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Cima di Venina - Cresta NE - 2624 m


Relazione della salita - Cima n° 2617


Via Normale Cima di Venina - Cresta NE
L’itinerario della cresta NE, la via più facile (F) è quella punteggiata
Regione: Lombardia (SondrioItaliane

Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Alpi Orobie

Provincia: Sondrio

Punto di partenza: San Salvatore (q. 1312 m)

Versante di salita: NE

Dislivello di salita: 1380 m - Totale: 2760 m

Tempo di salita: 5,00 h - Totale: 9,00 h

Periodo consigliato: luglio – settembre

Punti di appoggio: Rifugio Caprari (q. 2130 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EE - A - I - F (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Cartografia: KOMPASS N. 104 - Foppolo-Valle Seriana 1:50000
Autore: Piero Vardinelli Profilo di Piero Vardinelli - Altre salite dell'autore
Data della salita: 14/09/2014
Data pubblicazione: 21/09/2014
N° di visualizzazioni: 1765
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Introduzione:

Da nord la Cima di Venina si presenta con una bella parete rocciosa formata da tre distinti speroni. La vetta si trova all’apice di quello occidentale. Nonostante l’aspetto severo che assume da questa prospettiva, si lascia raggiungere abbastanza facilmente da più versanti. L’itinerario della cresta NE è sicuramente il più interessante dal punto di vista alpinistico, ma anche qui le difficoltà sono contenute (F) se si evitano le placche rocciose del filo di cresta. Mentre l’ascesa diretta di queste placche, è più divertente, ma anche più impegnativa II°/II+ (PD).
Al vertice della cresta NE c’è una specie di anticima, situata sulla catena principale spartiacque delle Orobie. La cresta finale, che ora assume orientamento E, è larghissima, digradante sul vastissimo e pietroso versante meridionale. Invero, tutto il tratto di cresta tra l’anticima citata e il Monte Masoni, presenta queste caratteristiche.
Fino alla Bocchetta dei Laghi l’itinerario è il medesimo della traversata delle Cime dello Scoltador. Avendo tempo a disposizione, o magari pernottando al Rifugio Caprari (incustodito), si potrebbero quindi concatenare diverse cime (difficoltà F+). La soluzione meno problematica sarebbe quella di salire dal Passo dello Scoltador, traversare fino al Monte Masoni e poi scendere al Rifugio Caprari dalla via normale del versante settentrionale (Monte Masoni – Versante NE).


Accesso:

Dalla tangenziale di Sondrio si prende l’uscita per Albosaggia. Dopo aver oltrepassato il ponte sul Fiume Adda si svolta a sinistra e al successivo bivio a destra, seguendo sempre le indicazioni per San Salvatore. Raggiunto il centro del paese di Albosaggia, in prossimità di un torrente, si prende a destra, con una breve discesa e si imbocca la via Torre. Si prosegue ora lungo la stradina, stretta, ma sempre asfaltata, che conduce a S. Antonio, Cantone e Nembro. Da quest’ultima località il manto stradale diventa cementato e con una ripida ascesa si arriva ad un incrocio. Proseguendo a destra in breve si raggiunge la bella chiesa di San Salvatore. Si parcheggia negli spiazzi, limitati, lungo la strada.


Descrizione della salita:

Dal parcheggio si prende la stradina, vietata al transito dei veicoli non autorizzati, che si stacca in discesa, a destra della chiesa. Alternando tratti in discesa ad altri pianeggianti, si oltrepassano le località La Teggia (q. 1266 m), La Crocetta (q. 1251 m) e Forno (q. 1315 m). Presso quest’ultima località si attraversa il ponte sul torrente e si risale la valle sulla sinistra orografica. Dopo poche centinaia di metri dalla località Forno, si arriva ad un bivio. Tralasciando a destra la pista cementata che conduce a La Costa (q. 1425 m), si prosegue lungo la piana valliva. Più avanti e in lontananza, si avvistano le stalle sparse della Casera La Piana (q. 1464 m). Dopo averle oltrepassate si prosegue ancora lungo la pista che poi lascia il posto ad un sentiero segnalato.
Il percorso diventa ora un poco più disagevole, su terreno alluvionale, poi il sentiero incomincia a salire e si addentra nel bosco. Nel prosieguo la traccia diventa più marcata, ma potrebbe essere invasa da felci, cespugli e erba alta. In questo tratto, se l’erba è bagnata, è meglio avere al seguito le ghette e impermeabilizzare gli scarponi. Ad ogni modo il sentiero è sempre ben evidente e si sale a lungo, fino ad arrivare ai piedi di una bella cascata, ormai al termine dei boschi e dei fitti cespugli. Il sentiero continua ora sul lato opposto e bisogna attraversare il torrente sotto la cascata, con il solo rischio di bagnarsi i piedi se c’è molta acqua. Si prosegue poi ancora per un buon tratto in salita, fino a raggiungere il bivio con il sentiero della GVO.
Al bivio si svolta a sinistra, con un percorso pianeggiante e in pochi minuti si arriva ai piedi della diga del Lago di Publino. Seguendo sempre i segnali si sale sulla corona nel punto più a N della diga. Dalla corona si esce subito verso sinistra e poi ci si abbassa brevemente al Rifugio Caprari (q. 2130 m). Oppure, senza dover abbassarsi al rifugio, si segue il sentierino che traversa alto sopra la sponda NE/E del Lago di Publino. Giunti in prossimità del torrente immissario del lago, si sale a sinistra, nel vallone (il torrente immissario è riportato anche sulla carta della Kompass). Inizialmente si sale su disagevoli e scivolosi pendii erbosi, poi su facili pietraie ed infine, di nuovo su ripidi pendii, fino a raggiungere l’evidente Bocchetta dei Laghi (q. 2424 m, né quotata né nominata sulle carte). Questo valico divide la catena principale delle Orobie a destra, dalle Cime dello Scoltador a sinistra. Più precisamente divide la cresta NE della Cima di Venina dalle Cime dello Scoltador.
Dalla bocchetta si segue il sentierino, quasi pianeggiante, che traversa poco a sinistra della cresta, ovviamente in direzione S. Giunti alla base dell’impennata della cresta si può scegliere, se salire direttamente le placche rocciose del filo (PD), oppure se serpeggiare tra i canaletti e le cenge erbose sulla sinistra (F), fino a raggiungere l’anticima sulla cresta spartiacque. Infine, si segue l’elementare cresta che collega l’anticima con la vetta, appoggiando sul versante meridionale.


Discesa:

Dalla vetta si scende lungo il detritico versante/cresta W. Poi si risale, oppure si aggira a S, la (q. 2637 m). Raggiunta l’ampia sella tra questa quota e il Monte Masoni, si offrono due possibilità. La prima è quasi d’obbligo ed è quella di raggiungere in 15 minuti il Monte Masoni e poi di ritornare a questa sella. La seconda è quella di iniziare la discesa sul versante settentrionale della (q. 2637 m). Il percorso è sempre evidente ed è facile. Inizialmente si scende, verso sinistra, un largo avvallamento di detriti. Poi, su tracce di sentiero, si traversa a destra, sotto la parete rocciosa della quota sopra citata. Quindi, senza percorso obbligato, si scene quasi in linea retta su di un vasto pendio di detriti instabili ma che consentono una rapida discesa. Raggiunto il fondo del vallone, ci si ricollega con l’itinerario di salita e si ritorna a San Salvatore.


Note:

Nota 1
Il Rifugio Caprari non è custodito.
Nota 2
Se c’è ancora neve sul sentierino che traversa alto sopra la sponda NE/E del Lago di Publino, potrebbero essere indispensabili piccozza e ramponi. Ad ogni modo, se c’è neve, questo traverso non è affatto semplice.
Nota 3
Corda ed imbrago potrebbero non essere necessari, ma è meglio averli al seguito, in particolare se si sceglie di salire lungo le placche della cresta NE.
Nota 4
Le immagini delle relazioni: Cima di Venina – Versante NW e Monte Masoni – Versante NE, possono fornire utili indicazioni.
Nota 5
Dettagli della salita nella foto scalata.


© VieNormali.it

Via Normale Cima di Venina - Cresta NE - All’inizio della cresta NE Via Normale Cima di Venina - Cresta NE - Sulle placche rocciose del filo di cresta (PD) Via Normale Cima di Venina - Cresta NE - Sulla vetta
All’inizio della cresta NE Sulle placche rocciose del filo di cresta (PD) Sulla vetta

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Revisione: relazione rivista e corretta il 24/09/2014 dalla redazione di VieNormali.it

  


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