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Pizzo Scala - 2429 m


Relazione della salita - Cima n° 2685


Via Normale Pizzo Scala
L’itinerario della cresta SE-S del Pizzo Scala, dai pressi del passo omonimo
Regione: Lombardia (SondrioItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Alpi Orobie

Provincia: Sondrio

Punto di partenza: Barbera (q. 1282 m)

Versante di salita: SE-S

Dislivello di salita: 1150 m - Totale: 2300 m

Tempo di salita: 4,00 h - Totale: 7,00 h

Periodo consigliato: tarda primavera – inizio autunno

Punti di appoggio: Nessuno
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EE - A - II- - F (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 105 - Lecco Valle Brembana 1:50000
Autore: Piero Vardinelli Profilo di Piero Vardinelli - Altre salite dell'autore
Data della salita: 17/05/2015
Data pubblicazione: 20/05/2015
N° di visualizzazioni: 2046

Introduzione:

Bella e isolata piramide di rocce ed erba che offre un esteso panorama. La via normale proposta della cresta SE-S è appagante e discretamente impegnativa. Il filo della cresta è facile nei lunghi tratti in cui è percorribile, sebbene in alcuni punti sia un poco stretto. Presenta tuttavia un paio di risalti rocciosi, da aggirare con attenzione sui ripidi e un po’ esposti pendii prativi del lato W. Il terzo passaggio che richiede un poco di impegno è un intaglio (II-) di 5/6 metri. Nulla comunque di problematico per chi è esperto di questo tipo di creste.
Le immagini della relazione: Cima di Lemma - da W, possono fornire utili indicazioni.


Accesso:

Provenendo da Morbegno, si lascia sulla destra la località di Talamona e prima di attraversare il ponte sull’Adda, seguendo le indicazioni per la Val Tartano, si abbandona la statale 38 e si svolta a destra. La strada, abbastanza stretta, risale la valle con numerosi tornanti, raggiunge Campo e poi il paese di Tartano. Cento metri dopo la chiesa del paese, al termine delle ultime case, c’è un bivio non segnalato. Si prende la strada sulla destra che scende con alcuni tornanti in Val Corta. Essa si addentra poi sterrata lungo la valle per circa 1.5 km. Giunti in località Barbera, sulla sinistra si potrà notare un ponticello in cemento sul torrente, si prosegue per una trentina di metri, fino ad uno spiazzo dove si può parcheggiare.


Descrizione della salita:

Dal parcheggio si retrocede sulla sterrata e si attraversa il ponticello, il cartello indica: Val di Lemma e Passo di Lemma h 3,00, Giardino Botanico Orobie h 0,30. Si risale quindi la valle a sinistra del torrente, su di una bella mulattiera (segnavia 116). Il percorso si mantiene inizialmente in prossimità della riva, poi sale sulla sinistra ed infine si avvicina di nuovo al torrente. Quest’ultimo tratto è particolarmente suggestivo e si svolge sul margine, protetto da parapetti in legno, di una forra scavata dal torrente impetuoso che forma diverse cascatelle. Poco dopo la mulattiera si immette in una stradina sterrata e si prosegue su di essa, lungo la valle. Successivamente si tralascia a destra il cartello che indica il giardino botanico (meritevole di essere visitato al ritorno) e si segue la sterrata.
Si raggiungono poi le due baite della Casera Sona Bassa (q. 1532 m), dove termina la stradina. Percorrendo ora il sentiero con segnavia GVO, lungo il pascolo si arriva alla Casera Lemma Bassa (q. 1694 m). All’orizzonte, sopra il tetto di questa stalla che è distante una cinquantina di metri dal cartello indicatore, si potrà notare la nostra meta, il Pizzo Scala e a destra, la sua cresta SE-E. Proseguendo sul sentiero segnalato si oltrepassa una baita isolata, sulla cui facciata è appesa una piccola bacheca commemorativa delle vittime dell’alluvione del 1987. Più avanti c’è un bivio non segnalato. È indifferente prendere il sentiero di destra in falsopiano, oppure quello che si alza sulla sinistra, entrambi traversano a destra, oltre le ramificazioni del torrente e conducono all’Alpe Lemma Alta (q. 1973 m).
Da qui il percorso che ci attende è evidente (vedi 1a immagine di dettaglio). In direzione NE si staglia il Pizzo Scala con la sua lunga cresta SE-S e sulla destra, c’è la piccola piramide erbosa della Cima di Lemma che da questa prospettiva sembra insignificante. Mentre in direzione E-SE, a chiudere la valle, appare la lunghissima e poco elevata cresta meridionale della citata Cima di Lemma che inizia al Passo omonimo (q. 2138 m). Da questo alpeggio si retrocede una trentina di metri e, tralasciando il percorso che sale al Passo di Lemma, su tracce segnalate si prosegue in direzione ESE, con un percorso a semicerchio da destra a sinistra, passando dalla Baita Torce (q. 2091 m). Dai pressi di questa baita si offrono due possibilità:
1°) Compiere la traversata Cima di Lemma – Pizzo Scala.
Si sale lungo la cresta SW-S della Cima di Lemma. La cresta è accessibile in più punti e il pendio per raggiungerla è breve. Poi si segue il sentiero segnalato che si mantiene sulla dorsale, facilmente, fino a raggiungere la vetta della Cima di Lemma (q. 2346 m). In discesa si segue l’ancor più facile cresta di collegamento con il Pizzo Scala, perdendo 40/50 metri di dislivello e in breve si arriva alla poco accentuata sella del Passo della Scala (q. 2355 m). Bisogna precisare che la carta della Kompass riporta questo valico a metà strada tra il Pizzo Scala e la Cima di Lemma, invero si trova più ad E, vicino alla Cima di Lemma. Dal passo si segue la cresta SE-S del Pizzo Scala che inizialmente presenta facili rocce.
Si prosegue lungo la cresta larga ed erbosa, che poi diventa un poco stretta e in buona parte rocciosa. Come citato nell’introduzione, un paio di risalti (il primo poco oltre l’inizio della cresta rocciosa, il secondo in prossimità dell’intaglio) vengono aggirati con attenzione a sinistra, su labili tracce e non appena possibile si riprende il filo della cresta. Mentre l’intaglio può essere raggiunto in tre modi: lungo una placchetta che scende direttamente all’intaglio; leggermente a destra, calandoci in un ripido e stretto canaletto ma che presenta buoni appigli (la mia scelta); all’estrema destra su di una cengia abbastanza esposta. La cresta sommitale, in prevalenza erbosa e facile, conduce alla piccola croce della vetta.
2°) Salire direttamente al Passo della Scala.
Dai pressi della Baita Torce, su labili tracce, ma anche senza percorso obbligato in aperto pascolo, si sale in direzione NE. Nella parte superiore, poco a sinistra della Cima di Lemma, si prende una traccia, ora abbastanza marcata che conduce senza difficoltà al Passo della Scala. Da questo valico si prosegue come per il 1° itinerario.


Discesa:

Come per la salita.


Note:

Nota 1
Dal bivio non segnalato c’è un’altra possibilità per raggiungere i campi superiori: si imbocca il sentiero che sale sulla sinistra e quando questo inizia a traversare a destra per raggiungere l’Alpe Lemma Alta, lo si abbandona e si prosegue dritti, in direzione SE (vedi freccia gialla nella 1a immagine di dettaglio). Questa variante è più sbrigativa ma comporta il superamento di un ripido pendio erboso, senza traccia. È quindi più comodo salire dall’alpe citato, anche se, tra andata e ritorno, ci si impiega una buona mezz’ora in più (già conteggiata nelle ore di salita della scheda).
Nota 2
Per i meno esperti utile almeno una corda.


© VieNormali.it

Via Normale Pizzo Scala - L’itinerario, dall’Alpe Lemma Alta (q. 1973 m) Via Normale Pizzo Scala - Risalti rocciosi da aggirare, lungo la cresta S Via Normale Pizzo Scala - La facile cresta sommitale
L’itinerario, dall’Alpe Lemma Alta (q. 1973 m) Risalti rocciosi da aggirare, lungo la cresta S La facile cresta sommitale

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Revisione: relazione rivista e corretta il 05/06/2015 dalla redazione di VieNormali.it

  


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