La sommità della Corna di Capra, se osservata da E o da W, sembra un trapezio quasi perfetto.
Si trova a S di Livigno, di fianco al Pizzo Filone, del quale potrebbe essere considerata
la cima gemella, data la vicinanza, il panorama molto simile e la pari altezza.
Sul versante settentrionale è presente il Ghiacciaio di Pizzo Pavallo,
nome che in precedenza era attribuito alla Corna di Capra. Fino agli anni 80 del secolo scorso questo
ghiacciaio ricopriva tutto il versante compreso fra la cresta NW e quella N, giungendo fin
sotto la vetta. Attualmente è in fase di forte regresso ed è in gran parte coperto da detriti.
Anche sotto la dorsale SE permangono alcuni piccoli apparati glaciali: il Ghiacciaio di Corna
di Capra di Dentro, che si è rifugiato sotto una costola rocciosa e le poche placche del Glacionevato di Corna di Capra di Fuori, in fase di completa estinzione. Più a SE si trova il Ghiacciaio delle Mine, ancora di discrete dimensioni, sebbene in questi ultimi anni abbia subito un evidente arretramento della fronte e una notevole perdita di spessore.
L´ascesa si svolge lungo il detritico e facile (EE) versante W, accessibile in più punti. L´itinerario può essere reso più interessate con la variante di salita dalla facile cresta NW e la discesa dalla cresta SW.
Da Livigno si percorre la strada che conduce alla Forcola, fino alla piana dell´Alpe Vago (q. 1975 m), dove si parcheggia in uno spiazzo di fianco alla strada.
Dal parcheggio si segue la stradina sterrata che conduce al ponte sulla Spöl e poco oltre all´Alpe Vago.
Si seguono le indicazioni per la Bocchetta di Val Nera (o Passo delle Capre) e si attraversa il torrente sopra un ponte. S´imbocca quindi il sentiero che risale i prati della Valle Vago in direzione SE, sulla destra orografica.
Giunti al termine di questa breve valle, a circa (q. 2200 m), si rimonta un ripido pendio, per poi traversare
la Val Nera a mezzacosta, verso SE. Dopo aver superato il profondo solco di un torrente, il sentiero sale ripido verso NE e raggiunge un
piano erboso, a circa (q. 2650 m), in vista del versante meridionale della nostra montagna.
Qui si abbandona il sentiero segnalato e, volgendo verso N, si risalgono i pascoli e i successivi pendii
detritici. Dopo aver aggirato a sinistra la cresta SW della Corna di Capra, si giunge nei pressi della
(q. 2804 m) sulla CNS.
Per sfasciumi e rocce frantumate si prosegue verso NE, fino a raggiungere la ripida cresta NW.
Seguendone il filo e appoggiando a destra, si accede alla vetta senza difficoltà.
Dalla vetta si scende lungo la facile cresta SW. Per canaletti e sfasciumi si ritorna al piano erboso a circa (q. 2650 m) e da qui all´Alpe Vago con l´itinerario di salita. Comunque, come già accennato, l´ampio pendio W del trapezio sommitale è facilmente percorribile in diversi punti.

