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Cima Grande di Lavaredo - spigolo NE - 2999 m


Relazione della salita - Cima n° 1949


Via Normale Cima Grande di Lavaredo - spigolo NE
Il tracciato della via
Regione: Veneto (BellunoItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Orientali - Alpi Dolomitiche - Gruppo Tre Cime di Lavaredo

Provincia: Belluno

Punto di partenza: Rif. Auronzo (q. 2320 m)

Versante di salita: NE

Dislivello di salita: 500 m - Totale: 1000 m

Tempo di salita: 7,00 h - Totale: 10,00 h

Periodo consigliato: estate

Valle: Val Marzon - Altre cime della Val Marzon
Punti di appoggio: Rif. Auronzo (q. 2320 m), Rif.Lavaredo (q. 2320 m)
Tipo di via: Via di roccia
Tipo di percorso: Via di roccia
Difficoltà:   EEA - AR - IV+ - D+ (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Autore: Foto non presente Alessandro Rossi - Altre salite dell'autore
Data della salita: 10/07/2011
Data pubblicazione: 11/07/2011
N° di visualizzazioni: 6398

Introduzione:

Grande e lunga via che si sviluppa lungo il marcato crestone che delimita a sinistra la famigerata parete nord della Cima Grande di Lavaredo salito per la prima volta dal famoso Angelo Dobona con F. Stubler nel 1909. Trattasi di una via panoramica, non difficile ma molto faticosa ed alpinisica, di sicura grande soddisfazione e con passi non banali.


Accesso:

Da Misurina (raggiungibile in 1 h da Longarone, uscita dell´autostrada e seguendo per Auronzo) salire al Rifugio Auronzo (pedaggio di 22 euro). Lasciare la macchina qui e salire alla forcella di Lavaredo in pochi minuti. Costeggiare il lato nord di Punta Frida per tracce fin sotto la parete est della Cima Grande, alla base dello spigolo nord-est che qui presenta un piccolo promontorio.


Descrizione della salita:

La descrizione procede dapprima per tiri di corda, poi, non essendo più obbligata la via, liberamente descrivendo il percorso, sottintendendo che le soste son da attrezzare.

1L dal basamento traversare qualche metro a sinistra e montare su un cornicione con una lapide commemorativa (se c´è neve, come nel nostro caso, direttamente per una marcata fessura di 5 m di IV+). Traversare a sinistra fino ad una marcata rampa (III) che permette di raggiungere un comodo terrazzo (20 m, sosta su chiodi uniti da un cordone).

2L dalla sosta salire direttamente per una fessura diedro puntando ad un cordino rosso (IV+), salire direttamente lo strapiombo sopra il cordino e salire un poco a sinistra per montare su una cengetta alla base di una immensa placconata grigia (30 m, sost su chiodi collegati da un cordone, 1 ch, 1 fr, 2 cordino).

3L salire verso sinistra verso una marcata fessura, cercando il punto più semplice per entrarci, superare il primo risalto e montare su un terrazzino (IV), rimontare il successivo caminetto (2 ch. IV) e poi traversare a destra per cornice fino ad una sosta. Non sostare ma proseguire verticalmente superando lo strapiombo sulla destra (IV+) e giungendo ad un´altra sosta (40 m, sosta su chiodo, cuneo e clessidra, 3 ch. ed una sosta nel tiro).

4L superare il salto successivo direttamente e giungere quindi alla grande terrazza che si affaccia sulla parete nord (20 m, III, sosta su cordone e chiodi).

Da questo punto le soste e la via non sono più obbligati, lungo il percorso ci sono vari spuntoni e qualche raro chiodo.
La via ora prosegue così: salire a sinistra della sosta per gradoni fino ad una cornice con un cordone, ignorarlo e traversare a destra fino ad un chiodo, si sale per roccia facile e poi per un diedrino (ch) e poi traversando leggermente a sinistra fino ad un nicchione giallo (IV).
Lo si supera con un passo esposto per la lama di destra (ch. IV) e si sale su un terrazzino (cordone di sosta).
Salire prima a sinistra perroccia ben manigliata cercando un passaggio facile verso gli strapiombi che sbarrano la parete e, una volta saliti su una cengetta, traversare a destra (cordone di sosta, IV).
Obliquare a destra per roccia facile (III) e puntare con decisione verso la parete nord per aggirare la fascia strapiombe, doppiare lo spigolo e raggiungere un chiodo in massima esposizione su roccia marcia (III+).
Dal chiodo traversare a sinistra per 7 m e salire per roccia verticale, difficile ma con buone maniglie (IV) fino ad una nicchia grigia (ch.). Salire oltre per roccia ben appigliata e più appoggiata fino ad un buon terrazzo (cordone di sosta).

Da qui allontanarsi dal filo dello spigolo e procedere verso sinistra, senza una via predefinita, cercando i punti più deboli per rimontare il successivo salto di roccia (percorso molto personale ma non allontanarsi troppo dallo spigolo) fino ad una marcata cengia.
Da qui salire per un canalino a sinistra fino ad un´altra terrazza (III), salire sempre il canalino e piegare poi a destra veso un altro canale che riporta sul filo dello spigolo. Salire per la sovrastante fessura diedro (2 ch.) e poi traversare a sinistra fino ad una cengetta (IV, IV+).
Verso sinistra rimontare una serie di caminetti (III, IV) fino alla Grande Cengia dove si può terminare l´ascensione (questo tratto di rocce appoggiate è di complessivi 250 m).

Per raggiungere la vetta bisogna scalare le rocce sovrastanti la cengia, dapprima per una fessura (III, IV) e poi per rocce gradinate sulla cresta.


Discesa:

Dall´uscita sula cengia proseguire a sinistra attraversando un canalone e diversi tratti esposti fino ad una piccola spalla con ometti. 3 metri più sotto iniziano le calate:

1) calarsi per circa 50 m fino al fondo del camino.

2) attraversare a sinistra su una minuscola cornice per 5 m per trovare un altra catena. Calarsi per 60 m per pareti verticali e poi per un canalino fino alle ghiaie sottostanti.

3) scendere per tracce di sentiero verso sinistra ed entrare in un piccolo anfiteatro, scender per le roccette fino ad un cordone di calata. Calarsi dritti per 60 m fino ad una cengetta.

4) andarea destra lungo la cengetta fino ad un cordone con anello di calata. Calarsi per 15 m fino al sottostante canalone.

5) scendere il canalone ingombro di sassi e poi andare a destra su una forcella stretta tra due torri con ometti ed un piccolo pinnacolo in mezzo. Calarsi dallo spit per 25 m fino ad un bel ripiano.

6) seguire a lungo il sentierino che costeggia la parete sud fino ad una forcellina con un avancorpo, scendere un poco seguendo la traccia fino ad un cordone di calata. Scendere in doppia per 50 m fino ad un ripiano.

7) calarsi dal cordone per 25 m fino ad un minuscolo ripiano con cordoni per calata.

8) calarsi per 40 m fino alle ghiaie basali.

Scendere fino alla strada del rifugio Auronzo.


Note:

Ad un certo punto è difficile dare una descrizione precisa dell´itinerario perchè i chiodi non segnano l´itinerario migliore, perchè bisogna cercare i passaggi più facili e fare delle soste intermedie per attenuare il terribile attrito delle corde lungo gli spuntoni. Si lascia quindi ai ripetitori il compito di cercare il loro itinerario nella parte finale. In molte relazioni son segnati tiri lunghi di 40-50 m che però non sono possibili a meno di non mettere NULLA come protezioni lungo la via. Grande pericolo di caduta sassi lungo tutto il percorso ed ancor più nella discesa. Calcolare come MINIMO 7 ore.


© VieNormali.it

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Revisione: relazione rivista e corretta il 16/06/2014 dalla redazione di VieNormali.it

  


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