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Monte Bianco (Via Italiana) - 4810 m


Relazione della salita - Cima n° 48


Via Normale Monte Bianco (Via Italiana)
Vista dal versante francese
Regione: Val Aosta (AostaItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Graie - Gruppo Monte Bianco

Provincia: Aosta

Punto di partenza: La Visaille, sbarra strada Val Veny (q. 1650 m)

Versante di salita: W-E

Dislivello di salita: 3210 m - Totale: 6420 m

Tempo di salita: 10,30 h - Totale: 18,00 h

Periodo consigliato: luglio - agosto

Valle: Val Veny - Altre cime della Val Veny
Punti di appoggio: Rif. Gonella (q. 3071 m) - Cap. Vallot (q. 4362 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero segnato
Difficoltà:   EEA - AG - PD+ (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 85 - Monte Bianco 1:50000
Autore: Roberto Ciri Profilo di Roberto Ciri - Altre salite dell'autore
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Data della salita: 09/08/1998
Data pubblicazione: 12/11/2004
N° di visualizzazioni: 55091

Introduzione:

Il Monte Bianco è notoriamente la più elevata vetta d´Europa e, secondole ultime misure effettuate nel settembre 2009, raggiunge i 4.810,45 m di altezza, sebbene l´altezza vari in funzione delle precipitazioni nevose e all´accumulo della neve da parte dei venti. In effetti al di sotto della calotta ghiacciata sommitale, sotto uno spessore di ghiaccio e neve compreso fra i 16 e i 23 m, si trova la cima rocciosa, a quota 4.792 m e spostata di 40 m circa più ad ovest rispetto alla vetta di ghiaccio. A causa delle continue variazioni della calotta ghiacciata dal 2001 ogni due anni viene fatto un rilevamento ufficiale della quota. La cima può essere raggiunta da vari versanti, con due vie normali dall´Italia, quella dal Rif. Torino per il ghiacciaio del Gigante e quella dalla Val Veny, per il ghiacciaio del Miage e il Rif. Gonella. Viene qui descritta la salita per la via normale italiana dal Rif. Gonella con discesa in traversata fino al Rif. Torino attraverso il Ghiacciaio del Gigante, una grandiosa traversata che richiede un eccezionale allenamento e resistenza, dato che prevede il superamento di 3200 m di dislivello in salita in giornata ed una lunga traversata di grande impegno fisico.


Accesso:

La salita al Rif. Gonella avviene attraverso la morena del lungo e piatto Gh. del Miage (~10 Km) (disl. 1420 m, circa 4 ore). Dalla sbarra di La Visaille lungo la strada della Val Veny seguire la strada e il sentiero che la taglia fino al Lago di Combal (40´). Da qui prendere il sentiero dietro al bar Miage che porta sul filo di cresta sinistro (destra orografica) della morena del Gh. del Miage, da seguire con tratti affilati fino al suo esaurimento presso un grosso masso. Da qui spostarsi a destra verso il centro della morena in direzione di un ometto di pietre e, cercando con attenzione gli scarsi e poco visibili ometti, risalire con scarsa pendenza la morena di massi e ghiaie. Si passa attraverso alcuni enormi massi, portandosi sulla cresta della morena centrale, da seguire fin dove si esaurisce sul ghiaccio scoperto percorso da rivoli d´acqua. Traversare il ghiacciaio con obliquo verso sinistra, con qualche crepa, in direzione di una parete rocciosa e continuare al centro del ghiacciaio poco pendente e piatto. Ritornare verso destra sulla morena da risalire verso destra, uscendo di nuovo sul ghiaccio, qui con traccia più evidente. Attraversare verso destra un ponte su un grande crepaccio, salendo cul pendio roccioso ed erboso di fronte, in cui sono presenti dei bolli gialli e una traccia di sentiero. Risalire per tratti ripidi e facili arrampicate, alcuni tratti sono attrezzati con catene e scalette di ferro. Risalire un lungo e pendente nevaio, con obliquo verso destra, poi per altri tratti attrezzati, passi di I grado e massi si raggiunge il Rif. Gonella (3,45 ore).


Descrizione della salita:

Dal Rif. Gonella seguire la traccia che taglia il pendio roccioso su cui sorge il rifugio e con qualche saliscendi in breve porta alla pista sul Gh. del Dome. Si supera quasi subito un largo crepaccio per un ponte affilato. Si continua per la traccia a volte poco marcata aggirando con svolte vari crepacci e superandone direttamente alcuni, risalendo il lato sinistro del ghiacciaio. Si risale un pendio ripido e si supera una terminale giungendo ad un pianoro solcato da un enorme crepaccio di circa 10 m di larghezza, su cui è posta una scala di legno orizzontale ben ancorata da attraversare carponi, senza farsi impressionare dai 20 m di vuoto sottostante! Risalire quindi un ripido pendio che poi con traversata verso destra porta ad un colletto (Col des Aig. Grises) da cui si risale la cresta prima di neve e poi di rocce rotte e sfasciumi per un centinaio di metri, finché la cresta non ridiventa di neve e ghiaccio e con un tratto aereo ed affilato porta ad un pianoro sotto al Dome du Gouter. Risalire direttamente il pendio che sale alla calotta del Dome (4306 m) e da qui seguendo una traccia con dei paletti scendere al Col du Dome, dove si congiunge la via normale francese. Risalire per ripido pendio alla Cap. Vallot (4362 m - 4 h e 45 m fin qui). Attraverso un pianoro ci si porta all´inizio della cresta delle Bosses, da risalire con percorso a svolte nella parte inferiore e poi a destra del filo di cresta della prima gobba e lungo la cresta della seconda gobba, con impressionante veduta sullo scivolo della parete N del Bianco. Lasciare a destra delle rocce affioranti e continuando per l´affilata cresta, prima in salita e poi in piano, si giunge sulla cima a forma di larga cresta prizzontale (1 h 50 m).


Discesa:

Dalla cima scendere verso sinistra (parte opposta da cui si è saliti) il pendio NNE direttamente e per un breve tratto ripido si arriva ad un vasto plateau. Proseguire quindi sempre con discesa diretta giù per il ripido pendio del Mur de la Cote (100 m fino a 35°) che porta al grande plateau del Col de la Brenva, in cui badare bene a tenersi a sinistra, lontano dalle enormi cornici che a destra sono sospese sul Gh. della Brenva. Attraversare il colle, risalendo sotto il pendio N che sale alla cima del M. Maudit (4468 m, facile da salire, per ripida salita di 160 m, discesa traversando dall´altro lato NE prima e N poi). Lasciando a destra la traccia per il M. Maudit risalire con un breve arco ad una spalla (Col du M. Maudit, 4354 m), da cui si scende per ripido pendio gradinato con corda fissa (circa 60 m a 40°). Scendere il pendio tagliando la traccia a svolte o seguendola se la crepaccia terminale è aperta, seguendo poi la pista che con un lungo arco prima in piano e poi in leggera salita porta al crestone W del M. Blanc de Tacul, circa a q. 4100 m. Da qui si sale banalmente in leggera salita alla cima (4268 m). Dal crestone scendere direttamente o per svolte il versante N del Tacul, scendendo un facile canale gradinato fino al bordo di un seracco di circa 25 m di altezza. Traversare verso sinistra su cengia di ghiaccio stretta, sotto la parete superiore del seracco, fino al lato sinistro in cui si scende dentro una spaccatura (camino) nel ghiaccio di 10 m circa, gradinata e con due corde fisse ancorate in modo poco sicuro. Lungo la cengia sono presenti dei paletti di legno per calate in doppia, non molto raccomandabili. Alla fine del camino passare il crepaccio parzialmente chiuso e proseguire in discesa diretta al pianoro del Col du Midi (4 h e 15 m). Seguire la pista che scende al Gh. del Gigante, traversando sotto il versante N del Tacul, oppure portandosi alla pista che scende dal Rif. Cosmiques, in modo da evitare un largo crepaccio chiuso ma insidioso. Scendere il Gh. del Gigante, saltando varie crepe e poi in piano giungere alla zona di crepacci al centro del ghiacciaio. Attraversarla con cautela, crepacci molto larghi e ponti di neve insicuri data l´ora del pomeriggio in cui ci si arriva. Se il percorso è precluso da ponti crollati tornare indietro e prendere la traccia che sotto ai satelliti del Tacul risale al Gr. Capucin, attraversando la grande crepacciata superiore con vari zig zag, salendo al bacino superiore del ghiacciaio che presenta lunghe e strette fratture. Traversare tutto il bacino verso sinistra in leggera discesa, sotto la Tour Ronde e alla fine risalire il lungo pendio che porta verso il Col Flambeau, da cui saltando qualche crepa si arriva al Rif. Torino (3 h e 45 m).


Note:

Via normale italiana, salita in spettacolare ambiente glaciale, richiede ottima preparazione ed allenamento: nello stesso giorno sono 3210 m di dislivello in salita in circa 10 h; 14,30 h per la traversata dal Rif. Gonella al Rif. Torino. Ghiacciai e cresta aerea nella parte finale, ghiacciaio del Dome molto crepacciato, cresta di Bionassay affilata ed aerea, discese ripide dal Mur de la Cote e dal Col du M. Maudit, zona di seracchi sotto al M. Blanc de Tacul, crepacci sul Gh. del Gigante. Partire dal Rifugio Gonella entro le ore 1, in modo da essere in vetta per le 8 ed effettuare la discesa per il Gh. del Gigante entro le 16. Il Gh. del Gigante non va sottovalutato, data la grande quantità di crepacci nella parte centrale e l´ora tarda in cui lo si attraversa. Le creste di Bionassay e delle Bosses sono molto aeree e vanno percorse con molta attenzione in caso di presenza di ghiaccio. Considerando la data della salita a cui si riferisce la relazione le condizioni dei ghiacciai saranno sicuramente cambiate, per cui conviene informarsi al Rif. Gonella su eventuali variazioni del percorso di salita.


© VieNormali.it

Via Normale Monte Bianco (Via Italiana) - La cresta de le Bosses Via Normale Monte Bianco (Via Italiana) - Cupolone sommitale Via Normale Monte Bianco (Via Italiana) - Sulla vetta
La cresta de le Bosses Cupolone sommitale Sulla vetta

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Revisione: relazione rivista e corretta il 01/07/2014 dalla redazione di VieNormali.it

  


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