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Sasso di Cressogno - Monte dei Pizzoni - 1303 m


Relazione della salita - Cima n° 1520


Via Normale Sasso di Cressogno - Monte dei Pizzoni
Il Sasso di Cressogno dal Sasso Rosso.
Regione: Lombardia (ComoItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Camoghè

Provincia: Como

Punto di partenza: Drano (q. 473 m), Valsolda

Versante di salita: SW

Dislivello di salita: 950 m - Totale: 1900 m

Tempo di salita: 3,00 h - Totale: 5,00 h

Periodo consigliato: tutto l´anno

Valle: Val di Solda - Altre cime della Val di Solda
Punti di appoggio: nessuno
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia segnata
Difficoltà:   EE - A - II - F+ (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 91 Lago di Como-Lago di Lugano
Autore: Oliviero Bellinzani Profilo di Oliviero Bellinzani - Altre salite dell'autore
Data della salita: 30/04/2010
Data pubblicazione: 03/05/2010
N° di visualizzazioni: 2319

Introduzione:

Il Sasso di Cressogno è il punto culminante della splendida Costiera dei Pizzoni, che da Cressogno si dirige verso Porlezza, precipitando sul Lago di Lugano con una impressionante serie di bastionate e quinte rocciose intervallate da canali erbosi, mentre a N dirupa selvaggiamente in un mosaico di pareti e muri verticali frammisti a innumerevoli torrioni, originando il versante orografico sinistro della Val Cava, alla cui testata si trova la Forcola (1195). Purtroppo, il colore spesso giallastro della roccia indica che la sua qualità non è delle migliori, giustificando l´ assenza pressoché totale di vie alpinistiche lungo i suoi fianchi, tuttavia la mole della montagna, che si allunga da Est ad Ovest per quasi tre chilometri, sovrastando gli abitati costieri di Cima, Cressogno e San Mamete, offre molte opportunità ad escursionisti particolarmente esigenti. L´ itinerario proposto segue, difatti, la Cresta West con un percorso piuttosto complicato, in ambiente solitario e selvaggio, che aggiunge fascino e mistero alla progressione. Se questa salita si fosse svolta in Grigna, sarebbe stata addomesticata con corde fisse o catene, ma da queste parti i turisti sono ben più rari e quindi la cresta dei Pizzoni è rimasta allo stato naturale, e sebbene non paragonabile all´ ancor più impervio Pizzo Ravò, percorrendola si può capire quanta differenza possano fare dei manufatti artificiali, e come questi siano in grado di stravolgere il sapore autentico di una ascensione, pur facile che essa sia.


Accesso:

Da Milano autostrada dei Laghi in direzione Como-Chiasso. Superata la dogana, proseguire sino a Lugano Sud, seguendo dapprima il lungolago, poi la litoranea in direzione Porlezza. Rientrati in Italia alla Dogana di Gandria, si continua sino ad incontrare sulla sinistra, subito dopo una breve galleria, la deviazione per Dasio che si segue superando Loggio e quindi svoltando a destra (indicazioni) per Drano, dove si giunge in breve. Parcheggio nel piazzale antistante il paese. Drano si può altresì raggiungere da Como risalendo a Menaggio, da cui per Porlezza. Superato lo splendido centro rivierasco, costeggiando il Ceresio verso Lugano e attraversati vari paesini, si raggiunge la deviazione per Dasio, che in questo caso rimane sulla destra subito prima della breve galleria. (Cartelli poco visibili)


Descrizione della salita:

Dal parcheggio si percorre la Via dell´ Eroismo per una trentina di metri attraverso il paese, quindi subito dopo una tettoia in legno si prende sulla sinistra la carrabile che sale a Ranco (sentiero n° 2 delle 4 Valli). La si segue per una decina di minuti, sinché poco dopo un tornante a sinistra non si scorge la scritta "pizzoni"su una roccia a bordo strada. La traccia si imbosca subito, ed è preferibile proseguire qualche metro incontrandone una migliore che poco sopra si unisce alla precendente, proseguendo a risvolti con buona pendenza lungo il costone SW sino ad un incrocio (bolli bianco/rossi, sentiero n° 30). Nel caso non si scorgesse questa prima segnalazione, continuando sulla sterrata più avanti se ne incontra una seconda, più visibile, utilizzata in genere da chi proviene da Dasio, che a mezza costa, tornando verso Drano, porta al medesimo incrocio, arrivandovi da sinistra. Trascurando la traccia di destra proveniente da Cressogno, altro possibile punto di partenza, ma con maggior dislivello, si continua a salire lungo il crinale, aggirando a sinistra alcuni risalti rocciosi che offrono magnifici scorci sul Lago di Lugano. Risalito un canalino sovrastato da rocce strapiombanti, si arriva ad un´ ampia spalla erbosa con rado bosco di querce nane. Scesi brevemente, si prende una cresta secondaria sulla destra, che con salita piuttosto ripida riporta sul roccioso crinale principale, lungo il quale si prosegue sino ad un torrione. Lo si contorna sulla sinistra, abbassandosi all´ ampia sella erbosa a monte, frecce sulla parete, Pizzoni diritto, Drano a ritroso, da dove, in basso, su un torrioncino si scorge la scritta "Forcola" in vernice rossa, indicante il sentiero che vi conduce. Spostandosi sul versante meridionale (destra), si supera un ripido canale-rampa, brevi tratti di facile arrampicata, che porta ad una selletta fra due curiose torrette rocciose, dalla quale si prosegue di cresta, destreggiandosi fra piccoli torrioni calcarei alternati a tratti di bosco sino ad un netto intaglio, dove la traccia si abbassa leggermente sulla sinistra ad aggirare le rocce e, costeggiandole, raggiungerne un secondo, caratterizzato da un dente roccioso. Trascurando la traccia che ne raggiunge la sommità, si scende a contornarne la base, frecce sulla parete, Forcola a sinistra, bolli rossi, vetta a destra, bolli bianco/rossi. Piegando a destra, ci si infila nello stretto corridoio fra la parete del dente e il corpo della montagna, superando un muretto di un paio di metri (II) che a sinistra porta sul facile dorso della cresta sommitale. Per rada traccia, su terreno sempre più aperto, si arriva infine sulla cima, poco sotto la quale si trova una croce in ferro adagiata su alcune rocce.


Discesa:

Come per la salita. Oppure, volendo effettuare un magnifico circuito ad anello, vi sono due possibilità. La prima, più facile, sostanzialmente ripercorre a ritroso il tratto Forcola-vetta della normale (v. relazione). In questo caso si torna all´ ampia sella con le indicazioni Pizzoni-Drano, e per erba ci si abbassa al torrioncino che reca la scritta Forcola. Sulla destra si imbocca un ripido canalino, il cui ultimo tratto piuttosto impegnativo supera un masso incastrato fra le rocce, e lo si discende interamente, sbucando in un ampio canalone ghiaioso, scritta "vetta" in corrispondenza dell´ uscita. Attraversatolo, si risale leggermente, quindi in traverso ci si porta sotto le grandi pareti che caratterizzano la parte sommitale del Sasso di Cressogno, e contornandone la base si raggiunge un colle erboso a monte dello spigolo roccioso. Dal colle si può proseguire facilmente per cresta (bolli rossi) raggiungendo la quota 1289, poco sopra La Crocetta, per poi scendere alla Forcola, oppure traversarvi direttamente lungo il versante settentrionale (traccia principale, bolli bianco/rossi). Dalla Forcola, poi, lungo il sentiero 23 si scende la Val Cava, passando accanto ad una sorgente sotto ad un masso ed arrivando a Ranco, da dove col sentiero n° 2 delle 4 Valli, seguito nel primo tratto all´ andata, si rientra a Drano. La seconda possibilità, consiste invece in una sorta di scorciatoia di quella appena descritta. Dalla cima si torna brevemente allo stretto corridoio fra le due pareti, quindi seguendo i bolli rossi sugli alberi ci si porta ad un ripidissimo pendio sulla sinistra. Lo si scende con cautela, terreno scivoloso, aiutandosi eventualmente con uno spezzone di corda ancorabile agli alberi, e abbassatisi al canalone ghiaioso, lo si percorre per una ventina di metri, arrivando alla scritta "vetta" dell´ itinerario precedente, nel quale ci si immette. Percorso, quest´ ultimo, seguito dall´ autore, risulta senza dubbio più impegnativo, ma decisamente più breve.


Note:

Gita di grande soddisfazione, destinata agli amanti di luoghi solitari e poco noti, la Cresta W dei Pizzoni è ottimamente segnalata in bianco/rosso, e solo nell´ ultima parte, quando il percorso si dipana fra torrioncini ed intagli rocciosi, la traccia diviene meno evidente senza tuttavia mai perdersi. Emozionante la discesa al canale ghiaioso, mentre di grande suggestione lo stupefacente attraversamente sotto le pareti dagli enormi tetti della rocciosa cuspide sommitale che porta al colle con la quota 1289. Ancora una volta, e una volta di più, la Valsolda si rivela per quel magico scrigno ricolmo di gemme preziose qual´ è !


© VieNormali.it

Via Normale Sasso di Cressogno - Monte dei Pizzoni - Prima parte della cresta di salita col Lago di Lugano Via Normale Sasso di Cressogno - Monte dei Pizzoni - Vetta. Via Normale Sasso di Cressogno - Monte dei Pizzoni - Il Sasso di Cressogno salendo alla quota 1289
Prima parte della cresta di salita col Lago di Lugano Vetta. Il Sasso di Cressogno salendo alla quota 1289

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