e, con qualche tornante, si raggiungono le case sparse di Campo (150 m circa). Si sale sino al termine della stradina, dove si lascia l´auto (scarse possibilità di parcheggio).


Descrizione della salita:

Dal termine della strada, si prende una carrareccia erbosa che sale sulla destra, sbarra bianca, segnavia "triangolo rosso", che guadagna subito quota con alcuni tornanti, per poi aggirare uno sperone boscoso e inserirsi nel vallone del Rio di Lerca. Si prosegue con salita costante, con belle vedute sulle strutture rocciose del Bric Camulà (817 m) e sull´imponente Monte Rama dall´ altra parte della valle. Lasciate a destra le deviazioni per il Monte Argentea (stella bianca) e il sentiero dell´ ingegnere, si giunge ad una ripida pietraia con muri a secco prima della quale si prende una bella mulattiera sulla destra, sempre segnavia "triangolo rosso", che dopo un primo tratto pianeggiante, prosegue a salire per boschi e pietraie. Superati un paio di modesti rii, si oltrepassa il Torrente Cinè (scritta su masso) subito dopo il quale sulla destra si stacca la traccia che porta all´ attacco della Via Miramare alla Rocca Turchina, quindi la mulattiera entra in un rado bosco di pini per uscirne più in alto, all´inizio dell´ondulato ed erboso Piano delle Segàge (637 m, h 1,15 da Campo): impressionante veduta sull´incombente appicco della Punta Querzola. Il sentiero risale il prato sul suo margine inferiore fino ad un modesto casolare ristrutturato molto spartanamente, che può offrire occasionale riparo, dal quale si traversa in quota l´ampio ripiano verso destra, puntando ad un´ evidente targa commemorativa poco sotto la quale, alla base di un oscuro diedro, si trova l´ attacco della via ´Il ritorno dei matti´(scritta semicancellata). Se invece si optasse per la salita scrambling, ci si tiene più alti portandosi nel canale a sinistra di Punta Querzola, risalendolo poi faticosamente per erba e ripidi sfasciumi sino al coletto Querzola, da dove una breve ma molto aerea crestina sulla destra conduce alla vetta, piccola croce. 15/20´ dal casolare. Per la via ´Il ritorno dei Matti´, si riporta interamente la relazione di Punta Querzola. L1: Si attacca sulla destra il diedro, all´inizio leggermente strapiombante (IV), poi più facile (III+), fino alla sommità (4 chiodi, 15 metri), sosta su spuntone poco definito, oppure proseguire lungo l´ evidente cengia erbosa verso destra sino a circa metà dove se ne trova uno migliore sebbene più scomodo. L2: Si riprende sino al termine della cengia, arrivando alla base di un secondo, più lungo diedro: lo si scala sulla sua faccia di destra (III+, 4 chiodi) portandosi alla cengia sovrastante, sosta con catena; L3: Si sale un altro breve diedro (III, 2 chiodi), poi si segue un´ affilata crestina, si scavalca uno spuntone e si risale un corto canalino erboso; quindi un breve gradino verso sinistra conduce ad un pianerottolo ai piedi di un marcato sperone, sosta su ottima clessidra con fettuccia poco affidabile da integrare. L4: Si attacca lo sperone a sinistra del filo, piuttosto verticale ma ben appigliato (III+, 2 chiodi),quindi si devia verso sinistra per cengetta, per poi risalire dritti (III, 1 chiodo) ed uscire sull´ampia cengia erbosa alla base del salto finale, sosta 5 m a sinistra su chiodo e spuntone. L5: Si sale per rocce verticali ma ben appigliate (IV, 4 chiodi) fino alla base di uno stretto diedro leggermente strapiombante, che si supera con bella e tecnica arrampicata (IV+, 3 chiodi). Una volta fuori , possibilità di proteggersi su alberello, per rocce esposte ma più facili (III, 1 chiodo) si raggiunge l´aerea sommità di Punta Querzopla (ore 1,30 dall´ attacco). Dalla Punta Querzola si segue la breve ma molto esposta crestina che conduce al Colletto Querzola, dal quale direttamente per roccette malferme (I/II), o ripidi canalini erbosi, alla soprastante cresta lungo il cui aereo filo alla vetta di Punta Tuschetti. (15´). Volendo ,invece, continuare il percorso alpinistico, dal colletto ci si sposta a sinistra per alcune decine di metri fin sotto l´ evidente fessura di destra che si risale interamente ( IV+/V-, 15 m ca, 4 chiodi)uscendo in cresta dove le difficoltà si abbattono portando in vetta. Da questa, per ripido canalino erboso, ci si abbassa allo stretto intaglio con la Punta Cinè, ritrovando una traccia minimale che traversa sotto le rocce del castello sommitale. Con esposto passaggio su erba, si raggiunge il filo della costa che delimita il pendio, scavalcandolo, quindi si rimontano le facili roccette sulla sinistra (II/II+) puntando ad un grosso pino, ed infine per erto canalino erboso a lato di un risalto roccioso si raggiunge Punta Cinè, dove si trova un ometto. Vista spettacolare su Punta Tuschetti che sbuca dal vuoto, e Rocca Turchina, di cui si può individuare il percorso migliore (per chi lo desiderasse si potrebbero sperimentare le belle placche di destra, senza protezioni naturalmente....). Scesi all´ ampia insellatura, ci si tiene a sinistra di una grande roccia, incontrando una traccia piuttosto misera, seguendo la quale si rimontano gli erbosi pendii con qualche elementare roccetta per arrivare infine in cima alla Rocca Turchina. Vista grandiosa, ambiente superlativo.


Discesa:

Dalla vetta si segue per poche decine di metri la facile cresta Nord-Est in direzione del Monte Argentèa, quindi si scende facilmente per un ripido pendio erboso all´evidente sentiero sottostante "Via diretta al Monte Argentèa", segnavia stella bianca, lungo il quale si fa ritorno a Campo (v. relazione M. Argentea).


Note:

Magnifico itinerario in ambiente fantastico, tra i più aspri e selvaggi che l´ autore abbia percorso in Liguria. La Valle di Lerca, il Bric Camulà e il Monte Rama fanno da cornice ad un´ escursione che comunque la si faccia resterà nella memoria.


© VieNormali.it

Via Normale Rocca Turchina - Cresta delle Sagage - Punta Querzola Via Normale Rocca Turchina - Cresta delle Sagage - Punta Cinè Foto non disponibile
Punta Querzola Punta Cinè Punta Tuschetti

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Revisione: relazione rivista e corretta il 04/04/2012 dalla redazione di VieNormali.it

  


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