Appuntamento con Roberto Ciri per una serata di trekking e cultura intitolata "Ladakh: quel che resta del Tibet".
La serata si terrà giovedì 11 marzo presso la presso la sede della Società Escursionisti Bresciani U. Ugolini in via Marchetti 1 a Brescia, alle ore 21.
Una proiezione di immagini in dissolvenza accompagnate da musiche e racconti dell'autore, per vivere un viaggio fra le terre desertiche d'alta quota del Ladakh, nell'Himalaya Indo-Tibetano.
Il racconto dell'esperienza di un viaggio fra monasteri di buddhisti tibetani, deserti e trekking d'alta quota.
Un percorso di 10 giorni nella Marka Valley, fino ai 5100 metri del Gogngmaru La al cospetto del Kang Yatse.
Quasi un mese vissuto fra le genti cacciate dal Tibet dall'invasione cinese e che hanno trovato rifugio in un paese che è ormai "quel che resta del Tibet".
"... Il Ladakh è una regione dello stato di Jammu e Kashmir, lo stato più settentrionale dell'India, racchiusa fra le catene montuose del Karakorum a nord e dell'Himalaya a sud.
L'intera regione del Ladakh è attraversata da una lunga valle in cui scorre il fiume Indo, uno dei fiumi sacri dell'India, ed è circondata da alte montagne che raggiungono i 6200-6400 metri, come lo Stok Kangri e il Kang Yaze. Circa 200 km a nord-ovest dal capoluogo del Ladakh, la cittadina di Leh, svetta il K2 in pieno Karakorum.
Nel 1950 la Repubblica Popolare Cinese invase il Tibet con un atto di aggressione e violazione di ogni legge internazionale, causando sino ad oggi la morte di oltre 1.000.000 di Tibetani e la distruzione del 90% del patrimonio artistico e architettonico tibetano (di quasi 6.000 monasteri e templi, antichi di centinaia e a volte migliaia di anni, se ne salvarono solamente 13). Una ferita irreparabile alla civiltà tibetana tuttora emarginata in tutti i settori, da quello scolastico a quello religioso e lavorativo dalla presenza dei cinesi.
Migliaia di tibetani sono fuggiti dal Tibet in seguito all'invasione da parte della Cina nel 1950 ed hanno trovato rifugio in Ladakh con le proprie famiglie, usi, costumi, pratiche religiose, arte e cultura che fanno oggi del Ladakh quel che resta del Tibet.
Ingresso libero.