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Pizzo Giezza - 2658 m


Relazione della salita - Cima n° 2608


Via Normale Pizzo Giezza

La cima vista dalla prima anticima durante la discesa
Regione: Piemonte (VerbaniaItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Pennine - Gruppo Andolla

Provincia: Verbania

Punto di partenza: S. Bernardo (q. 1620 m)

Versante di salita: NE

Dislivello di salita: 1100 m - Totale: 2200 m

Tempo di salita: 4,20 h - Totale: 7,30 h

Periodo consigliato: estate

Valle: Val Bognanco - Altre cime della Val Bognanco
Punti di appoggio: nessuno
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EE - A - II - F+ (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: si
Cartografia: KOMPASS N. 89 Parco Naturale Alpe Veglia, Alpe Devero, Valle Antigorio, Val Formazza, Val Divedro, Domodossola
Autore: Foto non presente Irene Girola - Altre salite dell'autore
Data della salita: 07/09/2014
Data pubblicazione: 10/09/2014
N° di visualizzazioni: 1612

Introduzione:

Dal parcheggio di S. Bernardo si ha l´impressione di scorgere la cima, ma in realtà si tratta di due anticime dall´aspetto di "corni" sassosi. La cima vera e propria si trova dietro al secondo corno e la si può ammirare solo ad un certo punto della cresta finale: la si riconosce grazie alla presenza di un grande ometto in sassi presente sulla sua sommità. Dalla cima il panorama si estende a 360°: è possibile ammirare la Weissmies, il Monte Leone e, in lontananza, alcune cime dell´Oberland.


Accesso:

Da Domodossola seguire le indicazioni per Bognanco e la Val Bognanco. Fare attenzione all´indicazione di S. Bernardo (cartello bianco) e deviare per seguire quest´ultima, sino ad arrivare ad un ampio parcheggio sterrato dove, anche se la strada continua, va lasciata l´auto (il parcheggio si trova di fianco ad un rifugio). Dal parcheggio dirigersi verso il rifugio; a destra di quest´ultimo, davanti ai bagni, parte il sentiero che, in discesa, taglia un pezzo di strada asfaltata. Terminato il breve taglio nel bosco, seguire la strada, prima in leggera discesa e poi in salita, per circa quaranta minuti.


Descrizione della salita:

Al segnavia giallo seguire l´indicazione per Alpe Dorca (45 minuti) e proseguire per una tranquilla strada sterrata in alcuni tratti pianeggiante e in altri in leggera discesa, che passa attraverso gruppi di belle case e alpeggi. Ignorare i cartelli che deviano per i Laghi del Paione e proseguire sino alla fine della sterrata. Qui, in prossimità di un gruppo di case nuove, svoltare a sinistra per un sentiero che scende nel bosco. Attraversare il torrentello e proseguire sino all´Alpe Dorca (q. 1874 m). Da qui in circa mezz´ora si raggiunge prima l´Alpe Variola di Sotto e poi la successiva Alpe Variola di Sopra (rispettivamente q. 1880 m e q. 1977 m). A questo punto sono possibili due itinerari per raggiungere la cima: 1) seguire la traccia che porta al Passo di Variola e, per cresta, raggiungere la vetta; 2) ignorare la traccia per il Passo e risalire il vallone su percorso non segnato ma intuitivo, passando per i Laghi di Variola (il più alto si trova a q. 2199 m) e raggiungere la Bocchetta del Rodale (q. 2244 m) e da lì, sempre per cresta, la cima. Descriverò il secondo itinerario. Dall´Alpe Variola di Sopra, come scritto prima, risalire il vallone tenendosi a sinistra dei laghi e, su percorso intuitivo, puntare alla cresta. Raggiunto un cartello giallo ove è riportata l´altitudine del lago più alto (2199 m), svoltare a destra sino ad incontrare una grande pietraia da superare tenendosi sempre bene a sinistra. Si perviene così alla Bocchetta del Rodale e alla cresta (la stessa che prosegue se la si prende dal Passo). Da qui, per facili roccette e poi per tratti di pietraia e tracce si raggiunge la cima, caratterizzata dalla presenza di un grosso ometto e di una piccola croce dietro ad esso (dalla Bocchetta la cima è raggiungibile in circa mezz´ora). Questo tratto di cresta non presenta grandi difficoltà, ma bisogna comunque fare attenzione ad un paio di passaggi un po´ esposti a al terreno in alcuni tratti un po´ friabile. Il percorso in cresta non è segnato ma resta comunque intuitivo.


Discesa:

Anche per la discesa si possono scegliere due itinerari differenti: 1) come per la salita; 2) dalla vetta scendere per qualche metro e continuare lungo la cresta in direzione della prima anticima (riconoscibile grazie alla presenza di un ometto) e della successiva. Questo tratto di cresta presenta un unico passaggio che richiede una semplice arrampicata; lo si può riconoscere grazie alla presenza di uno spit. Questo tratto è comunque facilitato dalla disposizione delle pietre a piccoli gradini. Raggiunta la seconda anticima, svoltare a sinistra e imboccare un ripido canalino ove, ogni tanto, è possibile scorgere qualche piccolo ometto. Al termine del canalino i segni e le tracce scompaiono, quindi tenersi sulla dorsale a destra e scendere per prati molto ripidi, puntando ad un gruppo di pini, in prossimità dei quali si ritroverà il sentiero, questa volta ben segnato da bolli rossi e bianchi. Da qui, seguendo il sentiero, proseguire sino alla macchina.


Note:

La salita al Pizzo Giezza è molto bella e, in cresta, anche divertente... Peccato che sia poco segnata...


© VieNormali.it

Via Normale Pizzo Giezza - Il cartello giallo che indica l´altitudine del lago più alto
Via Normale Pizzo Giezza - I laghi di Variola visti durante la salita verso la Bocchetta del Rodale
Via Normale Pizzo Giezza - La cresta che dalla cima conduce alle due anticime
Il cartello giallo che indica l´altitudine del lago più alto I laghi di Variola visti durante la salita verso la Bocchetta del Rodale La cresta che dalla cima conduce alle due anticime

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