Il Monte Cingla è una bellissima e selvaggia vetta a cavallo tra il lago di Garda e quello d´Idro, sopra l´abitato di Vesta e Bondone; raggiungibile, comunque, anche dalla parte bresciana come qui descritto.
Da Idro si seguono le indicazioni per Capovalle, che superiamo per giungere al paese di Moerna, ove parcheggiamo subito entrati in paese, al parcheggio del cimitero.
Dal parcheggio seguiamo le indicazioni per Bocca di Valle, inizialmente, per i primi 40 minuti circa su strada asfaltata, sino ad una piccola sella, denominata Dosso Garzù a quota 1184mt, e poi comoda mulattiera sino a Bocca di Cocca di Sotto e poi di Sopra (mt. 1325), ove vi sono numeri cartelli segnavia. Per il Cingla si prosegue dritto, seguendo le indicazioni che lo indicano a 2H, e stando sul sentiero dei Lanzichenecchi, panoramico sul lago di Garda (alla ns dx). Dopo circa una quindicina di minuti siamo ad un piccolo bivio: il sentiero principale prosegue dritto; tuttavia, si nota un sentiero bollato che sale a sx nel bosco. Trattasi di un taglio che permette di accorciare un pochino il percorso ma che di fatto si ricongiunge poi con quello che faremmo se si utilizzasse il sentiero principale. È dunque indifferente quale percorsi si scelga di utilizzare. Io resto sul principale, che ha qualche piccolo sali scendi sino a pervenire ad un bivio segnato, ove per il Cingla si prosegue a sx, abbandonando quindi il sentiero dei Lanzichenecchi, che utilizzerò poi per compiere un anello al ritorno. Seguo quindi il sentiero a sx, sempre ben bollato, passo una presa d´acqua in cemento, intercetto alla mia sx il sentiero che arriva dalla prima deviazione, che non ho preso (il tragitto più breve) e continuo a salire spostandomi man mano verso il versante del Lago d´Idro, sino a pervenire ad una piccola selletta alle pendici del Monte Bezplel, che trovo alla mia dx e che volendo si può raggiungere in una decina di minuti. Da questa selletta proseguo scavallando ed addentrandomi poco dopo nel bosco sul versante nord, sotto le pendici del Bezplel, per un breve tratto in traverso sino ad uscire nuovamente dal bosco e pervenire alla base di un ripido pratone (memorizzare bene questo punto perché al ritorno è facile mancarlo ed andare oltre) che praticamente sale dritto per dritto, guidata dai bolli rossi, sino a pervenire ad un altro traverso boschivo da affrontare, sempre esposto a nord e decisamente più lungo del precedente, sino a tornare poi sul versante sud del percorso. Qui inizia la parte più complessa, fatta di traversi, tratti esposti, roccette di I grado, tratti attrezzati da cavi/funi che aiutano a rendere la progressione più sicura nei punti più scivolosi. Attenzione che questi cavi non sono tesi come quelli di una ferrata; quindi, è bene testarne prima la tenuta ed evitare di rimanerci "appesi" in sosta o rischiare di cadere per oscillamento del cavo. Seguendo sempre i bolli ed affrontando qualche roccetta e tratto ripido si arriva alla grande croce di vetta.
Come per la salita, sino a tornare sul sentiero dei Lanzichenecchi, ove avevamo preso a sx all´andata. Qui si può poi decidere o di rientrare dal medesimo percorso, quindi sempre passando da Bocca di Cocca, come fatto all´andata (ed in tal caso al bivio andremo a dx), oppure, e lo consiglio vivamente, se si ha tempo di percorrere un anello, effettuare il rientro percorrendo interamente il bellissimo sentiero dei Lanzichenecchi (andando quindi a sx dal bivio-cartello indicatore per Bocca di Valle), che taglia le pendici sud del Cingla, tra cenge, caverne, grotte, pinnacoli, panorami sul Garda, sino a pervenire a Bocca di Valle. Da qui seguire e scendere a dx verso Messane, quindi poi per strada asfaltata in direzione dell´abitato di Persone e poi sempre per strada asfaltata si torna a Moerna. Da considerare che questo anello richiede circa un paio d´ore in più di tempo rispetto al fare esattamente lo stesso percorso dell’andata; tuttavia, se si ha tempo merita davvero. In tal caso da considerare anche un aumento del kilometraggio e del dislivello, che così facendo diviene di circa 1200mt anziché 900mt (che già calcolato comunque con i vari sali scendi).
Da fare con tempo stabile e terreno asciutto. Assolutamente no in inverno e no dopo pioggia, il traverso nel bosco è esposto, così come l´ultimo tratto sotto la croce di vetta. E´ assolutamente normale non incrociare altri escursionisti, proprio per la natura selvaggia della vetta, sebbene molto bella e l´intero giro ad anello meriti davvero.

