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Monte Cauriol - 2494 m


Relazione della salita - Cima n° 174


Foto via normale Monte Cauriol non disponibile Regione: Trentino Alto Adige (TrentoItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Orientali - Alpi Dolomitiche - Gruppo Cima Asta Lagorai

Provincia: Trento

Punto di partenza: Rif. Cauriol (q. 1600 m) Val Sadole (valle laterale a quella di Fiemme)

Versante di salita: N

Dislivello di salita: 895 m - Totale: 1790 m

Tempo di salita: 3,40 h - Totale: 6,40 h

Periodo consigliato: estate - autunno

Valle: Val Sadole - Altre cime della Val Sadole
Punti di appoggio: Rifugio Cauriol (q. 1587 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero e traccia segnata
Difficoltà:   E - F (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: si
Cartografia: KOMPASS N. 626 - Catena dei Lagorai e Cima d´Asta 1:25000 & TABACCO N.014 - Val di Fiemme Lagorai Latemar 1:25000
Autore: Foto non presente Matteo Favero - Altre salite dell'autore
Data della salita: 08/08/2005
Data pubblicazione: 20/08/2005
N° di visualizzazioni: 12243

Accesso:

Con la macchina, lasciata la SS48 che scende a Predazzo, si entra nel centro abitato di Ziano di Fiemme e da qui si seguono le indicazioni per "Rifugio Cauriol" che portano in breve alla frazione di Bosin. Da qui, seguendo costantemente le medesime indicazioni, si raggiunge il rifugio affrontando prima una salita asfaltata molto ripida e poi una carrareccia sterrata che dopo svariati tornanti (in alcuni punti é problematico l´incrocio con eventuali altri mezzi) conduce direttamente al vasto parcheggio del rifugio dove si lascia l´auto.


Descrizione della salita:

Dal rifugio si prosegue (ora però a piedi: una sbarra impedisce l´accesso alle auto) per la strada da cui siamo giunti in falsopiano alternato a tratti di media salita e non la si abbandona mai finché non si giunge ad una conca erbosa fiancheggiata a sinistra da un torrente (Rio Sadole). Qui si trova un paletto con indicazioni (cadute) per il Cauriol a destra e sorgente a sinistra. Probabilmente continuando a sinistra si accorcerebbero kilometraggio e tempo impiegato ma a prima vista la traccia sembra incerta, non segnata e molto più ripida. Si prosegue così a destra per comodo sentiero che sale con alcuni tornanti sul fianco della montagna fino a giungere ad un altro bivio con indicazoni (questa volta integre) a sinistra per la via austriaca e a destra per quella italiana. Si segue dunque la via austriaca che, dopo un tratto in piano, taglia a destra in prossimità di un pozzo austriaco (probabilmente la traccia sorgente si congiunge qui) e comincia a salire nettamente. In alcuni punti, pur non essendoci difficoltà d´orientamento, la mulattiera é totalmente franata e si é costretti a procedere con un pizzico di attenzione sull´ammasso di grosse rocce (a volte instabili!) della pietraia sottostante la cima, totalmente interessata dal nostro sentiero. Si giunge dopo notevole fatica - l´ultimo tratto, su scivolosa ghiaia fine, é molto ripido - alla forcella in cui si congiungono la via austriaca e la via italiana a 2343 m di quota. A destra indicazioni per Cauriol Piccolo (traccia invisibile?), a sinistra per Monte Cauriol e dritti (sarà la via del ritorno) per la via italiana. Continuando a sinistra si giunge finalmente alla cima dopo un ultimo impegnativo strappo: nel breve tratto iniziale il sentiero é esposto e successivamente non é più presente una vera e propria traccia. I segnali bianco-rossi sono infatti presenti su sassi anche in direzioni opposte e distanti fra loro e l´escursionista deve scegliere la via migliore di salita: consiglio di tendere a sinistra in modo da evitare l´esposizione. Con l´aiuto delle mani si dovranno affrontare degli scalini di roccia che non presenteranno comunque grandi difficoltà per chi possiede un minimo di agilità e si giungerà infine alla croce in vetta che rimarrà celata alla vista fino alla fine.


Discesa:

Come per la salita fino alla selletta di 2343 m s.l.m. (ma con maggiore attenzione! Personalmente in più di un´occasione mi sono seduto per affrontare in modo più sicuro gli stessi scalini della salita). Alla forcella conviene scendere dunque per la via italiana che, ripidissima, giunge per più rassicuranti balze erbose a passo Sadole (nessuna indicazione, solo un capitello). Da qui si continua a destra, prima in piano e poi in discesa, fiancheggiando alcuni resti di guerra, fino ad incontrare la biforcazione dell´andata in cui le possibilità di scelta erano la via austriaca o quella italiana, da cui noi giungiamo. Quindi per lo stesso sentiero e poi carrareccia percorsi all´andata ci si cala fino al rifugio.


Note:

L´itinerario risulta senz´altro faticoso ma complessivamente gratificante. Quando sono giunto in vetta il panorama era sì vasto, ma sfortunatamente le nuvole nascondevano le principali cime intorno a quella del Cauriol... Spero siate più fortunati! In caso di neve, per quanto poca, la via austriaca é altamente sconsigliabile perché, come già detto, é talvolta molto sconnessa su pietraia e piccoli e grandi massi senz´altro scivolosi e talvolta mobili. Lo stesso vale per l´ascesa alla cima.


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