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Punta Barant - 2450 m


Relazione della salita - Cima n° 850


Via Normale Punta Barant
L'ultimo tratto di cresta verso la cima
Regione: Piemonte (TorinoItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Cozie - Gruppo Granero Frioland

Provincia: Torino

Punto di partenza: Villanova (q. 1225 m) - Val Pellice

Versante di salita: vari

Dislivello di salita: 1225 m - Totale: 2450 m

Tempo di salita: 3,00 h - Totale: 5,15 h

Periodo consigliato: tutto l'anno

Valle: Val Pellice - Altre cime della Val Pellice
Punti di appoggio: Rif. Willy Jervis al Prà (q. 1732 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero e traccia segnata
Difficoltà:   E - F (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Autore: Marco Caparello Profilo di Marco Caparello - Altre salite dell'autore
Data della salita: 30/01/2005
Data pubblicazione: 22/10/2008
N° di visualizzazioni: 2933

Introduzione:

Questa panoramicissima punta è già visibile da tutta la Val Pellice ma non è facilmente individuabile in quanto facente parte di una serie di antecime che viste da N appaiono come un unico ripidissimo costone roccioso sul lato destro idrografico del fondovalle. Dal Rifugio Jervis al Prà, punto di partenza della nostra escursione invece è facilmente individuabile in direzione E sui pendii erbosi inclinati della prima parte di cresta alla destra idrografica della vallata che poi proseguendo porta sino al Monte Manzol e Granero. La vetta è facilmente raggiungibile da diversi punti e comunque tutti passanti per il versante SW costituito di facili pendii mediamente inclinati ben visibili dalla Conca del Prà. I principali punti di partenza sono:
- dalla valle dei Carbonieri (Rifugio Barbara Lowrie) tramite carrozzabile del Col Baracun o Barant;
- dalla Conca del Prà (Rifugio Willy Jervis) tramite carrozzabile del Col Baracun o Barant;
- direttamente da Villanova con salita abbastanza impegnativa che passa sul lato destro idrografico della Vallata sotto il Castellus e la Gugliassa per riprendere la carrozzabile del Col Baracun nel punto denominato la Colletta.

Poco prima di una decisa curva della strada verso sinistra possiamo imboccare un sentiero che ci porta a risalire una specie di canalone diritto davanti a noi con percorso che passa accanto a bastionate rocciose sede di diverse vie di arrampicata. Giunti in breve sulla sommità del canalone possiamo già vedere poco oltre la costruzione del Rifugio meta della nostra gita. Il sentiero quindi si allarga e scende brevemente per portarsi proprio di fronte al Rifugio W. Jervis al Prà (q. 1732 m; 1,20 h).


Accesso:

Parcheggiata l'auto a Villanova, ultimo paese raggiungibile su asfalto della Val Pellice, nei pressi di un primo tornante sterrato superare a piedi un ponte posto ai piedi di una bellissima cascata che d'inverno ci fa intuire che da queste parti la possibilità di effettuare scalate su ghiaccio è tutt'altro che remota. Percorrendo la stradina che si inoltra nel piccolo paese di Villanova pssiamo accanto ad un Bar-Ristorante chiamato Rifugio Barbara. Da qui il sentiero si fa più stretto e dopo una fontana inizia a scendere e ad essere ben segnalato con segni di vernice bianco-rossi che identificano il sentero EPT 115 GTA. Dopo la beve discesa iniziale il sentiero risale dolcemente per poi effettuare un piccolo scollinamento che ci porta in un punto pianeggiante dove d'inverno dobbiamo porre molta attenzione a superare uno spesso strato ghiacciato che occupa l'intero sentiero. Superato un altro ponte il sentiero si fa finalmente più interessante prendendo a salire mezzacosta alla base di ripidi paretoni rocciosi. Interessante da questi punti è lo scorcio offerto sul fondovalle e su Villanova. Con due lunghi tratti mediamente ripidi si riguadagna il tracciato stradale in un punto in cui lo stesso è scavato nell roccia. Seguendo le chiare indicazioni deviamo verso sinistra e percorriamo la strada che con un percorso abbastanza dolce e mai faticoso ci guida a risalire questo strettissimo punto della vallata.

Poco oltre il tracciato si fa più ripido e giunge nei pressi di un tornante sotto una paretina rocciosa strapiombante; da qui la possibilità escursionistica è resa più interessante da un sentiero che s'inoltra ripido e ben segnalato a mezzacosta e che ci permette di evitare le due lunghe diagonali che effettua la carrozzabile. Nei pressi di un tornante possiamo imboccare la scorciatoia Riguadagnato nuovamente il tracciato stradale nei pressi di un cartellone si riprende a risalire lo sterrato che con percorso in ambiente decisamente più ampio percorre ancora alcuni brevissimi tornanti evitabili da alcuni sentieri ben visibili sino a giungere in una lunga diagonale che corre sotto alcune imponenti bastionate rocciose nel cosiddetto Piano dei Morti.


Descrizione della salita:

Lasciato il Rifugio W.Jervis proseguire sulla strada che percorre il piccolo borgo per poi inoltrarsi nella Conca del Prà. Con un breve tratto in discesa giungiamo nei pressi di un chiaro cartello che indica la deviazione verso E per raggiungere il Col Barant (o Baracun). Seguendo la direzione indicata scendiamo nelpunto più basso della Conca ed attraversiamo il torrente Pellice portandoci così a ridosso del fianco destro idrografico della vallata dove una strada carrozzabile sterrata s'inoltra nel bosco con una prima diagonale in salita verso N nei pressi di alcuni roccioni ove son dipinti dei segnavia (q. 1712 m; 10'). Seguendo fedelmente il percorso dettato dalla carrozzabile risaliamo abbastanza agevolmente tutto il fianco della vallata con diagonali mai troppo pendenti sino a giungere nei pressi della località denominata la Colletta alla destra della quale possiamo ben vedere tutto il rimanente tracciato che a mezzacosta giunge sino al Colle. Fin qui, in diversi punti è possibile seguire diversi sentieri segnalati bianco-rossi (GTA) che ci permettono di accorciare il percorso stradale tagliando alcuni tornanti (q. 2200 m; 1,10 h).

Superata la colletta percorrere ancora brevemente il tracciato stradale che si dirige al Colle, sino ad incontrare una traccia di sentiero che s'inerpica sugli spogli pendii alla nostra sinistra passando nei pressi di una vecchia trincea della seconda guerra mondiale. Seguendo un percorso in diagonale ascendente guadagniamo la cresta che sale incostante con alcuni sali-scendi sino alla vetta che viene così facilmente raggiunta (q. 2425 m; 1,45 h).


Discesa:

La discesa può essere effettuata sul percorso di salita, tuttavia può essere molto interessante scendere sino al Col Barant e andare a visitare il giardino Botanico di poco più basso; da qui riprendere il tracciato stradale per ritornare alla Conca del Prà.
E' altresì possibile scendere direttamente a Villanova senza passare dal Prà con un percorso abbastanza ripido e sconsigliabile in inverno e in presenza di neve, che parte della Colletta e scende passando sotto le cime de la Gugliassa e del Castellus; tale sentiero scende sino nei pressi di Villanova dove guada il torrente su un ponte per ricongiungersi con il primissimo tratto di sentiero che sale verso il Rifugio Jervis.


Note:

Non è necessaria alcuna attrezzatura particolare se non quella da semplice escursionismo in relazione al periodo di effettuazione dell'escursione. Questa facile cima si presta molto ad esser salita sia d'estate con semplice camminata mai troppo impegnativa, sia d'inverno con le pelli di foca o le racchette da neve.


© VieNormali.it

Via Normale Punta Barant - Il primo tratto della strada che collega la Conca del Prà con il Col Barant Via Normale Punta Barant - Il Monte Palavas oltre il Colle Urina Via Normale Punta Barant - La Val Pellice vista dalla vetta
Il primo tratto della strada che collega la Conca del Prà con il Col Barant Il Monte Palavas oltre il Colle Urina La Val Pellice vista dalla vetta

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