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Cima di Salimmo - 3115 m


Relazione della salita - Cima n° 1569


Via Normale Cima di Salimmo
La cima con il percorso di salita e discesa

Regione: Italiane Lombardia (Brescia)
Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali - Alpi Retiche - Gruppo Adamello
Provincia: Brescia
Punto di partenza: Rif. Petitpierre al Corno d’Aola (q. 1920 m) - Altre cime della Alta Valle Camonica
Versante di salita: N-W
Dislivello di salita: 1184 m - Totale: 2368 m
Tempo di salita: 4,00 h - Totale: 6,15 h
Difficoltà:   EEA - A - I+ - F+ (scala difficoltà)
Periodo consigliato: luglio - ottobre
Punti di appoggio: Rif. Petitpierre al Corno d´Aola (q. 1920 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Sentiero e traccia segnata
Attrezzatura:
Valutazione:
Libro di vetta: no
Autore: Roberto Ciri Profilo di Roberto Ciri - Altre salite dell'autore
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Data della salita: 04/07/2010
Data pubblicazione: 05/07/2010
N° di visualizzazioni: 6326

Introduzione:

La Cima di Salimmo si erge alle propaggini settentrionali del Gruppo dell´Adamello e chiude la testata della Val Seria con ripide pareti rocciose percorse da lunghi canali innevati. La salita per la via normale non presenta particolari difficoltà alpinistiche, sebbene richieda piede fermo e passo sicuro su esile traccia lungo alcune cengette e nei pendii finali sottocresta su terreno roccioso piuttosto instabile. In presenza di neve, spesso presente fino a stagione inoltrata, sono necessari piccozza e ramponi. I canaloni sul versante nord si prestano a belle e ripide salite fino a 50°, sia per la via della pala ghiacciata (percorribile anche in discesa se in condizione), sia per la variante del ramo destro, sia per il più impegnativo e ripido canale Faustinelli, con pendenze fino a 60° e da percorrere a fine inverno o primavera. Dalla cima si gode uno splendido panorama sul sottostante ghiacciaio di Pisgana, sulla vicina Cima Calotta e sulle più lontane cime del Bernina, Disgrazia e del gruppo Ortles-Cevedale.


Accesso:

Al Rif. Petitpierre si giunge facilmente in auto dal parcheggio della cabinovia di Ponte di Legno (cartelli) per stretta strada inizialmente asfaltata e poi sterrata. In agosto la strada viene chiusa e si può raggiungere il rifugio tramite l´apposita seggiovia.

Dal rifugio seguire la sterrata che sulla sinistra sale verso un pendio e raggiunge dei cartelli con indicazione Conca di Pozzuolo. Seguire per breve tratto la strada sterrata fino ad un tornante con cartello, in cui si stacca un sentierino che entra nel bosco, con indicazione sent. n° 40 per la Conca di Pozzuolo. Seguire il sentiero lungo una bella cengia erbosa in piano che con piacevole percorso con belle viste sulla Cima Salimmo e varie curve raggiunge la Conca di Pozzuolo presso una piccola costruzione di cemento a forma di botte della 1° guerra mondiale. Qui dei cartelli indicano il proseguimento del sentiero per la Bocchetta dei Buoi.


Descrizione della salita:

Seguire il sentierino al centro della conca, spesso coperta di acquitrini e canaletti d´acqua, che man mano si sposta verso destra, supera il torrente e risale il fianco sinistro di un dosso. La traccia è ben evidente e ben segnata e sale alla sovrastante conca di massi su cui seguire con attenzione i segnavia fra un masso e l´altro. Si raggiunge un masso con indicazione a destra per la Bocchetta dei Buoi e a sinistra per il Salimmo.

Seguire la traccia e i segnavia ora più sbiaditi verso sinistra, risalendo altre zone di massi fino a giungere al centro di un vallone, a sinistra di un basso sperone roccioso su cui per altro sale una traccia da non seguire. Restare al centro del vallone, coperto di neve fino ad estate inoltrata, e risalirlo puntando all´evidente bocchetta di cresta in alto a sinistra. Il vallone si restringe nella parte alta e si fa più ripido, fino a 40-45°, raggiungendo infine l´intaglio di cresta detto Bocchetta di Valbione, da cui si apre una bella vista sulla Cima Calotta e da cui è visibile la croce di vetta della Cima di Salimmo (2,30 h).

Dalla bocchetta seguire i segnavia e la traccia verso sinistra, risalendo per roccette e per cengette a tratti un po´ esposte e strette il fianco del monte in traversata verso destra (questo tratto richiede passo sicuro). La stretta traccia termina su un forcellino da cui si vede bene il tratto finale di salita e la croce di vetta che sembra vicina.

Dal forcellino si risale sulla sinistra un pendio detritico seguendo i segnavia e la traccia con tratti di neve ad inizio estate. La traccia risale il terreno un po´ disagevole di sassi, detriti e terriccio fino ad una selletta innevata che costituisce l´uscita del ramo destro del canalone della pala ghiacciata.

Dalla selletta traversare verso destra cercando di non perdere i segnavia della traccia fra massi e detriti un po´ instabili e spesso coperti di neve fino a metà estate, risalendo così alla cresta rocciosa con alcuni brevi passaggi di I+. Raggiunta la cresta si salgono gli ultimi ripidi metri su sassi accatastati fino alla grande croce di vetta.


Discesa:

Come per la salita. In alternativa, se le condizioni di innevamento lo consentono e con neve stabile ed assenza di rischio di valanghe, tornati alla selletta innevata si può scendere direttamente il canalone del ramo destro della via della pala ghiacciata (necessari piccozza e ramponi). Il primo tratto è piuttosto ripido, essendo il muro di neve di uscita del canale, con pendenza di 60°, poi la pendenza si abbassa pur mantenendosi per un bel tratto sui 55-50° fino a scendere nella parte centrale a 40°. Dunque la prima parte del canalone va scesa faccia a monte e poi a valle, facendo massima attenzione a non scivolare e alla formazione di zoccolo di neve sotto i ramponi. In estate la neve bagnata comporta rischio di scivolata e la frenata con piccozza è poco efficace su tale neve e pendenza, sui cui si prende molta velocità. Alla base del canalone si procede per campi innevati e resti di valanghe puntando ai più docili pendii verso destra fino alla fine della neve. Si raggiunge così il pendio di sassi su cui scende un ruscello, visibile dalla Conco di Pozzuolo sulla sinistra salendo, da discendere restando sul lato destro fino al pianoro sottostante, innevato ad inizio estate, e riagganciandosi al sentiero sul fianco del dosso salito all´andata. Per questo si scende ai prati della Conca di Pozzuolo e quindi al punto di partenza (2,15 h).


Note:

La Cima di Salimmo si può abbinare alla Cima Calotta, sebbene con percorso non segnato per la discesa dalla cima verso l´ampia sella che le divide in cui si trova il bivacco Regosa. Le persone ben allenate possono in alternativa salire prima la Cima Calotta per la ghiacciata parete nord e sulla strada del ritorno salire la Cima di Salimmo. I percorsi su queste cime richiedono esperienza su neve e terreno roccioso.


Revisione:
relazione rivista e corretta il 04/10/2013 dalla redazione di VieNormali.it
© VieNormali.it

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Via Normale Cima di Salimmo - Passaggio lungo la normale Via Normale Cima di Salimmo - In cima Via Normale Cima di Salimmo - Discesa dalla pala ghiacciata
Passaggio lungo la normale In cima Discesa dalla pala ghiacciata

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