Il Pizzo di Madéi si trova sulla catena di confine tra il Piemonte e il Catone Ticino. È un importante nodo orografico dal quale si estendono tre vallate, a occidente la Valle Agrasino, laterale della Valle Antigorio, a oriente l’ampia testata italiana della Valle Onsernone e infine la Valle di Vergeletto, dove si svolge la via normale proposta qui di seguito. L’itinerario è un po´ lungo e richiede quindi un adeguato allenamento ma è facile, alla portata di tutti gli escursionisti ed è segnalato dalla partenza fino alla base del pendio che conduce al Passo di Loccia Carneria (senza nome sulla CNS, situato tra il Pizzo di Madéi e il Pizzo del Fornale). La cresta finale SSW è larga, in prevalenza erbosa con rocce affioranti.
È conosciuto anche come Pizzo Medaro.
Dall’autostrada Lugano – San Gottardo si esce allo svincolo di Bellinzona Sud, dove s’imbocca la strada cantonale per Locarno. Si prosegue per un lungo tratto seguendo le indicazioni per Locarno e si arriva alla grande rotonda presente nei pressi dell’aeroporto di Magadino. Qui s’imbocca il troncone autostradale con una lunga galleria che permette di bypassare il centro di Locarno. All’uscita si prende per Centovalli, Valle Maggia e Onsernone.
Giunti a Ponte Brolla, si svolta a sinistra per Centovalli - Onsernone e a Cavigliano si prende per Valle Onsernone. Poco oltre il paese di Russo si svolta a destra e si sale in Valle Vergeletto. Si oltrepassa l’abitato di Vergeletto e si continua sulla strada asfaltata fino al suo termine. Poi si prosegue sulla sterrata che si mantiene a destra del torrente e si parcheggia all’Alpe del Casone (q. 1276 m).
Il sentiero segnalato per la Capanna si stacca dalla sterrata circa 500 m prima di arrivare all’Alpe del Casone ma non ci sono slarghi per parcheggiare. Conviene raggiungere l’alpe e poi retrocedere sulla sterrata fino al cartello segnaletico che riporta: Cap. Alpe Arena 1 h 20 min.
Dalla sterrata si scende pochi metri e si attraversa il torrente Ribo sopra un ponte. Sul versante opposto si inizia a salire nella Riserva Forestale Integrale dell’Arena, una magnifica foresta di abeti bianchi, rossi e larici. La pendenza è abbastanza sostenuta ma il sentiero è ben tracciato, a ogni bivio si seguono le indicazioni per la capanna. Nella parte superiore gli alberi si diradano e il percorso diventa meno ripido, fino a raggiungere l’alpe dove c’è la Capanna Alpe d’Arena (q. 1689 m).
Da qui si seguono le indicazioni del cartello per Alpe di Porcaresc. Il sentiero traversa sulla destra, poi scende con belle gradinate un’alta fenditura tra due rocce, dove si perdono circa 35/40 m di dislivello. Sulla CNS questo luogo è indicato come Buco d’Arena. Il sentiero prosegue poi dolcemente con tratti lastricati fino all’Alpe di Madéi (q. 1752 m vedi prima immagine di dettaglio). Da questo alpe bisogna raggiungere la Cata di Madéi, il valico sulla cresta di confine (cresta ESE del Pizzo di Madéi).
Il pendio per accedere a questo valico nella parte superiore è coperto da una ripida colata di detriti e nella parte inferiore, sopra l’alpe, da una barriera di cespugli impenetrabili. Fortunatamente qualcuno ha individuato e segnalato il percorso. Quindi, dall’Alpe di Madéi si abbandona il sentiero che prosegue per l’Alpe di Porcaresc e si seguono, leggermente sulla sinistra del sentiero principale, degli sporadici segnali e bolli, attualmente di colore rosso.
Questi segnali rossi nel prosieguo diventeranno più frequenti e più visibili. La traccia dopo aver risalito il prato davanti alla baita dell’alpe, traversa a sinistra, sopra la baita stessa, poi prosegue sulla destra fino a raggiungere l’inizio della colata di detriti. Si sale a lungo seguendo i segnali, fino a raggiungere la Cata di Madéi (q. 2214 m). Dal valico si scende su sentiero segnalato nel versante italiano, perdendo circa 30 metri di dislivello.
Poi si prosegue, sempre su sentiero segnalato, ben al di sotto della cresta di Madéi, su pascoli e detriti. Si traversa a lungo, fino ad arrivare in vista del Passo di Loccia Carneria (ca. q. 2450 m). Con percorso intuitivo, si abbandonano i segnali che attualmente proseguono verso sinistra e si rimonta il pendio che conduce a questo valico, su detriti ed erba, senza traccia. Poi si segue la cresta SSW di rocce affioranti ed erba, senza difficoltà, fino a raggiungere l’alta croce sulla vetta.
Come per la salita.

