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Monte Toro - Cresta NW - 2524 m


Relazione della salita - Cima n° 2618


Via Normale Monte Toro - Cresta NW
Sulla cresta NW, a circa metà percorso
Regione: Lombardia (SondrioItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Alpi Orobie

Provincia: Sondrio

Punto di partenza: Le Teccie (q. 1255 m)

Versante di salita: NW

Dislivello di salita: 1269 m - Totale: 2538 m

Tempo di salita: 4,00 h - Totale: 7,30 h

Periodo consigliato: luglio - settembre

Punti di appoggio: Rif. Dordona (q. 1960 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EE - A - I - F (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 105 - Lecco Valle Brembana 1:50000
Autore: Piero Vardinelli Profilo di Piero Vardinelli - Altre salite dell'autore
Data della salita: 22/09/2014
Data pubblicazione: 23/09/2014
N° di visualizzazioni: 1303

Introduzione:

Montagna massiccia ma di bell’aspetto, situata sulla catena principale delle Orobie. L’itinerario proposto si svolge lungo la cresta NW che inizia al Passo di Dordona e non presenta particolari difficoltà, tuttavia non è del tutto banale. La prima parte della cresta è in prevalenza erbosa, fino ad una sommità ben distinta situata a circa metà percorso. Poi diventa pianeggiante e rocciosa e dopo poche decine di metri presenta le uniche vere difficoltà, ma sono aggirabili a sinistra. Nel prosieguo la cresta si impenna ma rimane facile (F) fino in cima.
La discesa si svolge invece sul vasto versante settentrionale, compreso tra le creste NW ed E-NE. Formato principalmente da mamelloni rocciosi e pianori erbosi, questo versante non presenta passaggi esposti e può essere considerato in assoluto l‘itinerario più facile (EE). Tra l’altro è il più sbrigativo provenendo dalla Valmadre.


Accesso:

A San Pietro Berbenno si abbandona la S.S. 38 e si seguono le indicazioni per Fusine. Raggiunta questa località in prossimità di un’ampia curva verso sinistra, si tralasciano le strade che si staccano sulla destra e si prosegue sulla strada rettilinea, fino ad un incrocio. Qui si svolta a destra e dopo una cinquantina di metri, si prende a sinistra la via Masoni. La strada incomincia a salire stretta e con numerosi tornanti. Si oltrepassano numerosi nuclei abitativi e si arriva alla chiesa di Valmadre (q. 1164 m). Poco prima della chiesa c’è un trivio, si prende a sinistra e si sale fino alla località Le Teccie (o le Tegge). La stradina che ora attraversa, verso destra, il torrente sopra un ponte-briglia, è vietata al transito dei veicoli non autorizzati. Si parcheggia negli spiazzi che precedono il ponte, dove c’è anche una bacheca e una presa dell’acqua.
Fino alla località Dosso di Sopra (q. 1102 m) il fondo stradale è in parte asfaltato e in parte cementato. Oltre questa località diventa sterrato, ma è percorribile anche da un normale veicolo. L’intero percorso su questa stradina richiede comunque massima prudenza.


Descrizione della salita:

Dopo aver attraversato il ponte-briglia si prosegue sulla stradina e più avanti si arriva ad un bivio. Tralasciando la pista con il fondo cementato che, verso sinistra, attraversa il torrente sopra un ponte-briglia, si prosegue lungo la sterrata che si mantiene a destra del torrente. Giunti ad un ammasso caotico di detriti di origine alluvionale e sorretti da briglie, la pista termina. Nessun problema, senza percorso obbligato si superano questi sbarramenti di detriti e poi si prosegue, su tracce, in prossimità del torrente.
La Valmadre diventa ora pianeggiante e in lontananza appare la Baita Forni (q. 1452 m). In prossimità di questa baita si attraversa il torrente, facilmente se c’è poca acqua e si arriva a questo alpeggio. Bisogna precisare che se c’è molta acqua nel torrente, è meglio prendere la pista che attraversa il torrente sopra un ponte-briglia, tralasciata poco sopra la partenza, dato che giunge anch’essa qui. Si segue poi la stradina, inizialmente con il fondo cementato, che s’innalza a destra di questa baita. Essa prosegue in direzione S, con diversi tornanti, poi compie un lungo traverso a destra (W) e raggiunge il Rifugio Dordona sul versante opposto della valle (q. 1960 m, erroneamente quotato dalle carte 1730 m).
La sterrata continua dietro il rifugio e sale al Passo Dordona (q. 2061 m). Altra precisazione, su molte carte la stradina che dalla Baita Forni sale al Passo Dordona, non è riportata, probabilmente perchè è di recente costruzione, ma è il percorso meno complicato per raggiungere il passo. I vecchi sentieri, ormai in disuso, sono anche scarsamente segnalati. Ritornando alla salita, dal valico il percorso appare evidente. Si sale, ovviamente in direzione E, inizialmente su pascolo, poi si va a raggiungere la cresta in prossimità di un elettrodotto. Si prosegue lungo la cresta che alterna tratti rocciosi ad altri erbosi e un poco ripidi, appoggiando a destra, fino ad una sommità ben distinta (dove è stata ripresa l´immagine principale, purtroppo in controluce) situata a circa metà percorso.
La cresta diventa poi in prevalenza rocciosa e pianeggiante ma anche più impegnativa. Questo tratto di lame affilate è comunque facilmente aggirabile a sinistra, scendendo un facile canaletto erboso di una ventina di metri. Dopo aver baipassato questo tratto, con percorso evidente, si sale a riprendere la cresta che inizia ad impennarsi. Con una bella e divertente arrampicata si sale lungo il filo, appoggiando tavolta a sinistra, fino a raggiungere la parte finale. La cresta si allinea ora al pendio sommitale e tra cresta e pendio si arriva in vetta (difficoltà F).
L’alternativa più facile (EE) è di scendere il canaletto erboso sopra citato e poi salire sempre a sinistra della cresta, su facili rocce e detriti, fino in vetta.


Discesa:

Abbiamo almeno due possibilità:
1a) Come per la salita.
2a) Lungo il versante N, citato nell’introduzione. Dalla vetta si scende sul detritico pendio sommitale, un poco sulla destra, ma senza percorso obbligato. Poi si prosegue aggirando i dossi rocciosi, senza difficoltà e sempre in direzione N. Raggiunto il fondo del vallone (che sale al passo di Valbona), si volge a sinistra (W) e si seguono le tracce segnalate da bandierine che conducono ai ruderi della Baita Pioder (q. 2062 m). Con un percorso a semicerchio, sempre segnalato, si scende poi alla Casera di Valbona (q. 1903 m). Da questa casera si prosegue per un centinaio di metri, poi, quanto il sentiero diventa pianeggiante e inizia un lungo traverso ad W, verso il Rifugio Dordona, lo si abbandona e si scende in linea retta in direzione NW. Non c’è alcun sentiero e il terreno è un poco scivoloso, tra erba, canaletti d’acqua e qualche rado albero. Comunque è elementare e molto sbrigativo se si sale dalla Valmadre. Al termine di questa discesa si arriva proprio sull’ultimo tornante che la stradina compie prima del lungo traverso ad W, verso il Rifugio Dordona. Su questo tornante ci si ricollega quindi con la stradina che ci riporta al parcheggio.


© VieNormali.it

Via Normale Monte Toro - Cresta NW - Sull’ultimo tratto di cresta NW Via Normale Monte Toro - Cresta NW - Panorama di vetta, verso E Via Normale Monte Toro - Cresta NW - Il versante settentrionale con l’itinerario di discesa
Sull’ultimo tratto di cresta NW Panorama di vetta, verso E Il versante settentrionale con l’itinerario di discesa

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Revisione: relazione rivista e corretta il 24/09/2014 dalla redazione di VieNormali.it

  


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