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Cima Vitalengo - 2407 m


Relazione della salita - Cima n° 2635


Via Normale Cima Vitalengo
Immagine ripresa 100 m a S della Casera di Grassone, dove si abbandona il sentiero
Regione: Lombardia (SondrioItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Alpi Orobie

Provincia: Sondrio

Punto di partenza: Le Teccie (q. 1255 m)

Versante di salita: SW-W

Dislivello di salita: 1152 m - Totale: 2304 m

Tempo di salita: 3,15 h - Totale: 6,00 h

Periodo consigliato: giugno - ottobre

Valle: Valmadre - Altre cime della Valmadre
Punti di appoggio: nessuno
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero e traccia solo in parte segnalati
Difficoltà:   EE (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 105 - Lecco Valle Brembana 1:50000
Autore: Piero Vardinelli Profilo di Piero Vardinelli - Altre salite dell'autore
Data della salita: 20/10/2014
Data pubblicazione: 04/11/2014
N° di visualizzazioni: 1486

Introduzione:

Montagna dalle forme eleganti, situata sulla dorsale che separa la Valmadre dalla Val Cervia. E´ un bel punto panoramico, con vedute interessanti che permettono di studiare molti intinerari di accesso alle vette circostanti. L´itinerario proposto del versante W è il più semplice per raggiungere la cima. Il pendio erboso sommitale è solamente un pò ripido ma non presenta particolari difficoltà. Un centinaio di metri a N della vetta c´è l´Anticima N, più bassa di soli due metri. Anch´essa è facilmente raggiungibile seguendo la cresta di collegamento che presenta un solo passaggio un pò stretto, situato poco prima dell´anticima. E´ consigliabile la traversata, salire da SW-W e scendere dal versante NW o viceversa, vedi relazione: Cima Vitalengo - Versante NW.


Accesso:

A San Pietro Berbenno si abbandona la S.S. 38 e si seguono le indicazioni per Fusine. Raggiunta questa località in prossimità di un´ampia curva verso sinistra, si tralasciano le strade che si staccano sulla destra e si prosegue sulla strada rettilinea, fino ad un incrocio. Qui si svolta a destra e dopo una cinquantina di metri, si prende a sinistra la via Masoni. La strada incomincia a salire stretta e con numerosi tornanti. Si oltrepassano alcuni nuclei abitativi e si arriva alla chiesa di Valmadre (q. 1164 m). Poco prima della chiesa c´è un trivio, si prende a sinistra e si sale fino alla località Le Teccie (o le Tegge). La stradina che ora attraversa, verso destra, il torrente sopra un ponte-briglia, è vietata al transito dei veicoli non autorizzati. Si parcheggia negli spiazzi che precedono il ponte, dove c´è anche una bacheca e una presa dell´acqua.
Fino alla località Dosso di Sopra (q. 1102 m) il fondo stradale è in parte asfaltato e in parte cementato. Oltre questa località diventa sterrato, ma è comunque percorribile anche da un normale veicolo. L´intero percorso su questa stradina richiede comunque massima prudenza.


Descrizione della salita:

Dopo aver attraversato il ponte-briglia si prosegue sulla stradina e più avanti si arriva ad un bivio. Tralasciando la pista con il fondo cementato che, verso sinistra, attraversa il torrente sopra un ponte-briglia, si prosegue lungo la sterrata che si mantiene a destra del torrente. Giunti ad un ammasso caotico di detriti di origine alluvionale e sorretti da briglie, la pista termina. Nessun problema, senza percorso obbligato si superano questi sbarramenti e poi si prosegue, su tracce, in prossimità del torrente. La Valmadre diventa ora pianeggiante e in lontananza appare la Baita Forni (q. 1452 m).
In prossimità di questa baita si attraversa il torrente, facilmente se c´è poca acqua e si arriva a questo alpeggio. Bisogna precisare che se c´è molta acqua nel torrente, è meglio prendere la pista che attraversa il torrente sopra il ponte-briglia, tralasciata poco sopra la partenza, dato che giunge anch´essa qui. Si segue poi la stradina con il fondo cementato che s´innalza a destra di questa baita, in direzione S. Inizialmente sale con alcuni tornanti, sempre con il fondo cementato, poi prosegue per un buon tratto sterrata e con lieve pendenza. Quindi compie un primo tornante verso sinistra e 100 metri più avanti un secondo, verso destra. Esattamente su questa seconda curva, si abbandona la stradina che ora traversa sul versante opposto della valle, e si entra nello spiazzo, adibito anche a parcheggio, che c´è sulla sinistra (vedi prima immagine di dettaglio della relazione: Sponda Camoscera).
Se ora si osserva verso ENE, sotto la Sponda Camoscera, si potrà notare, al centro un primo elettrodotto e sulla sinistra, un secondo elettrodotto che si staglia contro il cielo. Il nostro itinerario passo 30 metri a monte del primo, dove è situata la Casera di Valbona e poi raggiunge il secondo. Il percorso che ci attende lungo questa specie di largo avvallamento (molto a destra del primo elettrodotto), non è segnalato e non esiste nemmeno una traccia, ma si può tranquillamente salire a vista, 80 metri sopra si riprende il sentiero della GVO che traversa pianeggiante dai pressi del Rifugio Dordona. Questa scorciatoia permette di evitare un lungo e inutile traverso fino in prossimità del Rifugio Dordona, per poi dover ritornare verso la Casera di Valbona.
Quindi, dallo spiazzo presente a sinistra del tornante, si inizia a salire rimanendo un poco sulla destra, in prossimità di una grande colata di ganda. Si sale per lo più in linea retta, cercando il percorso migliore tra magro pascolo, sassi affioranti, radi larici e numerosi rivoli d´acqua. Come già citato, circa 80 metri sopra lo spiazzo, si raggiunge il pianeggiante sentiero della GVO. Ci si incammina ora su questo sentiero segnalato, verso sinistra e dopo una breve salita si arriva nel bel pianoro dove è situata la Casera di Valbona (q. 1903 m).
Il sentiero prosegue a sinistra della casera e va a raggiungere il secondo elettrodotto, passandoci proprio sotto. Dopo venti metri c´è un bivio, si tralasciano le tracce con i segnavia della GVO che svoltano a destra e si segue il marcato sentiero pianeggiante, non segnalato, sulla sinistra. Esso si addentra in un boschetto di larici e con moderata pendenza compie un traverso in direzione N. Attraversa un piccolo torrente e più avanti raggiunge la Casera di Grassone (q. 1967 m).
Cento metri prima di raggiungere questa baita, si tralasciano i segnali e si inizia a salire verso destra. La Cima Vitalengo è ben individuabile all´orizzonte, come pure il percorso per raggiungerla (vedi immagine principale). Si sale lungo il pascolo senza percorso obbligato, in direzione ENE. Nel prosieguo si aggira a sinistra un avancorpo che presenta un´alta parete rocciosa. Poi il pendio erboso diventa un po´ ripido, specialmente nella parte finale, ma si arriva in cima senza particolari difficoltà.


Discesa:

Abbiamo due possibilità:

1a) Come per la salita.

2a) Dal versante NW e la Val Vitalengo.
Dapprima si percorre la cresta di collegamento tra la cima e l´anticima N. Raggiunta quest´ultima, si potrà notare che la parte alta dell´itinerario di discesa dal versante NW è ben individuabile, come pure la Casera Vitalengo. Bisogna memorizzare bene dov´è ubicata la casera citata, dato che è un importantissimo punto di riferimento e non ci sono sentieri per raggiungerla, oppure ci sono tracce discontinue, non segnalate e poco evidenti. Dall´anticima si scende quindi in direzione WNW un ripido ma breve pendio erboso, poi ci si abbassa verso destra, lungo un elementare canale di detriti. Al termine del canale (vedi 3a immagine di dettaglio) abbiamo almeno due possibilità per raggiungere la Casera Vitalengo.

A) Si scende a lungo verso NW, in direzione della Cima Campello, inizialmente su pietraie, poi su pascolo. Raggiunta una baita a circa (q. 2100 m) e poco sotto un antico forno del ferro di forma circolare, appare ora un sentierino. Esso attraversa un dosso in direzione N e conduce, dopo 5/6 minuti di cammino dal forno, ad un cartello indicatore che si trova circa 200 metri ad W del Passo di Vendullungo. Una cinquantina di metri sotto il cartello c´è un´altra baita (che sarebbe la 2a baita sopra la Casera Vitalengo, visibile nella 1a immagine di dettaglio della relazione: Pizzolungo). Da questa baita bisogna traversare, verso sinistra (SW), un dosso erboso. C´è una traccia non segnalata ma abbastanza evidente. Quindi, seguendo sempre la traccia, si scende nel rado bosco traversando ancora verso sinistra e poco sotto si arriva ad una baita posta al limite superiore della radura sopra la Casera Vitalengo (quest´ultima baita è visibile nella 1a immagine di dettaglio della relazione: Cima Campello).
Lungo il pascolo, libero da alberi, si scende ora a raggiungere la Casera Vitalengo, dove è posto un cartello indicatore poco stabile, non essendo ben fissato al suolo. Sotto la casera c´è ancora pascolo libero da alberi e dei muretti in pietre. Non è del tutto facile rintracciare il sentiero che scende nel sottostante bosco, bisogna scendere poco a destra della casera, seguendo un muretto in pietre rettilineo che da sotto la casera scende dritto in direzione del bosco. Su di una pietra del muretto (lato destro) si potrà notare un segnavia sbiadito. Giunti quasi al termine del muretto, si devia leggermente a destra e si rintraccia il sentiero che scende, verso sinistra, nel bosco. Ora non è più possibile perdere la traccia, rimarrà quasi sempre ben marcata ma con rari segnavia, fino all´arrivo.
Il sentiero poco sotto raggiunge una radura con dei muretti in pietre. Al limite inferiore della radura e a sinistra di una valletta, si potrà notare una baita. Questo è l´ultimo tratto dove la traccia è poco evidente. In ogni modo, si lascia a sinistra la baita, senza attraversare la valletta e si prosegue a destra. Si scende poi per un buon tratto poco a destra della Val Vitalengo, con numerose svolte nel bosco e traversi a destra (NW). Più in basso si raggiunge la Baita del Cost (q. 1620 m). Al termine dei prati sottostanti il sentiero prosegue con un traverso a sinistra, poi riprende a scendere nel bosco, ancora con numerose svolte e lunghi traversi a destra, fino al rientro in località Le Teccie, a 40 metri dal parcheggio.

B) Al termine del canale si scende in linea retta verso la Casera Vitalengo. A circa metà percorso si aggira a sinistra un salto roccioso e si riprende a scendere in linea retta. Bisogna poi attraversare un fitto ma breve boschetto di larici e si arriva nella vasta radura che sovrasta la casera Vitalengo. Dopo averla raggiunta si prosegue in discesa come indicato nell´itinerario A).


Note:

Le carte di vecchia edizione non riportano la stradina che dopo la Baita Forni compie alcuni tornanti e poi giunge un centinaio di metri sotto la Casera di Valbona, prima di compiere un lungo traverso in direzione del Rifugio Dordona.


© VieNormali.it

Via Normale Cima Vitalengo - In salita, lungo il versante ovest Via Normale Cima Vitalengo - Panorama dalla vetta, verso sud Via Normale Cima Vitalengo - L´itinerario di discesa dal versante NW
In salita, lungo il versante ovest Panorama dalla vetta, verso sud L´itinerario di discesa dal versante NW

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Revisione: relazione rivista e corretta il 16/11/2014 dalla redazione di VieNormali.it

  


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