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Croda dei Toni - 3094 m


Relazione della salita - Cima n° 2532


Via Normale Croda dei Toni
La Croda dei Toni
Regione: Veneto (BellunoItaliane

Alpi e Gruppo: Dolomiti - Alpi Dolomitiche - Gruppo Sesto

Provincia: Belluno

Punto di partenza: Parcheggio Val Fiscalina

Versante di salita: W-SE-E

Dislivello di salita: 550 m - Totale: 1640 m

Tempo di salita: 5,00 h - Totale: 10,00 h

Periodo consigliato: luglio - settembre

Valle: Alta Pusteria - Altre cime della Alta Pusteria
Punti di appoggio: Rif. Zsigmondy-Comici
Tipo di via: Via di roccia
Tipo di percorso: Via di roccia
Difficoltà:   EEA - AR - III+ - AD+ (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: si
Cartografia: TABACCO N. 10 - Dolomiti di Sesto 1:25000
Autore: Andrea Carta Profilo di Andrea Carta - Altre salite dell'autore
Data della salita: 23/08/2009
Data pubblicazione: 14/04/2014
N° di visualizzazioni: 8147

Introduzione:

E’ una delle montagne più possenti delle Dolomiti: dalla sua vetta la vista spazia a 360 gradi come sopra un mare infinito. La via descritta è una delle più complete e belle tra le «normali» delle Dolomiti. Ambiente grandioso, un paretone non comune, lontano dalle vie affollate di cordate. I singoli passaggi su roccia non sono difficili (max. III+) ma riteniamo che questa via sia solo per alpinisti esperti, veloci e capaci di individuare il tracciato anche in caso di cambiamento del tempo: infatti, lo stesso toponimo “Croda dei Toni (= tuoni)” ci ricorda che qui i temporali si addensano con rapidità e, su una via e lunga e faticosa come questa, può capitare di trovarsi in breve in piena tempesta.


Accesso:

Da Brunico (oppure da Cortina) a Dobbiaco e a Sesto Pusteria, oppure dal Comelico a Passo Monte Croce Comelico e a Sesto, quindi in Val Fiscalina.


Descrizione della salita:

Avvicinamento:
Dal parcheggio di Val Fiscalina si raggiunge in due ore circa il Rifugio Zsigmondy-Comici (consigliabile anche pernottare qui per spezzare la lunghezza dell´avvicinamento). Dal rifugio si sale per sentiero alla Forcella della Croda dei Toni, m 2524 (si può giungere qui anche dal Rifugio Carducci o dal Rifugio Pian di Cengia). Si abbandona il sentiero segnato e si segue per ca. 15 minuti una traccia a sinistra, che sale in diagonale verso la parete della Croda dei Toni. Giunti ad una caratteristica cengia ascendente (roccia arancione), la si percorre comodamente e al suo termine si attraversa una gola (che in alto diventa il canalone ghiacciato che solca tutta la parete SO del massiccio dividendo la Croda dei Toni dalla Cima Sud). Si prosegue salendo liberamente per gradoni rocciosi con detriti (ometti) fino a rientrare nella gola, dove questa diventa il canalone ghiacciato vero e proprio (I grado, brevi passaggi di II). Attraversato il canalone ci si porta sull´altro versante e si risale una fessura appoggiata (di roccia biancastra) fino al suo termine: qui, fra un muro strapiombante nerastro e la parete che è sopra il canalone, si forma un caminetto di roccia giallastra che costituisce l’attacco vero e proprio.

Salita:
1) Si attacca il diedro inclinato e lo si segue tutto per 25 metri, con bella arrampicata fino ad una nicchia (2 chiodi lungo la lunghezza più altri 2 nella nicchia). Sei metri a destra, facilmente per cengia, si trova 1´anello cementato (50 metri, III grado).

2) Dall´anello si va a destra sino al termine della cengia, quindi si gira lo spigolino e si sale per facili rocce e ghiaie fino ad attraversare un canale roccioso che scende da NE (incassato tra la parete ed una gigantesca quinta di torrioni rocciosi). Aldilà del canale si vince un gradone di roccia e si sosta presso una comoda cengia (anello cementato, 40 metri, I e II grado).

3) Su per un canalino roccioso a destra dell’anello di sosta. Dopo 20 metri, presso una cengia rocciosa, si incontra un altro anello. Ancora su per buone rocce appigliate fino ad un´altra cengetta (anello cementato, 40 metri, II grado).

4) Dall´anello si va a sinistra e si vince un breve gradino roccioso che porta sulla grande terrazza sassosa ai piedi di una gigantesca parete giallastra (a destra si stacca la variante Drasch). Per continuare lungo la via normale, si va all´estremità sinistra della terrazza, presso un intaglio tra la parete ed uno spuntone di roccia (80 metri, inizio II grado poi elementare).

5) Sulla sinistra dell´intaglio si alza una specie di camino umido con in alto un sasso incastrato al1´uscita. E’ questo il tiro più difficile. Si attacca sulla destra, per una specie di breve diedro verticale (III+). Dopo pochi metri si obliqua verso sinistra e ci si porta nel camino umido. Si esce arrampicando incastrati e sfruttando gli appigli della faccia destra dello stretto camino. Sosta all´uscita, sopra il sasso incastrato (chiodo, 20 metri, III+ e III grado).

6) Le rocce tornano ad inclinarsi e si dirigono verso una fascia di parete rigata di nero. Si va leggermente verso destra, vincendo alcuni difficili salti a gradoni (brevi), avvicinandosi alle strisce nerastre. Sosta presso una ridotta fessura-canale che si sviluppa obliquamente verso sinistra (nessun chiodo, neanche alla sosta; 40 metri, II grado con 2 passaggi di III).

7) Arrampicando ora a sinistra si vince un difficile gradino di tre metri (III grado) e si entra in un canale roccioso (si notano chiodi e cordino nel fondo del canale). Su per 15 metri lungo il facile canale-colatoio, poi si traversa a sinistra su rocce lisce ma inclinate. Superato un breve gradino si monta su di una stretta cengia rocciosa che corre orizzontalmente verso sinistra (40 metri, inizio III poi II grado, sosta lungo la cengia (sfruttare i piccoli spuntoni della parete superiore). Si avvista nuovamente il canale secondario che scende dall´anticima NE e che più in basso si era traversato.

8) Alcuni segnavia rossi, ormai smarriti, indicano erroneamente di proseguire sulla verticale e difficile parete sovrastante la cengetta. La via comune continua invece sulla sinistra. Più in alto, in ogni caso, li si rincontra di nuovo per seguirli correttamente. Si prosegue verso sinistra lungo la cengia rocciosa che si riduce. Con traversata si entra nel canale ghiaioso e lo si risale velocemente (pericolo di sassi) per circa 30 metri fino ad una specie di nicchia e di breve camino, a volte umido, sulla parete di destra (II+ 1´ultimo tratto di traversata nel canale, poi facile).

9) Su per il camino, poi leggermente verso destra, per buone rocce, fino a rincontrare i segnavia rossi, che provengono da una cengia verso destra (spuntoni per la sosta, 25 metri dal fondo del canale, III grado 1´inizio del camino, poi II).

10) Ci si a avvicina ad un salto roccioso e lo si supera per un breve camino verticale ma appigliato (chiodo all´uscita). Obliquando a destra, per un breve canalino e per facili rocce, si raggiunge un incavo, formato dalla parete e da un masso staccato (sosta, 40 metri, III e II).

11) Si traversa a destra del masso, in esposizione, e s´infila quindi un camino verticale, all´inizio leggermente strapiombante ma ben appigliato (chiodo al1´uscita, 15 metri).

Continuando a sinistra per un facile canalino e per rocce e ghiaie si esce finalmente sul gran cengione sassoso che corre lungo tutta la parete, circa 100 metri al di sotto della cima e che fascia su tre lati il monte (40 metri, inizio III, poi II. Da qui si segue detta cengia verso destra, con un «passaggio del gatto» dove occorre rannicchiarsi alquanto. Giunti alla Forcella Alta, cui fa capo il grande canalone ghiacciato, si prosegue per la cengia in parete Est. Poi dalla cengia verso Nord, per roccette e ghiaie sino al pulpito di uno sperone da cui si raggiunge la cresta e la calotta sommitale sino in vetta.


Discesa:

Tornati alla grande cengia anulare, poco prima del “passo del gatto”, si scende leggermente per ghiaia (traccia), verso il canale-camino sottostante dove si rintraccia il primo anello per doppia: si segue in discesa la Via Drasch, con circa dieci calate in corda doppia, quasi tutte attrezzate con anelli o con buone soste (attenzione solo a eventuali cordini vecchi), alternando brevi tratti di facile arrampicata in discesa. Giunti alla cengia dove inizia la variante Drasch si seguono le tracce e gli ometti della via di salita, ancora con qualche doppia su anelli, fino a tornare alla Forcella della Croda dei Toni e quindi alla base di partenza.


Note:

Attenzione ai segni rossi sbiaditi che indicano la vecchia via di discesa e in salita non sempre coincidono con il percorso più facile. Tenere in considerazione la lunghezza dell’itinerario e la difficoltà di orientamento in caso di nuvole basse.


© VieNormali.it

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Revisione: relazione rivista e corretta il 15/04/2014 dalla redazione di VieNormali.it

  


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