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Cima Doseg¨ - Cresta NW - 3560 m


Relazione della salita - Cima n░ 1637


Via Normale Cima Doseg¨ - Cresta NW
La cima vista dal ghiacciaio di Doseg¨
Regione: Lombardia (SondrioItaliane

Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Ortles Cevedale

Provincia: Sondrio

Punto di partenza: Rif. Berni (q. 2541 m), strada per il Passo Gavia

Versante di salita: N

Dislivello di salita: 1150 m - Totale: 2300 m

Tempo di salita: 4,30 h - Totale: 8,00 h

Periodo consigliato: estate

Valle: Valle del Gavia - Altre cime della Valle del Gavia
Punti di appoggio: Rif. Berni (q. 2541 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:   EE - A - II+ - PD- (scala difficoltà)
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: si
Cartografia: TABACCO N. 08 - Ortles-Cevedale 1:25.000
Autore: Oliviero Bellinzani Profilo di Oliviero Bellinzani - Altre salite dell'autore
Data della salita: 05/09/2010
Data pubblicazione: 06/09/2010
N░ di visualizzazioni: 4230

Introduzione:

Montagna piuttosto trascurata, come la Pedranzini anche la Cima Doseg¨ soffre per la vicinanza della superaffollata Punta S. Matteo che catalizza l┤ attenzione della gran parte degli alpinisti, e dalla quale Ŕ separata dal colletto di quota 3550. In realtÓ, invece, offre una interessante via di salita su roccia, descritta nel presente itinerario, mentre dalla sua vetta si gode di una fantastica vista che di per sŔ le meriterebbe un maggior interesse. Ci˛, tuttavia, la rende attraente agli occhi di chi, come l┤ autore, ama le vette solitarie, dove il silenzio parla col respiro del vento.


Accesso:

Il Passo Gavia Ŕ raggiungibile sia dalla Valtellina, passando per Sondrio, Bormio, S. Caterina Valfurva, che dalla Val Camonica, salendo da Ponte di Legno.


Descrizione della salita:

La salita al Doseg¨ ha in comune un ampio tratto con la Punta San Matteo, cui si fa riferimento. Dal Rif. Berni scendere per ponticello ai prati sottostanti e seguire le indicazioni per il San Matteo. Invero si hanno due possibilitÓ di accesso: 1) si attraversano i prati in direzione del vecchio rifugio abbandonato e si segue il sentiero che sale ad un dosso, lo valica e riscende nel vallone di accesso al ghiacciaio (in tal caso si deve prima salire e poi scendere un dislivello di un centinaio di metri) 2) oppure si segue il sentiero 25 sulla sinistra che fornisce l┤accesso al Pizzo Tresero, passando per il ponte dell┤Amicizia e, senza passare il ponte, seguire il sentierino o campi innevati che risalgono il vallone sulla sinistra orografica del torrente e portano a ricongiungersi al sentierino che scende dal dosso (in tal caso si evita di salire e poi ridiscendere il dosso). Raggiunto il vallone di accesso al ghiacciaio si risale il ripido pendio morenico sulla destra che conduce alla dorsale morenica e poi verso sinistra ai pianeggianti campi innevati di accesso alla fronte del ghiacciaio di Doseg¨. Si attraversa la zona quasi pianeggiante e si risale un primo pendio che porta ad un┤altro pianoro sotto la seraccata del ghiacciaio. Se le condizioni lo permettono si pu˛ risalire la seraccata sulla sinistra per pendio non troppo ripido (35-40░) ma non troppo lungo, con qualche crepaccio ben coperto ad inizio stagione e si accede al pianoro superiore. Altrimenti si risale il ripido (40░, ghiaccio vivo a stagione inoltrata) e pi¨ lungo pendio a destra della seraccata, con un ampio arco da destra a sinistra e si raggiunge il pianoro. Si prosegue attraverso il pianoro risalendo un altro breve pendio, un terzo pianoro ed un altro pendio, sinchŔ non si giunge in vista del Colletto di quota 3550 dove inizia la Cresta W del San Matteo. Si abbandona allora la traccia, piegando decisamente a sinistra, e si percorre la pianeggiante parte sommitale del Ghiacciao superando la Cima Doseg¨ per portarsi sotto la depressione pi¨ bassa tra questa e la Punta Pedranzini. Scegliendo il passaggio migliore a seconda delle condizioni, per ripido pendio nevoso e sfasciumi si risale al colletto (3520 ca) da dove a destra si segue la cresta NW che presenta alcuni avancorpi da superare con facile arrampicata. Una volta alla base della cresta che si raddrizza pi¨ verticale, tenendosi sul filo, o alla sua destra, si risale un primo risalto (II+) cui segue un tratto pianeggiante dove si cammina. Quindi un secondo risalto (II) che dÓ l┤ illusione di arrivare in vetta che invece si raggiunge con un terzo pi¨ breve salto (II).


Discesa:

Come per la salita. Oppure, proseguendo brevemente lungo la cresta, poco prima di un triangolare gendarme, si scende sulla destra per ripido pendio di sfasciumi al ghiacciaio da cui per la via di salita. Nel caso detto pendio fosse innevato e la pendenza risultasse troppo accentuata, si prosegue di cresta, contornando il gendarme sulla destra per discendere meno ripidamente al ghiacciao poco pi¨ avanti.


Note:

Splendido itinerario Ŕ quello compiuto dall┤ autore nel corso della sua ascensione. Dal rifugio Berni, passando per il ponte dell┤ amicizia, si sale lungo la normale al Pizzo Tresero (v. relazione), dal quale si scende facilmente per la cresta SE portandosi sotto la NW della Pedranzini. Con arrampicata fino al II+, la si rimonta stando sul filo o poco discosti, uscendo in vetta da cui si discende senza difficoltÓ al colletto di quota 3520, quindi si prosegue col presente itinerario sino alla Vetta della Cima Doseg¨ (5,30 ore dal Berni). La discesa avviene lungo la normale di Cima Doseg¨. Per chi se la sentisse, e le condizioni lo consentissero, dalla Cima Doseg¨ Ŕ possibile raggiungere anche il S. Matteo, completando cosý la prima o ultima tappa, a seconda del senso di marcia, della traversata delle tredici cime. A seconda delle condizioni del ghiacciaio, soprattutto a tarda stagioni, le difficoltÓ possono aumentare sensibilmente per la presenza di seracchi con ghiaccio vivo.


© VieNormali.it

Via Normale Cima Doseg¨ - Cresta NW - Tratto di cresta verso la vetta Via Normale Cima Doseg¨ - Cresta NW - Lungo la cresta Via Normale Cima Doseg¨ - Cresta NW - In cima
Tratto di cresta verso la vetta Lungo la cresta In cima

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Revisione: relazione rivista e corretta il 19/01/2012 dalla redazione di VieNormali.it

  


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